L’istituo tecnico “Ikaros” di Bergamo ha deciso di compiere una grande sfida d’innovazione per i suoi studenti e l’intero sistema scolastico italiano.
E’ la prima scuola in Italia che ha deciso di non utilizzare più libri di testo in formato cartaceo, ma bensì in formato digitale.
Infatti, per l’inizio dell’anno scolastico, la scuola ha deciso di comprare e distribuire 1.370 Ipad, il numero esatto di studenti iscritti. Questo istituto bergamasco è il primo in tutta Italia che ha deciso di affrontare la svolta informatica nella maniera più radicale: in verità non è l’unico istituto che ha introdotto l’Ipad a scuola, me gli altri istituti hanno preferito per il momento fermarsi su singole classi con progetti sperimentali.
Le famiglie degli alunni dovranno pagare un canone di 200€ l’anno, comunque inferiore alla spesa media che viene svolta per l’acquisto dei libri tradizionali. Inoltre, tutti gli Ipad sono già provvisti di dizionari, atlanti ed altri strumenti scolastici, come ad esempio tutte le dispense redatte direttamente dai professori. Per quanto riguarda i costi, l’istituto scolastico è riuscito a sostenere la prima spesa iniziale coadiuvato da un partner tecnologico che ha fatto da sponsor, prevedendo anche che l’investimento si ammortizzi nell’arco di 3 anni.
Il direttore dell’istituto, Diego Sempio, in una intervista ha rilasciato queste dichiarazioni:
“Abbiamo voluto appositamente essere drastici e verificare fin da subito la capacità di apprendere grazie al nuovo strumento. Ma è una novità che nasce anche da una constatazione: oggi i ragazzi imparano in un modo diverso, conoscono già i linguaggi dei computer; è un metodo diverso da chi ha studiato sui libri, progredendo passo passo dalla prima all’ultima pagina e noi ne prendiamo atto. Da noi approdano i ragazzi che finiscono la terza media con i voti più bassi, quelli che si sentono dire “E’ meglio se impari un mestiere…”. Ebbene, mettere nelle loro mani un iPad è una maniera per far recuperare ai giovani stima in se stessi, nelle loro capacità. Da noi s’impara facendo, attraverso azioni che hanno un valore pratico e quella tavoletta può rappresentare un vero riscatto per tanti di loro!”
Fonte: Corriere.it
Il punto di partenza è una inizativa nata dalla Garamond, una casa editrice specializzata nella produzione di documentazione digitale e strumenti di rete rivolti al mondo dell’istruzione.
La Garamond ha voluto coivolgere i più di 62000 docenti registrati nel loro sito, a far parte di una grande comunità di insegnanti disponibili a pubblicare e condividere le loro produzioni didattiche (come testi, dispense, slides, video, questionari ecc…) all’interno del RICED, il Repertorio Italiano di Contenuti Educativi e Didattici.
Lo scopo della nascita di questo prodotto è quello di creare un vero e proprio capitale di sapere, dando vita ad una piattaforma di documenti digitali in ambito didattico per il “Social Learning”, cercando di creare piattaforme di E-learning per tutte le scuole italiane.
Tutto il repertorio online RICED, viene alimentato ed utilizzato da docenti e studenti, ed è interamente fruibile gratuitamente, cosa assolutamente inusuale nel nostro paese per il reperimento di materiale didattico.
In Italia, infatti, vengono spesi dalle famiglie 750 milioni di Euro all’anno per l’acquisto di testi spesso utilizzati solo al 20-30% (resi anno dopo anno fuori corso dalle cosiddette “nuove edizioni”).
Fonte: La Stampa
Con DM 10 maggio 2011 n. 43 il Miur ha stabilito i tetti di spesa, riferiti sia alla versione a stampa che a quella on line e mista, entro cui i docenti sono tenuti a mantenere il costo dell’intera dotazione libraria di ciascuna classe della scuola secondaria di I e II grado per l’anno scolastico 2011/2012.
Eventuali incrementi degli importi indicati debbono essere contenuti entro il limite massimo del 10 per cento e, per quanto concerne la secondaria di II grado, negli istituti scolastici in cui sono presenti indirizzi sperimentali. In tal caso le relative delibere di adozione dei testi scolastici debbono essere adeguatamente motivate da parte del Collegio dei docenti ed approvate dal Consiglio di istituto.
Fonte: Notizie scolastiche
I libri vengono preparati, stampati e distribuiti agli studenti direttamente dai professori, e il costo scende ad un decimo rispetto alle versioni “editoriali”.
La nuova ‘ricetta’ per cercare di arginare il problema del caro libri passa anche da questa iniziativa.
Sono parecchi gli insegnanti in tutta Italia che aderiscono a questa iniziativa, si riuniscono periodicamente in gruppi di lavoro, divisi per materia di insegnamento, e sviluppano e preparano dei ‘manuali’, cioè libri di testo a basso costo che utilizzeranno poi per l’insegnamento delle materie a scuola.
I libri possono essere scaricati gratuitamente via web oppure stampati in proprio a basso costo, per coprire semplicemente i costi di stampa.
Molti dei docenti coinvolti non avevano mai scritto libri prima d’ora, ma come si sa, l’unione fa la forza, specie quando si deve cercare di fare di ogni necessità virtù.
I docenti interessati si riuniscono e, basandosi sulla loro esperienza diretta nel campo dell’insegnamento, preparano i testi. Successivamente i libri di testo così preparati vengono collaudati durante le normali lezioni, verificandone l’effettiva efficacia, in un continua tendenza al miglioramento.
Non mancano però le polemiche degli editori, che criticano quasti ‘manuali’ facendo notare che sono molto spartani, senza fotografie e con una impaginazione e presentazione estetica molto ‘povera’.
Fonte: La repubblica