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Approvato al senato il ddl Gelmini sulla riforma dell’università.

30 luglio 2010
Il Presidente Giorgio Napolitano, nei Giardini...
Image via Wikipedia

E’ stato approvato ieri (29 luglio 2010) al senato il ddl Gelmini sulla riforma dell’università .

Il provvedimento ha ricevuto 152 voti favorevoli, 94 contrari ed un astenuto, la discussione alla camera avverrà dopo la pausa estiva.

“Voglio esprimere grande soddisfazione per l’approvazione del ddl sull’università, si tratta di un evento epocale” – ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini – “che rivoluziona i nostri atenei e che permette all’Italia di tornare a sperare. L’università sarà più meritocratica, trasparente, competitiva e internazionale. Il ddl segna la fine delle vecchie logiche corporative: sarà premiato solo chi se lo merita”.

In sintesi i cambiamenti principali del ddl:

Cambiano le regole per il reclutamento dei ricercatori e dei docenti universitari.

Sarà necessaria una abilitazione nazionale (con parametri stabiliti dall’Anvur Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario) per poter diventare docenti ordinari od associati.

Le commissioni saranno composte da quattro professori sorteggiati da una lista di ordinari del settore disciplinare oggetto del bando.

Per i ricercatori le commissioni saranno composte da un professore associato, nominato dall’università che richiede il bando e da due professori ordinari sorteggiati da una lista di professori del settore disciplinare oggetto del bando.

Scompaiono i ricercatori a tempo indeterminato.

Viene introdotti il cosiddetto “Tenure Track”: sono previsti contratti a tempo determinato (minimo 3, massimo 5 anni) seguiti da contratti triennali (rinnovabili una sola volta), al termine dei quali se il ricercatore sarà ritenuto valido  sarà confermato a tempo indeterminato come associato.

Si abbassa, inoltre, l’età in cui si entra di ruolo da 36 a 30 anni con uno stipendio che passa da 1300 a 2000 euro.

Istituito fondo per il merito

Verrà istituito un fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di studio e prestiti d’onore con tassi bassissimi.

Piu autonomia per le università virtuose

Le università con i risultati accademici migliori e più attente ai bilanci potranno sperimentare una governance flessibile (d’intesa col ministero).

Limite di 12 facolta per ateneo

Potranno esserci al massimo 12 facoltà per ateneo. Sarà possibile federare università vicine per abbattere i costi.

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