La fine dell’anno scolastico e gli esami di maturità sono ormai alle porte, per questo Grandi Scuole ha dato vita al nuovo sito informativo http://www.grandiscuole.info dove è possibile trovare un valido aiuto per superare l’anno scolastico con serenità.
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Ritorna in discussione l’organizzazione delle classi scolastiche riportando in auge un dibattito iniziato nel 2006 negli Stati Uniti. Sono varie le argomentazioni di chi è a favore e di chi è contro.
Proviamo ad elencare i principali argomenti analizzati da chi sostiene le varie teorie:
Approccio diverso: Uno degli aspetti trattati è lo stile d’apprendimento. Chi è a favore di classi separate spiega che le differenze tra il cervello femminile e maschile in età infantile determinano un diverso stile d’apprendimento e di conseguenza giustificherebbe un approccio differenziato. Chi è contro invece considera le differenze cerebrali come minime: un volume leggermente maggiore del cervello maschile, e una maturazione più precoce di quello femminile, ma nessuna delle due caratteristiche viene ricondotta alla capacità di apprendere.
Contesto educativo: L’aspetto analizzato è la diversità d’apprendimento legata al contesto educativo. Nella neuropsichiatria infantile i geni maschili e femminili concorrono a determinare differenze e sono influenzate dal contesto di apprendimento. Prima della pubertà i bambini capiscono e imparano a conoscere loro stessi anche analizzando le differenze con gli altri, cosa che nelle classi separate è accentuata e di conseguenza più utile. Chi è contro la separazione delle classi afferma la veridicità neuropsichiatrica, ma non sarebbe sufficiente a giustificare la separazione. Molte statistiche indicano che dove avvengono esclusioni, di qualsiasi tipo, il rendimento scolastico cala.
Efficienza di scuole “separate”: A sostegno delle varie tesi sono stati portati esempi pratici dei due sistemi di insegnamento. Chi è a favore di classi miste ha mostrato degli esempi di scuole dove i rendimenti scolastici sono superiori alla media. Chi è contro valuta gli esempi portati sottolineando che riguardano scuole private frequentate da appartenenti a famiglie di posizione sociale alta e che richiedono test di ingresso selettivi.
Fonte: Corriere.it
Le mappe concettuali sono un ottimo supporto per lo studio, soprattutto in occasione della preparazione di tesine per la maturità e degli esami universitari.
Cosa è di preciso una mappa concettuale? Di fatto è il riassunto svolto utilizzando diagrammi di flusso delle argomentazioni studiate in una determinata materia, avendo lo scopo principale di far richiamare alla memoria nello specifico un argomento didattico e di dargli una posizione all’interno del programma di studio.
Grazie a questo metodo, lo studente è in grado di avere una panoramica generale della materia organizzata ed ordinata, ottima base per svolgere correlazioni tra i vari argomenti presenti.
E’ possibile svolgere mappe concettuali per qualsiasi materia ed argomento, le uniche differenze possono venire secondo la metodologia utilizzata per l’ordinamento delle informazioni, differente dal tipo di materia. Ad esempio, è intuitivo ordinate in ordine cronologico argomenti storici, altrimenti da macroconcetti a una ramificazione di microconcetti più specifici, come nel diritto, oppure anche per sequenza come nelle materie matematiche e tecniche. E’ importante tenere bene a mente che per essere efficace la mappa concettuale deve essere sintetica. Essa non deve agire come un riassunto, ma proprio come una sintesi, ricordandosi soprattutto che è un metodo che aiuta lo studio e non è una scappatoia per leggere pochi riquadri al posto del contenuto dei libri di testo.
Fonte: Studenti.it
Dal rapporto pubblicato con i dati relativi all’anno 2011, gli accessi ad internet da parte di scuole e università è aumentata di circa il 21%.
La ricerca svolta da Audiweb censisce non solo l’aumento generale dell’utilizzo di internet, ma rileva anche interessanti sfaccettature:
- il tempo medio utiilzzato di connessione per utente è di circa 1 ora e 23 minuti
- La connessione è utilizzata al 77.2% degli uomini e il 72.8% delle donne.
- ripartiti nelle fasce di età troviamo che coloro che utilizzano più Internet sono i giovani tra gli 11 e i 17 anni con una percentuale del 90.6%, tra i 18 ed i 34 anni sono 88,9% e nella fascia più matura arrivano all’82.6%
- la concentrazione a livello geografico pone una maggiore sensibilità all’utilizzo della Rete al Nord e al Centro (78%) mentre al Sud e nelle Isole si presenta un percentuale che si assesta al 68%.
Fonte: Orizzonescuola.it