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Francia, un dettato al giorno per salvare la lingua scritta

9 dicembre 2015
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Sta facendo scalpore il nuovo programma scolastico varato dal ministero dell’istruzione francese per l’anno 2016: per gli alunni delle scuole elementari francesi diventerà obbligatorio sottoporsi ad una prova di dettato giornaliera.
Sembra che nell’ultimo decennio la padronanza della lingua da parte dei francesi continui a scendere, per cui il ministro francese dell’istruzione ha pensato di porvi rimedio con questa iniziativa.

Fonte: repubblica.it

Addio al corsivo come in Finlandia?

17 giugno 2015
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In Finlandia è stata introdotta di recente una riforma che prevede che agli alunni delle scuole primarie non sia più insegnata la scrittura manuale in corsivo.
Gli verrà invece insegnato “fluent typing”, ovvero impareranno direttamente a digitare su tastiera avviandosi così molto precocemente sulla via della digitalizzazione.
L’iniziativa lascia molto interdetti per vari motivi.
Per cominciare sembrerebbe sia stato dimostrato che la mancanza di apprendimento della scrittura manuale possa avere delle conseguenze nello sviluppo cognitivo, a tale proposito però pare che il consiglio finlandese abbia già provveduto ad apposite attività integrative volte a sopperire queste carenze.
Per provocazione è stato chiesto, tramite un semplice sondaggio web, ad alcuni insegnanti italiani cosa ne penserebbero se una tale iniziativa fosse introdotta anche qui da noi.
La risposta è stata quasi unanimamente negativa.
Il motivo è probabilmente dovuto ad un diverso modo di intendere la scuola qui da noi rispetto alle nazioni del nord europa, dalle nostre parti il processo educativo è probabilmente indirizzato più verso gli aspetti ‘umanistici’ della formazione degli alunni, mentre in altre nazioni forse viene considerato maggiormente lo sviluppo delle capacità tecniche e della predisposizione alle innovazioni tecnologiche introdotte dai progressi della tecnica.
Per esempio, da un sondaggio tra gli studenti delle scuole superiori finlandesi è emerso che loro considerano l’apprendimento delle scienze il filo conduttore che dovrebbe legare insieme tutte materie e tipologie di ingegnamento, mentre da noi è piuttosto l’aspetto umanistico ciò che viene considerato come essere il patrimonio comune tra i vari tipi di docenza.

Fonte: Orizzonte Scuola

Miur e Telecom uniti per lo sviluppo della scuola digitale: “EducaTi”

14 gennaio 2015
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Il presidente di Telecom, Giuseppe Recchi, ha deciso di stanziare 60 milioni di euro in tre anni a favore di un progetto per sviluppare il sistema scolastico italiano partendo dalla tecnologia.

“EducaTi” mira a promuovere il processo di digitalizzazione delle scuole con la sperimentazione di nuovi linguaggi e strumenti didattici. In particolare l’obiettivo è la diffusione di soluzioni digitali per supportare le metodologie didattiche innovative, promuovere iniziative sulla comunicazione e sulla formazione digitale per i docenti mettendo, inoltre, a disposizione delle scuole piattaforme di supporto alla digitalizzazione dei processi scolastici.

I punti focali di “EducaTi” sono:
- formazione di 15mila docenti della scuola primaria per renderli tutor digitali;
- promozione del concorso “YouTeach” che punta alla realizzazione da parte degli studenti delle scuole superiori di un video riguardante l’utilizzo sano e consapevole dei social network e di internet in generale;
- lancio della piattaforma di crowfunding “WeDo” volta al finanziamento di progetti didattici innovativi nel settore dell’istruzione e della cultura digitale.

Fonte: La Stampa

Più compiti agli studenti italiani rispetto alla media

24 dicembre 2014
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Secondo una statistica Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), gli studenti italiani sono i più studiosi a casa. In media ogni studente dedica 9 ore a settimana del suo tempo libero sui libri di scuola. La media Ocse è di circa 4.9 ore e le nazioni dove la mole di lavoro casalingo è più bassa sono Finlandia e Corea, con una media inferiore a 3 ore settimanali.

La particolarità di questa situazione è che proprio le due nazioni con la media più bassa vantano competenze scolastiche più elevate, prova che una maggiore mole di compiti non coincide con una migliore preparazione.

4 ore settimanali è la quantità giusta indicata dall’Ocse, sottolineando che superandola si ottiene un beneficio relativo minimo. Infatti, troppo lavoro a casa avvantaggia coloro che hanno una situazione familiare e domestica favorevole, ovvero che hanno un posto dove studiare tranquillo che gli permetta di concentrarsi al massimo rendendo fruttuoso il tempo.

Quindi nonostante i compiti siano uno strumento utile per rafforzare e migliorare la propria preparazione, dall’altro lato rischiano di aumentare le disparità socio-economiche tra i vari studenti.

Fonte: Radio24

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