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Al via la riforma della scuola secondaria superiore

6 settembre 2010
CSBM
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Dal primo settembre al via la riforma della scuola secondaria superiore

E’ partita la riforma della scuola superiore secondaria che entrerà a pieno regime entro l’anno scolastico 2014/2015. Vediamo le principali novità:

Il voto in condotta torna a far media per concorrere a definire il giudizio finale dell’alunno in sede di promozione .

Gli indirizzi dei licei e degli istituti tecnici passeranno da 750 a 20.

L’insegnamento della lingua e letteratura inglese diventa obbligatorio per tutto quinquennio, in ogni istituto superiore. Viene potenziato l’insegnamento delle materie scientifiche  in alcuni indirizzi.

Le ore scolastiche di 50 minuti ritorneranno ad essere ore di 60 minuti.

Riforma dei Licei

I nuovi licei sono composti in due bienni e dal quinto anno (2+2+1). Gli indirizzi diventano sei: classico, scientifico, linguistico, artistico, musicale e coreutica, scienze umane. Leggermente ridotto il monte ore settimanali anche a causa del fatto che si è passati da ore da 50 minuti a 60 minuti.

Riforma istituti tecnici
Gli istituti tecnici passano da 10 settori e 39 indirizzi a due settori ed 11 indirizzi, le ore passano da 36 (da 50 minuti) a 32 (da 60 minuti).

Anche qui, come per i licei, l’impostazione sarà 2+2+1. Nel primo biennio si studieranno materie comuni mentre nel secondo bienne dipenderanno dall’indirizzo scelto. All’ultimo anno sarà possibile partecipare a stage e/o tirocini formativi.

Riforma degli istituti professionali

Gli istituti professionali passano da 5 settori e 27 indirizzi a 2 settori e 6 indirizzi. Le ore (come per gli istituti tecnici) sono state portate a 32. L’impostazione sarà, anche in questo caso, di 2 bienni e un quinto anno singolo, ci saranno più ore di laboratorio e stage esterni.

Il Ministero dell’istruzione ha pubblicato una brochure per spiegare la riforma alle famiglie si può scaricare  qui.

Fonti : wikipedia / lastampa

Riforma Gelmini: i nuovi istituti professionali

5 settembre 2010

Con il nuovo anno scolastico gli istituti italiani professionali saranno classificati in due settori e sei indirizzi specifici
Ci saranno solo due settori in base alla nuova classificazione degli istituti professionali in Italia: “Servizi” e “Industria ed Artigianato”.
Gli istituti professionali forniranno una solida base nel settore produttivo di riferimento, più capacità di personalizzare i prodotti e i servizi, maggiore uso di nuove tecnologie nei vari contesti applicativi.
I cinque anni del quinquennio saranno ripartiti in due bienni e un quinto anno in cui si approfondirà il raccordo tra scuola, istruzione superiore ed inserimento nella vita lavorativa.
I due settori saranno poi ripartiti in sei indirizzi di riferimento, invece dei precedenti 27, risultando quindi in una semplificazione rispetto alla complessa ‘giungla’ di scelte disponibili in precedenza.

Fonte: Studenti.it

Il ministro Gelmini presenta il nuovo anno scolastico

4 settembre 2010

Con più di 50 giorni di assenze la bocciatura sarà inevitabile.
Il ministro Gelmini presenta le linee guida del nuovo anno scolastico 2010-2011, e annuncia i primi effetti delle riforme.
Sarà obbligatorio lo studio di almeno una lingua straniera in tutti i licei, e al quinto anno una delle materie sarà insegnata in inglese.
Secondo la Gelmini, con la riforma gli istituti professionali e tecnici non saranno più da considerare come scuole di second’ordine, dovranno invece essere in grado di formare figure professionali con le caratteristiche richieste dalle imprese e dal mondo del lavoro.
Infine, con la nuova riforma, gli avanzamenti di carriera nella scuola saranno finalmente basati sul merito.

