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Napolitano: Per la scuola priorità a ricerca ed istruzione

25 settembre 2010
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Giorgio Napolitano
Image via Wikipedia

Roma

Ricerca ed istruzione. Sono questi i concetti principali del discorso che il presidente  della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha tenuto al quirinale per l’inagurazione dell’anno scolastico, davanti al ministro dell’istruzione Gelmini e a 1600 tra insegnanti e studenti.

“Nella nostra scuola, nel nostro modello formativo c’era e c’e’ bisogno di cambiamento”, ha dichiarato il presidente, “Certo negli ultimi decenni sono stati conseguiti ”notevoli passi avanti anche in termini di percentuali di diplomati e laureati” ma questo, ”pur avvicinandoci alla media dei paesi sviluppati” non ci ha ancora consentito di raggiungere i paesi piu’ avanzati.” ”Riformare con giudizio si deve, e non solo allo scopo di raggiungere buoni risultati complessivi, occorre sanare squilibri, disparita’, disuguaglianze che si presentano anche nell’istruzione che, al contrario, dovrebbe proprio servire a colmare le disuguaglianze”.
“Se vogliamo che la scuola funzioni come un efficace motore d’uguaglianza e come un fattore di crescita – conclude Napolitano – bisogna che si irrobustisca. E per farlo occorre partire da diagnosi adeguate”.
Parlando poi dei tagli al bilancio il capo dello Stato afferma con convinzione :”che nel portare avanti l’impegno comune e categorico per la riduzione del debito pubblico bisogna riconoscere la priorita’ della ricerca e dell’istruzione nella ripartizione delle risorse pubbliche disponibili”. “Nel passato, infatti, non si e’ investito abbastanza nella scuola e per questo si sono prodotte situazioni pesanti.”

Fonte:asca.it

Il Sud protesta

4 novembre 2009
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Sette su dieci i supplenti esclusi dalla riforma vengono dal sud italia.

La riforma voluta dal ministro Gelmini colpirà i docenti del Sud Italia. Non è un caso se la maggior parte delle proteste arrivano proprio dalle regioni meridionali.

Palermo tramite uno sciopero della fame di due insegnanti, due assistenti tecnici e un bidello è stata una delle prime piazze a ribellarsi.

A Benevento sette precarie si sono stanziate sul tetto del provveditorato agli studi mentre a Caserta una coppia ha minacciato di gettarsi da una finestra del provveditorato.

Le hanno poi riguardato tutta Italia, con gli insegnanti e il personale ATA rimasto in mutande, in catene o alle prese con detersivo e spugna da lavavetri.

Secondo la relazione legata al decreto anticrisi del 7 luglio 2009, i supplenti privi d’incarico nell’anno 2009/2010 saranno 19.724. Di questi 19 mila , oltre 14 mila supplenze sono localizzate in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna; le restanti (quasi 4 mila supplenze) nelle sei regioni padane.

Fonte: repubblica.it

Nuovamente a rischio le nomine dei docenti precari.

31 ottobre 2009
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La Gelmini ancora bocciata.

ROMA- Il Consiglio di Stato ha dato ragione ai migliaia di supplenti che si sono rivolti alla giustizia amministrativa, dichiarando illegittimo la norma che ha portato alla formazione delle “code” nelle graduatorie ad esaurimento.
L’inserimento in graduatoria deve essere fatto secondo il punteggio, il che comporta dunque il rifacimento di tutte le graduatorie in tempi record.

Lo scorso Aprile, il ministro Gelmini firmò un decreto riguardante l’aggiornamento delle graduatorie dei precari. Tale norma presentava una novità rispetto al passato ovvero graduatorie bloccate per due anni e possibilità di inserimento solamente in coda su tre province oltre quella di appartenenza.
Il provvedimento tendeva dunque a tutelare i precari delle regioni del nord, che molto spesso vengono scalzati nelle immissioni in ruolo e nell’attribuzione delle supplenze più lunghe dai colleghi del sud. Non potendosi spostare in un’altra provincia, i docenti precari del sud possono esser nominati dopo i colleghi autoctoni.

L’Anief rilevò subito l’incongruenza della norma e si rivolse al Tar, il quale in più occasioni si è pronunciato a favore di questa tesi.
Ma la Gelmini ha emanato nel mese di Luglio una nota che invitava gli Uffici scolastici provinciali e regionali a non sottomettersi alle ordinanze della magistratura amministrativa, procedendo invece alle assegnazioni delle immissioni in ruolo e delle supplenza annuali dalle graduatorie di coda in attesa dell’esito del Consiglio di Stato.

Se la sentenza del Consiglio di Stato verrà applicata, gli 8.000 docenti immessi in ruolo nel mese di Agosto potrebbero perdere la nomina.
Lo stesso discorso vale per i supplenti nominati prima dell’avvio dell’anno scolastico.

Fonte:repubblica.it

Siglato accordo per dare lavoro ad altri 1200 precari.

30 ottobre 2009
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Saranno altri 15, i milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Lombardia.

MILANO – Siglato, negli uffici della Regione, il patto territoriale utile a dare un posto ai precari della scuola che nell’anno in corso non hanno più avuto la possibilità di ottenere un incarico per via dei tagli alla scuola.

Alla base dell’accordo ci sono impegni presi dal ministro Gelmini e il presidente Formigoni lo scorso 7 settembre. Sostanzialmente le risorse verranno messe a disposizione degli istituti per arricchire l’offerta formativa rivolta agli studenti.

Ogni scuola avrà dunque diritto a un massimo di 3 docenti e un personale non docente. I primi interessati a questi posti sono gli insegnanti precari abilitati, ma anche quelli non abilitati che comunque nell’anno passato hanno prestato servizio.

Per tutti, la retribuzione raggiungerà il 100% dell’ultimo stipendio percepito: il 60% sarà a carico dello Stato, mentre il 40% giungerà grazie all’integrazione regionale.
Il servizio porterà agli abilitati il punteggio riconosciuto ai precari nominati dall’amministrazione scolastica. Gli altri invece avranno solo diritto allo stipendio.

Concordate anche le mete per l’assunzione di questo personale precario:
dal 15 al 26 ottobre tutti interessati dovranno presentare una domanda per accedere a questi incarichi attraverso le segreterie degli istituti dove hanno lavorato nell’anno appena trascorso. Ognuno dichiarerà il suo curriculum e le proprie competenze, mentre gli istituti renderanno pubblici i loro progetti in modo che il precario possa decidere di svolgere l’attività per cui ha le competenze specifiche.

Fonte:ilgiornale.it

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