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Classifica Unione Europea, male le Università Italiane.

13 settembre 2009

Troppo care, poche borse di studio e rari post laurea. Ecco come sono i nostri atenei.

TORINO – Da una classifica stilata dall’Unione Europea riguardante il confronto tra gli atenei di Francia, Gran Bretagna, Spagna, Italia e Germania ne è scaturito che al fine di vantare una laurea nel Paese europeo più quotato bisogna volare in Inghilterra, se invece si vuole essere più protetti dallo fra borse di studio la Francia è la soluzione ideale; mentre se si è interessati ad un ottimo rapporto qualità-prezzo la è Germania è la scelta migliore in quanto offre affitti bassi, rette contenute, costo della vita sopportabile e molte possibilità di trovare lavoro subito dopo la laurea.

Ma è l’Inghilterra che secondo tutte le graduatorie possiede le migliori università, non a caso è il paese dove è molto veloce trovare un lavoro una volta terminati gli studi.

Per poter studiare in Inghilterra ed in Galles ci vogliono in media 1.859 euro, che è l’importo più alto di tutta Europa.

In queste nazioni è operante il sistema del prestito nel quale lo Stato si riserva di anticipare una certa quantità di soldi che lo studente restituirà ad interessi a tasso zero una volta conseguita la laurea. In media, si conta un indebitamento annuo di 5.480 dollari.

Nel caso si scartasse l’Inghilterra perché troppo cara, rimangono Francia, Germania e Spagna. A livello di tasse in Spagna si scende a 795 euro, in Francia si oscilla fra i 160 e i 490 euro, mentre in Germania da 500 euro a semestre a nulla.

Sostanzialmente fra i cinque grandi Paesi occidentali l’Italia è seconda per quanto riguarda le tasse chieste agli studenti.
Oltre a questo l’Italia non risulta stuzzicante anche per via del «diritto allo studio».
Infatti secondo l’ultimo rapporto Ocse solo il 20% di studenti ha ottenuto le borse di studio e solo il 2% sul totale di studenti ha richiesto la residenza universitaria.

Costi che pesano nell’economia della famiglia o dello studente che si mantiene da solo. Soprattutto se deve fare i conti con affitti alti. Dall’ultimo studio, riguardante gli affitti, svolto da Eurostudent, emerge che: la Germania oscilla fra i 201 e i 299 euro poi in seconda e terza posizione vi sono Francia e Spagna. Quarto e ultimo posto l’Inghilterra con prezzi come 532 e 724 euro.

Per quanto riguarda l’Italia, in caso di reddito familiare basso, si possono trovare posti letto a poco più di 100 euro. Il prezzo può salire fino a 700 euro. Se invece si sceglie una stanza di un appartamento in affitto da privati il costo varia fra i 200 euro delle città meridionali, 400 euro di Bologna ed i 500 euro di media di Milano e Roma.

L’Ocse ha suddiviso l’Europa in quattro fasce tenendo conto del rapporto fra rette universitarie e supporto agli studenti: nella fascia più onesta(zero tasse e grandi aiuti agli iscritti) fanno parte Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia; la fascia con le tasse alte ma buon sistema riguarda i Paesi anglosassoni.
Infine la fascia con tasse e aiuti abbastanza bassi comprende Francia, Spagna e Italia.

Fonte: lastampa.it

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