Diploma Università

Tecniche di memoria: come studiare senza problemi

13 aprile 2012
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Per poter essere preparati ad un esame o ad un’interrogazione, è indispensabile che lo studente abbia un preciso metodo di studio che gli consenta di poter gestire al meglio il tempo e le sue capacità per apprendere più nozioni possibili e soprattutto ricordarsele.
Per il metodo di studio è molto difficile tenere un discorso generalizzato, difatti non tutte le persone riescono con uno stesso metodo ad avere gli stessi risultati, ma sicuramente uno dei punti in comune su cui si può lavorare è migliorare la propria predisposizione a memorizzare, ricordare ed esprimere tutti gli argomenti che si stanno studiando.
Ecco alcuni consigli che possono sfruttare tutti per migliorare il proprio studio:
- Fare una tabella di marcia: un elenco delle materie da studiare per ripartirle durante la giornata. E’ consigliabile alternare più materie se si può nell’arco della stessa giornata e di dedicare nell’arco della settimana una giornata al riposo.
- Creare il giusto ambiente di studio: è importante studiare in un ambiente che può aiutare la concentrazione evitando il più possibile disturbo o distrazione.
- Apprendere ogni argomento studiato: assicurarsi non solo che si è in grado di imparare a memoria quello che si è letto, ma anche di avere realmente capito ciò che avete studiato, in modo che sia possibile esporre gli argomenti in qualsiasi momento, anche a gran distanza del tempo.
- Selezionare le informazioni importanti e prendere appunti: riuscire ad estrapolare le informazioni necessarie da un testo, soprattutto quando la mole del materiale di studio è notevole. E’ sicuramente consigliabile analizzare il testo sottolineando cosa è veramente importante da ricordare o eventualmente svolgere dei riassunti o degli schemi con mappe concettuali.
- Ripetere ad alta voce: aumenta la concentrazione perché stimolato anche l’udito, e sentendosi ripetere ci si rende conto, secondo l’esposizione, se si è veramente sicuri dell’argomento.
- Studiare con gli amici: non sempre, ma studiare in gruppo può essere un’ottima soluzione per confrontarsi ed aiutarsi nel caso ci siano argomenti non ben capiti.
- Rilassarsi e controllare lo stress: provoca tensione, e non aiuta a rimanere concentrati, in questo caso è meglio fermarsi fino a quando non si è rilassati. Studiare con in testa altri pensieri non porta nessun risultato vantaggioso.

Fonte: Studenti.it

QS World University Rankings 2011/2012

28 marzo 2012
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E’ stata pubblicata, alla sua ottava edizione, il QS World University Rankings 2011/2012, la classifica mondiale delle università del Mondo. La Giuria che stila questa classifica è composta di 33000 accademici e 16000 datori di lavoro provenienti da tutto il mondo.
In questa classifica sono state analizzate 2919 università su un totale di 20000 presenti in tutto il mondo.
Ecco le migliori dieci università al mondo:

1. University of Cambridge
2. Harvard University
3. Massachusetts Institute of Technology (MIT)
4. Yale University
5. University of Oxford
6. Imperial College London
7. UCL (University College London)
8. University of Chicago
9. University of Pennsylvania
10. Columbia University

L’Italia com’è andata?
Nelle prime 300 posizioni ci sono 5 università italiane:

- Università di Bologna al 183° posto.
- La Sapienza di Roma al 210° posto.
- Università di Padova al 263° posto.
- Università di Milano al 275° posto.
- Politecnico di Milano al 277° posto.

Per quanto riguarda la presenza degli atenei italiani, soprattutto i 5 atenei migliori, Ben Sowter, responsabile della QS Intelligence Unit, ha dichiarato: “La maggior parte delle università italiane hanno una tradizione centenaria d’eccellenza accademica e nel caso di Bologna, la tradizione é quasi millenaria. I punti di forza sono le scienze, la letteratura e l’economia. Ci sono cinque università italiane tra le top 300 del QS World University Rankings 2011 una in più rispetto al 2010. Nella nostra valutazione dei sistemi di formazione terziaria e universitaria, l’Italia risulta essere l’undicesimo paese al mondo, mentre gli Stati Uniti guidano la classifica”.

Fonte: Studenti.it

Allarme laureati: Disoccupati o Sottopagati

9 marzo 2012
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Secondo i dati raccolti dal consorzio AlmaLaurea, nell’ultimo anno i disoccupati laureati sono aumentati:

  • dal 16% al 19%  per i laureati triennali;
  • dal 18% al 20% per i laureati specialistici;
  • dal 16,5% al 19% per i laureati in un corso a ciclo unico.

Da questa statistica emerge dunque un tasso preoccupante di disoccupazione che tocca anche i neo laureati, statistica che sorprende in quanto essendo una minoranza rispetto ai giovani che cercano lavoro, dovrebbero essere più ricercati.

La bassa offerta è da ricercare nell’espansione a macchia d’olio di contratti a tempo determinato che impediscono l’inserimento pieno nel mondo del lavoro che assicurerebbe un posto fisso e duraturo.

Problemi in vista anche per chi un posto di lavoro lo ha trovato, la retribuzione ad un anno dalla laurea è diminuita:

  • € 1.105,00 mensili netti per i laureati di primo livello;
  • € 1.050,00 mensili netti per i laureati a ciclo unico;
  • € 1.080,00 mensili netti per gli specialistici, (nel 2007 lo stipendio era di € 1.238,00).

FONTE:  Tuttoscuola

Confindustria: la facoltà che da più sbocchi lavorativi è quella di chimica

5 marzo 2012
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Ottime notizie per gli studenti che si laureano o hanno deciso di laurearsi alla facoltà di chimica. Secondo uno studio recente di Confindustria, è stato rilevato che circa il 95% dei laureati in chimica riescono ad avere un contratto a tempo indeterminato in tempi rapidi. L’elevato livello di conoscenze minime e specifiche richieste per i diversi progetti e il basso grado di intercambiabilità tipico di questo settore portano le aziende a investire sul personale.

Inoltre gli stipendi risultano nettamente superiori di quelli previsti in altri settori a parità di titolo di studio e a livello previdenziale si rilevano migliori certezze grazie ad un fondo di previdenza integrativa per la categoria, con un altissimo numero d’iscritti.

Dopo l’analisi dei dati raccolti Confindustria annuncia la necessità ad orientare meglio i ragazzi italiani su percorsi di studio concretamente spendibili nel mercato del lavoro, e quindi indirizzare risorse verso gli istituti tecnici e le facoltà tecnico scientifiche.

La forte espansione di nuovi mercati come la “Green Economy” che richiedono conoscenze non solo in campo chimico ma anche in campo tecnico scientifico sono a supporto della teoria esposta da Confidustria.

Fonte: Studenti.it