Diploma Università

Ore buche senza professori

3 settembre 2014
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Secondo un’indagine svolta da skuola.net risulta che nelle scuole italiane quando manca un professore 8 volte su 10 la lezione salta e la classe si trova scoperta.

Circa l’80% dei ragazzi, quando manca il proprio docente, non fa lezione anche nel caso in cui presenzi un professore in supplenza. Uno studente su tre afferma che comunque durante le ore buche la classe non è soggetta ad alcun tipo di sorveglianza.

Il problema diventa più grosso nel momento in cui il professore manca per periodi lunghi come settimane o addirittura mesi. Ad esempio a settembre oltre il 40% degli studenti non ha trovato almeno un insegnante dietro la cattedra, con conseguente ritardo sul programma della materia coinvolta.
Inoltre circa il 70% degli studenti intervistati hanno sottolineato che quest’anno hanno cambiato almeno un professore in una delle materie in cui sarebbe dovuto rimaner lo stesso per la continuità didattica.

Il motivo principale per cui le classi restano scoperte è la mancanza di professori da poter utilizzare in queste ore buche dovuta sia al taglio della riforma Gelmini sia alla mancanza di fondi delle scuole che non riescono a pagare le ore extra ai docenti, per cui tali si rifiutano di coprire le ore di supplenza.

La situazione diventa pericolosa anche perché, a classe scoperta, se uno studente si fa male c’è rischio di conseguenze penali pesanti.

Una possibile soluzione sarebbe ricorrere al cosiddetto organico funzionale, mai decollato per mancanza di fondi, ove una scuola o una rete di scuola ha la possibilità di attingere a queste risorse per riempire le ore di assenza dei professori di ruolo. Purtroppo però questo resta ancora un’illusione in quanto creare questa “scorta” di professori comporta un costo troppo elevato per la scuola italiana.

FONTE: Corriere della Sera

La pagella è “fai da te”. Il Ministero non le stampa più

27 gennaio 2012
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Per la prima volta sono state utilizzate in tutte le scuole un nuovo modello di pagella nel formato di carta semplice A4, stampato direttamente dalle segreterie d’ogni istituto.
Difatti a partire da quest’anno scolastico (2011/2012), il nuovo template sostituirà le vecchie versioni stampate direttamente dall’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato.
Con questa svolta si svolge il primo passo per l’abolizione della pagelle, delle schede di valutazione cartacee con l’introduzione delle versioni digitali che saranno consultate solamente online come descritto dalla riforma scolastica Gelmini.
Sul portale ScuolaMia del ministero dell’Istruzione è già prevista la possibilità di consultare, per le scuole che hanno attivato il servizio, le pagelle online.
Lo scopo principale di questa riforma è quello di cercare di contenere i costi e nella speranza che si verifichino i vantaggi d’efficienza previsti dalla legge.

Fonte: La Repubblica.it

Test Invalsi, si comincia!

10 maggio 2011
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I test Invalsi , utilizzati per la rilevazione dell’apprendimento degli studenti , sono giunti nelle scuole superiori .

In alcuni casi, per boicottare le prove di Matematica e Lettura in seconda sono intervenuti gli stessi studenti, ma la protesta più significativa contro i quiz dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e di formazione  è stata quella dei docenti che si sono rifiutati in massa di condurre le prove. Ma il ministero della Pubblica Istruzione minimizza.

Su un campione di 2.300 classi, solo 3 non hanno svolto il test Invalsi. La percentuale di classi che non hanno eseguito il test è pari allo 0,13 per cento.

I Cobas, parlano di adesione, sotto varie forme, al 20 per cento. In alcuni licei le prove non sono state somministrate a nessuna classe seconda.

Fonte : LaRepubblica

Manuali in rete per sopravvivere alla riforma Gelmini

23 febbraio 2011
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In attesa dei decreti attuativi, gli studenti si organizzano in rete pubblicando dei veri e propri ‘manuali di sopravvivenza’.

Nonostante tutte le innovazioni e i buoni propositi, l’università, dopo la riforma Gelmini, per molti studenti rappresenta ancora il ‘caos’.
Per poterci ‘capire qualcosa’ gli studenti si organizzano tramite internet e realizzano forum, gruppi di lavoro, e preparano vademecum e suggerimenti su come affrontare le novità della riforma.
Nascono così varie iniziative sul web, volte a dare indicazioni per cercare di non restare ‘intrappolati’ nelle ‘novità’.

Fonte: La Repubblica

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