Fonte: La Stampa

Approvato al senato il ddl Gelmini sulla riforma dell’università.

30 luglio 2010
Il Presidente Giorgio Napolitano, nei Giardini...
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E’ stato approvato ieri (29 luglio 2010) al senato il ddl Gelmini sulla riforma dell’università .

Il provvedimento ha ricevuto 152 voti favorevoli, 94 contrari ed un astenuto, la discussione alla camera avverrà dopo la pausa estiva.

“Voglio esprimere grande soddisfazione per l’approvazione del ddl sull’università, si tratta di un evento epocale” – ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini – “che rivoluziona i nostri atenei e che permette all’Italia di tornare a sperare. L’università sarà più meritocratica, trasparente, competitiva e internazionale. Il ddl segna la fine delle vecchie logiche corporative: sarà premiato solo chi se lo merita”.

In sintesi i cambiamenti principali del ddl:

Cambiano le regole per il reclutamento dei ricercatori e dei docenti universitari.

Sarà necessaria una abilitazione nazionale (con parametri stabiliti dall’Anvur Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario) per poter diventare docenti ordinari od associati.

Le commissioni saranno composte da quattro professori sorteggiati da una lista di ordinari del settore disciplinare oggetto del bando.

Per i ricercatori le commissioni saranno composte da un professore associato, nominato dall’università che richiede il bando e da due professori ordinari sorteggiati da una lista di professori del settore disciplinare oggetto del bando.

Scompaiono i ricercatori a tempo indeterminato.

Viene introdotti il cosiddetto “Tenure Track”: sono previsti contratti a tempo determinato (minimo 3, massimo 5 anni) seguiti da contratti triennali (rinnovabili una sola volta), al termine dei quali se il ricercatore sarà ritenuto valido  sarà confermato a tempo indeterminato come associato.

Si abbassa, inoltre, l’età in cui si entra di ruolo da 36 a 30 anni con uno stipendio che passa da 1300 a 2000 euro.

Istituito fondo per il merito

Verrà istituito un fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di studio e prestiti d’onore con tassi bassissimi.

Piu autonomia per le università virtuose

Le università con i risultati accademici migliori e più attente ai bilanci potranno sperimentare una governance flessibile (d’intesa col ministero).

Limite di 12 facolta per ateneo

Potranno esserci al massimo 12 facoltà per ateneo. Sarà possibile federare università vicine per abbattere i costi.

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Con la riforma Gelmini si studia di meno

5 luglio 2010

Un documento interno del ministero illustra i nuovi orari per licei e istituti tecnici e professionali.

Con la nuova riforma Gelmini,  nei prossimi anni, gli studenti passeranno complessivamente meno tempo tra le pareti scolastiche e, quindi, studieranno di meno. Meno matematica e lingua straniera, meno informatica e latino.

Il ministero ha ormai predisposto tutti i documenti per avviare la riforma. Una riforma “attesa da almeno 80 anni”. Sarà in grado di rilanciare un paese in crisi? Vediamo cosa studieranno le nuove generazioni.

Licei artistici: nei nuovi licei artistici confluiranno anche gli ex istituti d’arte, che passeranno a 34 o 35 ore settimanali invece delle normali 40. Verranno ridotte le ore di matematica, chimica e scienze naturali, ma ci saranno anche meno discipline geometriche e plastiche.

Licei classici: il nuovo monte ore settimanale sarà di 27 o 31 ore. Meno italiano, storia e geografia, ma anche matematica, scienze e storia dell’arte, inoltre verrà rimosso l’insegnamento di diritto.

Licei scientifici: passeranno a 27 o 30 ore settimanali, similmente ai licei classici. Le materie tagliate saranno italiano, latino, matematica e scienze, e ci saranno meno ore di laboratorio di chimica e fisica.

