Diploma Università

Il Sud protesta

4 novembre 2009

Sette su dieci i supplenti esclusi dalla riforma vengono dal sud italia.

La riforma voluta dal ministro Gelmini colpirà i docenti del Sud Italia. Non è un caso se la maggior parte delle proteste arrivano proprio dalle regioni meridionali.

Palermo tramite uno sciopero della fame di due insegnanti, due assistenti tecnici e un bidello è stata una delle prime piazze a ribellarsi.

A Benevento sette precarie si sono stanziate sul tetto del provveditorato agli studi mentre a Caserta una coppia ha minacciato di gettarsi da una finestra del provveditorato.

Le hanno poi riguardato tutta Italia, con gli insegnanti e il personale ATA rimasto in mutande, in catene o alle prese con detersivo e spugna da lavavetri.

Secondo la relazione legata al decreto anticrisi del 7 luglio 2009, i supplenti privi d’incarico nell’anno 2009/2010 saranno 19.724. Di questi 19 mila , oltre 14 mila supplenze sono localizzate in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna; le restanti (quasi 4 mila supplenze) nelle sei regioni padane.

Fonte: repubblica.it

Nuovamente a rischio le nomine dei docenti precari.

31 ottobre 2009

La Gelmini ancora bocciata.

ROMA- Il Consiglio di Stato ha dato ragione ai migliaia di supplenti che si sono rivolti alla giustizia amministrativa, dichiarando illegittimo la norma che ha portato alla formazione delle “code” nelle graduatorie ad esaurimento.
L’inserimento in graduatoria deve essere fatto secondo il punteggio, il che comporta dunque il rifacimento di tutte le graduatorie in tempi record.

Lo scorso Aprile, il ministro Gelmini firmò un decreto riguardante l’aggiornamento delle graduatorie dei precari. Tale norma presentava una novità rispetto al passato ovvero graduatorie bloccate per due anni e possibilità di inserimento solamente in coda su tre province oltre quella di appartenenza.
Il provvedimento tendeva dunque a tutelare i precari delle regioni del nord, che molto spesso vengono scalzati nelle immissioni in ruolo e nell’attribuzione delle supplenze più lunghe dai colleghi del sud. Non potendosi spostare in un’altra provincia, i docenti precari del sud possono esser nominati dopo i colleghi autoctoni.

L’Anief rilevò subito l’incongruenza della norma e si rivolse al Tar, il quale in più occasioni si è pronunciato a favore di questa tesi.
Ma la Gelmini ha emanato nel mese di Luglio una nota che invitava gli Uffici scolastici provinciali e regionali a non sottomettersi alle ordinanze della magistratura amministrativa, procedendo invece alle assegnazioni delle immissioni in ruolo e delle supplenza annuali dalle graduatorie di coda in attesa dell’esito del Consiglio di Stato.

Se la sentenza del Consiglio di Stato verrà applicata, gli 8.000 docenti immessi in ruolo nel mese di Agosto potrebbero perdere la nomina.
Lo stesso discorso vale per i supplenti nominati prima dell’avvio dell’anno scolastico.

Fonte:repubblica.it

Siglato accordo per dare lavoro ad altri 1200 precari.

30 ottobre 2009

Saranno altri 15, i milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Lombardia.

MILANO – Siglato, negli uffici della Regione, il patto territoriale utile a dare un posto ai precari della scuola che nell’anno in corso non hanno più avuto la possibilità di ottenere un incarico per via dei tagli alla scuola.

Alla base dell’accordo ci sono impegni presi dal ministro Gelmini e il presidente Formigoni lo scorso 7 settembre. Sostanzialmente le risorse verranno messe a disposizione degli istituti per arricchire l’offerta formativa rivolta agli studenti.

Ogni scuola avrà dunque diritto a un massimo di 3 docenti e un personale non docente. I primi interessati a questi posti sono gli insegnanti precari abilitati, ma anche quelli non abilitati che comunque nell’anno passato hanno prestato servizio.

Per tutti, la retribuzione raggiungerà il 100% dell’ultimo stipendio percepito: il 60% sarà a carico dello Stato, mentre il 40% giungerà grazie all’integrazione regionale.
Il servizio porterà agli abilitati il punteggio riconosciuto ai precari nominati dall’amministrazione scolastica. Gli altri invece avranno solo diritto allo stipendio.

Concordate anche le mete per l’assunzione di questo personale precario:
dal 15 al 26 ottobre tutti interessati dovranno presentare una domanda per accedere a questi incarichi attraverso le segreterie degli istituti dove hanno lavorato nell’anno appena trascorso. Ognuno dichiarerà il suo curriculum e le proprie competenze, mentre gli istituti renderanno pubblici i loro progetti in modo che il precario possa decidere di svolgere l’attività per cui ha le competenze specifiche.

