Diploma Università

Approvata una revisione degli istituti professionali valida a partire dall’anno scolastico 2018-2019

15 maggio 2017
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Il modello utilizzato a riferimento per la modifica degli istituti professionali italiani  è la Germania.

Qui gli stipendi d’ingresso pesanti o l’ingresso in istituti superiori professionali e tecnici con valenza universitaria sono obiettivi importanti e che realizzabili per molti studenti che apprendono in scuole che si impegnano nell’avvicinamento al mondo del lavoro.

Il primo aspetto a subire una modifica è stata la razionalizzazione degli anni di studio che attualmente prevede due distinti bienni con l’aggiunta di un quinto anno separato, con la riforma diventeranno un biennio più un triennio.

Il biennio iniziale avrà materie e aspetti culturali necessari come la matematica, la lingua italiana e straniera, l’apprendimento storico-sociale, le scienze motorie e si focalizzerà dando maggiore spazio all’alternanza scuola-lavoro e all’apprendistato.

Nonostante il progetto rappresenti e miri a costruire una scuola professionale orientata e costruita sulle esigenze del mondo di lavoro, in tutti gli anni scolastici si avrà comunque lo studio di diverse materie considerate di base come la matematica (3-4 ore alla settimana), l’italiano (4 ore alla settimana), la storia (2 ore a settimana) e l’inglese (3 ore a settimana).

Anche per quanto riguarda gli indirizzi ci sarà una modifica strutturale.

Attualmente fanno capo a due macro settori con sei branchie diverse, con la riforma diventeranno undici indirizzi costruiti e agganciati sulle attività economiche considerate di rilevanza nazionale.

Nel dettaglio:

  • agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane;
  • pesca commerciale e produzioni ittiche;
  • industria e artigianato per il Made in Italy;
  • manutenzioni e assistenza tecnica;
  • gestione delle acque e risanamento ambientale;
  • servizi commerciali;
  • enagastronomia e ospitalità alberghiera;
  • servizi culturali e dello spettacolo;
  • servizi per la sanità e l’assistenza sociale;
  • arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico;
  • arti ausiliare delle professioni sanitarie: ottico;

Non solo, ma ogni singolo istituto avrà modo di declinare gli indirizzi base con le richieste del territorio e del mondo del lavoro con una flessibilità che potrà raggiungere il 40% dell’orario.

Inoltre la personalizzazione degli apprendimenti si realizza anche con un progetto formativo individuale (264 ore l’anno) che viene mirato per l’accesso nel mondo del lavoro.

Non solo, le scuole avranno maggiore autonomia che si manifesta attraverso la possibilità di rafforzare i laboratori e chiedere consulenze ad esperti e attivare rapporti in partnership: aspetti fondamentali visto che il fronte delle ore di tali attività nel biennio arriva quasi alla metà delle totali.

È stato anche preventivato e reso accessibile nel 2018 un passaggio dai corsi di formazione regionali Iefp al professionale Statale, con questa passerella lo studente potrà accedere già al quarto o al quinto anno. Questo per consentire a tutti i diplomati di poter valutare l’accesso agli Istituti Tecnici Superiori (its), alle Università e alle Istituzioni dell’Alta Formazione Artistica Musicale e Couretica (Afam).

Scuola, dopo 20 anni arriva l’anagrafe dell’edilizia: oltre 8mila istituti chiusi su 42mila

28 ottobre 2015
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Il ministro dell’istruzione ha presentato l’anagrafe dell’edilizia scolastica, sono stati censiti più di 40mila edifici in modo da avere un quadro completo della situazione e poter quindi decidere come regolarsi e dove intervenire.
Una parte degli stabili non sono attualmente utilizzabili per le funzioni scolastiche perché dismessi, in fase di ristrutturazione, o in costruzione.
Di quelli operativi, più della metà è stato edificato oltre 40 anni fa, alcuni anche prima del 1900, comunque questi ultimi sono solo una piccola parte.
Il rapporto arriva dopo quasi 20 anni di attesa, era previsto da una legge del 1996, e dopo aver speso più di 10 milioni di euro, finalmente c’è.
Secondo il ministro, finalmente con questa ‘fotografia’ puntuale della situazione sarà possibile pianificare e decidere esattamente dove e come intervenire, per garantire l’agibilità e la sicurezza degli istituti scolastici italiani, i primi interventi sono già stati avviati.
Il rapporto fornisce anche informazioni sullo stato di accessibilità delle strutture, la maggior parte è già dotata di accorgimenti per superare le barriere architettoniche, più di due terzi degli edifici sono raggiungibili tramite i servizi pubblici, e solo una minima parte è attualmente in regime di affitto.

Fonte: repubblica.it

La pagella è “fai da te”. Il Ministero non le stampa più

27 gennaio 2012
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Per la prima volta sono state utilizzate in tutte le scuole un nuovo modello di pagella nel formato di carta semplice A4, stampato direttamente dalle segreterie d’ogni istituto.
Difatti a partire da quest’anno scolastico (2011/2012), il nuovo template sostituirà le vecchie versioni stampate direttamente dall’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato.
Con questa svolta si svolge il primo passo per l’abolizione della pagelle, delle schede di valutazione cartacee con l’introduzione delle versioni digitali che saranno consultate solamente online come descritto dalla riforma scolastica Gelmini.
Sul portale ScuolaMia del ministero dell’Istruzione è già prevista la possibilità di consultare, per le scuole che hanno attivato il servizio, le pagelle online.
Lo scopo principale di questa riforma è quello di cercare di contenere i costi e nella speranza che si verifichino i vantaggi d’efficienza previsti dalla legge.

Fonte: La Repubblica.it

Allarme assenze per 20 mila studenti

19 giugno 2011
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Dopo la circolare ministeriale diramata il 4 marzo, precisa e severa, sul monte ore massimo di 250/300 ore, ossia 50 giorni scolastici, di assenza, oltre 20 mila studenti a livello italiano sono a rischio bocciatura. 

In alcune scuole, soprattutto di Napoli e Palermo, ci sono state delle occupazioni durate anche 25 giorni e considerate dai presidi come giorni di assenza dalle lezioni di tutti gli studenti. Questo ha provocato tra molti ragazzi la penalizzazione in quanto hanno partecipato attivamente alle attività svolte durante il periodo di occupazione, presentandosi regolarmente a scuola. 

Molti studenti, riconoscendo di aver superato il limite delle ore di assenza permesse, hanno smesso di andare a scuola essendo certi della propria bocciatura per l’anno. I collegi dei docenti valuteranno caso per caso il da farsi con gli alunni coinvolti in base, ovviamente, anche ai loro esiti scolastici. Chi ha sempre studiato non verrà penalizzato insomma. 

Fonte: La Repubblica

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