Licei linguistici: anche questi nuovi licei, rispetto alla versione “sperimentale” precedente, subiranno tagli alle ore di italiano, latino, storia, matematica e storia dell’arte.

Licei delle Scienze umane: istituiti al posto degli ex istituti magistrali e psico-pedagogici, subiranno tagli alle ore di italiano, latino, storia, geografia, matematica, scienze e storia dell’arte.

Licei musicali/coreutici: la novità della riforma, ma saranno pochissimi in tutta Italia.

Istituti tecnici: saranno i più colpiti dai tagli, passando a 35 o 36 ore settimanali, in alcuni casi a 32. In pratica, riducendo il numero di ore settimanali alle materie specifiche di indirizzo, diventeranno più simili ai licei.

Istituti professionali: anche questi istituti subiranno tagli rispetto alle versioni precedenti la riforma, soprattutto alle materie specifiche di indirizzo, similmente agli istituti tecnici.

Fonte: La Repubblica

O tutti promossi o tutti bocciati. Ritorna il 6 politico?

6 maggio 2010

La “denuncia” arriva da un liceo romano.

ROMA – La qualità ha un costo. Lo sa chiunque, dai produttori di automobili a quelli di vino, passando per i centri di ricerca sul cancro arrivando fino alle scuole. Il preside del liceo Keplero di Roma ha scritto al ministro Gelmini per esprimere una verità molto semplice: per avere risultati piacevoli bisogna investire tempo e denaro. La scuola non è un’azienda, ma qualcosa di più complesso; se le vengono tolti gli investimenti, i risultati non arrivano. Qualche tempo fa il liceo riceveva dallo Stato 600 mila euro l’anno, mentre ora gliene arrivano 130 mila. Non ci sono euro per organizzare corsi di recupero di cui necessiteranno la metà degli studenti. Dunque cosa fare? O tutti vengono bocciati o tutti vengono promossi.

La riforma Gelmini assomiglia ad una controriforma: a diminuire, ed in prospettiva a perdere, là dove invece in tutti i Paesi del mondo industrializzato oggi s’investe sulla scuola.

Oppure il ministro punta a spostare il problema sulle famiglie? Al posto di corsi di recupero, lezioni private, magari pagate in nero. Per chi può; gli altri si arrangiano.

La scuola italiana rischia sempre di più il collasso e la riforma fa tornare alla caricatura del ‘68, a quel 6 politico che tutti non vogliono come livellamento verso il basso di ogni possibile eccellenza. Il preside del Keplero lo preannuncia come unica e provocatoria soluzione per i suoi ragazzi.

Fonte: La Stampa

I nuovi orari per gli istituti tecnici e professionali.

24 aprile 2010

Entreranno in vigore a partire dal prossimo settembre.

Dal prossimo 1° settembre, gli studenti delle prime classi degli istituti tecnici e professionali frequenteranno la scuola per 32 ore settimanali, rispetto alle 36 attualmente in vigore.
Questo lo prevede la nuova normativa sugli organici emanata dal ministero dell’istruzione lo scorso 13 aprile. Le ore saranno ridotte anche nelle classi successive alla prima, anche se non saranno interessate in modo diretto dalla riforma.

Il nuovo quadro ordinamentale verrà applicato esclusivamente alle prime classi. Mentre le classi successive subiranno alcune riduzioni di orario, in modo da far quadrare i conti di viale Trastevere che altrimenti sarebbe obbligata a chiudere i rubinetti direttamente dal ministero dell’economia per via della clausola di salvaguardia: un meccanismo contabile che diminuisce alla fonte le risorse da destinare alle amministrazioni, quando la Finanziaria prevede tagli alla spesa pubblica in quel settore.

