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Miur e Telecom uniti per lo sviluppo della scuola digitale: “EducaTi”

14 gennaio 2015
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Il presidente di Telecom, Giuseppe Recchi, ha deciso di stanziare 60 milioni di euro in tre anni a favore di un progetto per sviluppare il sistema scolastico italiano partendo dalla tecnologia.

“EducaTi” mira a promuovere il processo di digitalizzazione delle scuole con la sperimentazione di nuovi linguaggi e strumenti didattici. In particolare l’obiettivo è la diffusione di soluzioni digitali per supportare le metodologie didattiche innovative, promuovere iniziative sulla comunicazione e sulla formazione digitale per i docenti mettendo, inoltre, a disposizione delle scuole piattaforme di supporto alla digitalizzazione dei processi scolastici.

I punti focali di “EducaTi” sono:
- formazione di 15mila docenti della scuola primaria per renderli tutor digitali;
- promozione del concorso “YouTeach” che punta alla realizzazione da parte degli studenti delle scuole superiori di un video riguardante l’utilizzo sano e consapevole dei social network e di internet in generale;
- lancio della piattaforma di crowfunding “WeDo” volta al finanziamento di progetti didattici innovativi nel settore dell’istruzione e della cultura digitale.

Fonte: La Stampa

Più compiti agli studenti italiani rispetto alla media

24 dicembre 2014
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Secondo una statistica Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), gli studenti italiani sono i più studiosi a casa. In media ogni studente dedica 9 ore a settimana del suo tempo libero sui libri di scuola. La media Ocse è di circa 4.9 ore e le nazioni dove la mole di lavoro casalingo è più bassa sono Finlandia e Corea, con una media inferiore a 3 ore settimanali.

La particolarità di questa situazione è che proprio le due nazioni con la media più bassa vantano competenze scolastiche più elevate, prova che una maggiore mole di compiti non coincide con una migliore preparazione.

4 ore settimanali è la quantità giusta indicata dall’Ocse, sottolineando che superandola si ottiene un beneficio relativo minimo. Infatti, troppo lavoro a casa avvantaggia coloro che hanno una situazione familiare e domestica favorevole, ovvero che hanno un posto dove studiare tranquillo che gli permetta di concentrarsi al massimo rendendo fruttuoso il tempo.

Quindi nonostante i compiti siano uno strumento utile per rafforzare e migliorare la propria preparazione, dall’altro lato rischiano di aumentare le disparità socio-economiche tra i vari studenti.

Fonte: Radio24

Parole d’ordine dello studio: sottolineare!

10 settembre 2014
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Per poter studiare in modo efficace permettendovi di tenere a mente tutto quello che dovete sapere partendo dai concetti base bisogna saper sottolineare.

La sottolineatura di un testo è un metodo tutt’altro che inutile per fissare i concetti nella vostra memoria, è utile però sapere come eseguirla in modo corretto.

La prima cosa da fare è focalizzare l’attenzione sui punti chiave. Non iniziate subito a dipingere le pagine dei vostri libri ma concentratevi sulla lettura.

1. Prima lettura
Per iniziare bisogna dare una lettura veloce del testo. Concentrandosi su quello che state leggendo, seguendo con un dito, registrate le informazioni che sono più importanti.

2. L’evidenziatore
I testi sono composti da due tipi di informazioni: quelle fondamentali e quelle di ampliamento.
Grazie alla prima lettura avrete memorizzato le parole chiave e rileggendo riuscirete a sottolineare solo quei concetti contenenti le informazioni più importanti. Ricordate, date ed eventi vanno sempre sottolineati. Inoltre molto spesso i libri di testo contengono commenti a lato esemplificativi dei concetti esposti nel testo e parole/frasi in grassetto per focalizzare la vostra attenzione.

3. Commenti
Un altro punto importante, una volta individuate le parole chiave, può esser molto utile aggiungere a matita a margine brevi commenti per esemplificare al meglio i concetti esposti.

Studiare sottolineando a casa è essenziale, ma ricordatevi che è allo stesso modo importante seguire le lezioni in classe senza distrarsi. Ricordarsi le parole del prof mentre si studia è un altro strumento utile per imparare le lezioni facendo molta meno fatica!

FONTE: skuola.net

Sabato a casa o a scuola?

6 agosto 2014
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Fino a qualche anno fa andare a scuola il sabato, dalle elementari alle superiori, era un’abitudine ma con il tempo le cose sono cambiate. Negli ultimi anni, grazie alla sempre maggiore autonomia didattica, il sabato sta diventando giorno libero o ultimo giorno della settimana scolastica in base alle scelte di ogni singolo istituto. Alcuni lo sfruttano per poter spalmare meglio le ore di lezione su sei giorni, altri preferiscono la settimana corta per permettere agli studenti di aver uno stacco più netto dallo studio e dar loro la possibilità di aver più tempo a disposizione da dedicare ai propri interessi, alla famiglia e agli amici.

C’è chi vorrebbe estendere il sabato a casa a tutte le scuole di ogni ordine, permettendo così una riduzione delle spese dei trasporti a livello cittadino, un risparmio su riscaldamento ed energia elettrica per ogni istituto e l’ottimizzazione della qualità dell’insegnamento e dell’utilizzo delle risorse.

Chi invece considera questa soluzione una sorta di “molestia didattica” in quanto concernerebbe giornate di 6/7 ore in aula per i ragazzi con materie anche pesanti e quindi ottenendo solo un calo di attenzione dagli stessi; inoltre tante scuole non hanno una mensa e quindi gli studenti dovrebbero fermarsi a mangiare al bar o a casa dopo le tre del pomeriggio.

A livello italiano la situazione resta comunque varia infatti circa il 50% delle scuole ha adottato la settimana corta. L’unica grossa domanda che rimane è: è giusto metter la quadratura dei bilanci davanti alle considerazioni didattico educative? A voi la risposta..!

FONTE: Corriere della Sera

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