Nei tecnici la diminuzione a 32 ore toccherà seconde, terze e quarte classi. Nei professionali, invece, riguarderà le seconde e le terze le quali però scenderanno da 36 a 34, per poi andare a regime sulle 32 ore mano a mano che la riforma Gelmini sarà applicata di anno in anno.
Va comunque ricordato che la riduzione di orario nelle prime classi deriva in modo diretto dai regolamenti attuativi del nuovo quadro ordinamentale. Ma gli effetti più ingenti saranno visibili sul monte ore settimanale complessivo, comprensivo delle co-presenze, che scenderà in media da 40 a 35 nei tecnici. Meno ingenti gli effetti sui professionali che, nel monte ore complessivo perderanno in media due ore.

Le decurtazioni di organico si svolgeranno in due fasi. La prima coinciderà con la formazione dell’organico di diritto e consisterà in una diminuzione di 22mila cattedre. La seconda avverrà in sede di organico di fatto per le rimanenti cattedre.

Per quanto riguarda tecnici e professionali sono stati emanati dall’amministrazione due decreti con i quali è stato disposto che la riduzioni dalle seconde classi in poi verrà attuata con una riduzione del 20% del monte ore settimanale delle discipline attualmente insegnate per almeno 3 ore la settimana, ed i docenti tecnico-pratici vengono svolti in copresenza.

Le discipline interessate quindi perderanno in media un’ora la settimana. Si tratta in particolare di lettere, matematica, scienze e delle materie tecniche, come per esempio economia aziendale e le varie articolazioni specifiche delle discipline scientifiche.

La circolare del 13 aprile chiarisce, che i 3 regolamenti del riordino del secondo ciclo prevedono che le istituzioni scolastiche possano, previa delibera del collegio dei docenti, utilizzare la quota di autonomia del 20% dei curricoli, nell’ambito degli indirizzi definiti dalle regioni ed in coerenza con il profilo educativo, culturale e professionale. Questo vale sia per potenziare gli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti, con particolare attenzione alle attività di laboratorio, sia per attivare ulteriori insegnamenti, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano dell’offerta formativa.

Siccome l’utilizzo di tale quota non deve determinare esuberi di personale a regime, il sistema informativo ha creato una funzione tramite la quale le istituzioni scolastiche potranno modificare le ore alle classi di concorso e contestualmente gli uffici scolastici territoriali potranno verificare il determinarsi o meno di situazioni di esubero, e di conseguenza, autorizzare gli interventi modificativi del quadro orario. L’utilizzo della quota dell’autonomia non potrà determinare situazioni di soprannumero. La nuova funzione riguarderà in maniera del tutto esclusiva le classi prime interessate al riordino, mentre per la classi successive si applicheranno i criteri previsti dal regolamento sull’autonomia scolastica.

Fonte : FLCGIL

Aprirà a Pescara uno del nuovi licei musicali

1 aprile 2010

Verrà avviato a partire a settembre presso il liceo Misticoni.

PESCARA – Nel mese di settembre verrà aperta, a Pescara, la sezione musicale del liceo musicale coreutico, presso il liceo artistico “Giuseppe Misticoni”.

Il liceo pescarese è uno dei ventotto che ha ricevuto l’autorizzazione ministeriale nell’ambito della riforma Gelmini. L’Aquila, è l’altra sede in Abruzzo, oltre Pescara.

A darne la notizia sono stati la dirigente scolastica Tomassini, il presidente della Provincia di Pescara, Testa, e l’assessore provinciale Rapposelli.

E’ ancora possibile iscriversi e si sta cercando una soluzione per ospitare almeno alcuni studenti in convitto, magari a Chieti.

Oltre agli insegnamenti comuni quali lingua e letteratura italiana, storia e geografia, matematica, scienze naturali, ci saranno insegnamenti specifici come esecuzione e interpretazione, teoria, analisi e composizione, storia della musica, laboratorio di musica d’insieme e tecnologie musicali.

Successivamente, terminato il ciclo di studi, si potrà accedere a qualsiasi ateneo. Dal prossimo anno sarà aperta anche la sezione coreutica del liceo (che riguarda la danza).

La dirigente scolastica ha ringraziato la Provincia di Pescara per avere contribuito fattivamente al raggiungimento di questo obiettivo mentre il presidente della provincia ha evidenziato l’importanza del lavoro di squadra che permetterà di raggiungere risultati di rilievo sia alla scuola che al territorio.

L’assessore provinciale, invece, ha parlato dell’attenzione della Provincia per le scuole e ha ricordato come siano state aumentate le risorse destinate alla manutenzione e messa in sicurezza degli istituti pescaresi.

Fonte: agi.it

In rete gli obiettivi di apprendimento per i nuovi licei

21 marzo 2010

Potranno essere modificati dagli stessi addetti ai lavori: ora la parola ai docenti.

ROMA – Il ministero dell’Istruzione ha pubblicato quelli che saranno gli obiettivi specifici di apprendimento per i nuovi licei. Il documento era atteso in modo particolare in quanto va a definire quelle che sono le conoscenze fondamentali che ogni studente dovrà possedere al termine del proprio percorso liceale.

Anche se il documento circoscrive il campo di competenze da raggiungere, gli insegnanti liceali manterranno un grande margine di autonomia, a livello personale e professionale, affinché vengano creati percorsi scolastici innovativi e di qualità.

La bozza è consultabile sul sito internet http://nuovilicei.indire.it/ e a breve verrà corredata da un’area dedicata al raccoglimento di commenti e pareri sulle indicazioni.

Una specifica commissione, nominata dal ministro, si occuperà della raccolta dei pareri e della loro valutazione ai fini della redazione definitiva delle indicazioni nazionali. Queste indicazioni nazionali individuano alcuni nuclei fondamentali e consentono di dare grande libertà alle scuole, ai docenti e agli autori dei libri di testo, per poter arricchire i curriculum.

Per ogni disciplina è stato redatto un profilo generale che contiene una descrizione delle competenze chiave e la descrizione degli obiettivi specifici di apprendimento, raggruppati per nuclei disciplinari relativi a ciascun biennio e per il quinto anno.

Gli obiettivi sono stati definiti tenendo conto dei risultati delle rilevazioni nazionali ed internazionali sugli apprendimenti, in modo da intervenire sulle aree critiche emerse. Sostanzialmente sono stati individuato i punti centrali di ogni disciplina lasciando la massima libertà agli insegnanti di ampliare le conoscenze.

Fonte:lastampa.it

Saranno 28 i licei musicali presenti in Italia.

20 marzo 2010

Prevalentemente saranno concentrati al nord e in Lombardia mentre 7 saranno al Centro e 9 nel Sud

ROMA – Il ministero dell’Istruzione ha definito quali saranno gli istituti scolastici dove, dal prossimo anno scolastico, saranno attivati i nuovi licei musicali introdotti con la riforma della scuola secondaria superiore approvata a inizio febbraio dal Cdm.

Nella lista, consegnata anche ai sindacati, sono presenti 28 istituti, collocati maggiormente al Nord (12 su 28) ed in particolare in Lombardia.

I restanti 16 saranno distribuiti in modo equo nel resto della penisola: 7 saranno quelli attivati al Centro ed i rimanenti 9 al Sud.

La città più fortunata sarà Milano, dove entreranno in funzione i licei presso il conservatorio Giuseppe Verdi e l’istituto magistrale con indirizzo musicale Carlo Tenca.

Queste le altre città del Nord dove saranno presenti i licei: Parma, Cuneo, Brescia, Castelfranco Veneto, Vicenza, Genova, Udine, Cremona, Pavia e Novara.

Per quanto riguarda le scuole musicali del Centro, saranno collocate a Lucca, Arezzo, Ancona, Pescara, Latina, Pesaro e Roma .

Mentre al Sud, i licei saranno attivati a Reggio Calabria, Bari, Nuoro, Modica (Ragusa), Palermo, Benevento, Sassari e Salerno.

Fonte: apcom.net