Fonte:ilgiornale.it

La protesta precaria “influenza” tutta Italia.

25 ottobre 2009

Da nord a sud aumenta sempre più il malumore dovuto ai tagli voluti dalla Gelmini.

ROMA – La manifestazione di protesta dei precari di fronte ai tagli voluti dal ministro Gelmini continua.

A Roma 5 supplenti, in attesa che gli venga assegnata una cattedra, si sono spogliati rimanendo in mutande davanti ad un liceo scientifico. Il motivo di tale protesta è legato al loro stato di precarietà perché da anni aspettano di essere messi in ruolo. I supplenti hanno addirittura esposto uno striscione nel quale c’era scritto dopo anni di precariato ancora in mutande.

A Milano alcuni docenti precari si sono incatenati di fronte all’Ufficio scolastico provinciale per manifestare il proprio malumore.
Il presidio è stato organizzato dal Coordinamento lavoratori della scuola 3 ottobre, i quali dichiarano che nel milanese ci sono circa mille precari disoccupati.

Manifestazioni anche in Campania, dove i precari hanno tentato di nuovo di occupare l’ufficio scolastico regionale.
Ci sono stati attimi di tensione quando un gruppo di “protestanti” ha tentato di forzare il cordone della polizia per entrare nell’edificio.

In Piemonte invece a seguito di un taglio di 1800 posti nelle graduatorie per l’insegnamento e di 600 addetti tecnico-amministrativi in meno è quanto invece paventano, sono bastati per innescare i sindacati della scuola Cgil, Cisl e Uil, che presidiano la sede dell’Ufficio Scolastico Regionale. Quello che vogliono i sindacati è di poter recuperare almeno 250 posti e monitorare tutti quelli che restano senza lavoro.
Il problema è che oltre ai 1800 posti tagliati dalle graduatorie permanenti, sono stati tagliati anche i fondi d’istituto. Di conseguenza ogni scuola, a partire dal 2004, ha un credito con il Miur di circa 60.000 euro: soldi recuperabili accorpando classi, tagliando il sostegno, indebitandosi, oppure chiedendo contributi alle singole famiglie.

A Benevento, 6 insegnati della scuola primaria e secondaria si sono stanziati da 4 giorni all’ultimo piano del Provveditorato agli studi. Motivo del gesto è legato al fatto che con i tagli voluti dal ministro Gelmini, 500 persone non hanno rinnovato il proprio contratto.
Le insegnanti,attraverso la creazione del blog noprecariday.wordpress.com e di un profilo su facebook, hanno lanciato un appello a tutti i precari organizzando il ’No-Precari-Day’, una mobilitazione nazionale diffusa in tutte le città italiane.

Fonte: lastampa.it

La Regione Basilicata in soccorso dei precari.

21 ottobre 2009

Saranno destinati oltre 6 milioni di euro.

POTENZA – 714 sono i docenti precari in meno in Basilicata, assieme ad una cinquantina di insegnanti di sostegno e a 270 unità Ata (addetti tecnico-amministrativi). Un migliaio i tagli previsti in un anno, destinati a 4.000 in 3 anni su un totale di 13.000 dipendenti.

Per risolvere questo problema, in Basilicata si è messo a punto un programma realizzabile in 3 anni. Un piano che punta alla qualificazione, al rafforzamento ed all’ampliamento dell’offerta formativa scolastica.

Il programma prevede un investimento complessivo, per l’anno 2009 – 2010, di circa 22 milioni di euro, di cui 6 milioni e 300 mila saranno destinati al sostenimento del reddito dei lavoratori precari del mondo scuola.

La Regione Basilicata ha la possibilità di utilizzare il Fondo Sociale Europeo, attraverso un programma che si prefigge di dare risposte ai precari e all’intero sistema dell’offerta formativa.

I progetti inseriti nel programma triennale riguardano: il funzionamento delle reti scolastiche e la promozione delle partnership; la formazione permanente; l’istruzione formazione tecnica superiore; l’orientamento scolastico e professionale; l’inserimento delle persone disabili; la dispersione scolastica; il rafforzamento delle competenze linguistiche e matematiche; le reti scolastiche transnazionali.

Gli interventi che verranno effettuati tramite le risorse del Fondo Sociale Europeo, saranno rivolti agli istituti di istruzione secondaria di secondo grado ed all’ultima classe degli istituti di primo grado per le attività di orientamento in partnership con le scuole superiori.

Fonte:lagazzettadelmezzogiorno.it

Il consiglio dei Ministri ha approvato la norma per la tutela dei docenti precari.

16 ottobre 2009

Il sì è arrivato nelle giornata di Mercoledì 9 Settembre.

ROMA – Finalmente il consiglio dei Ministri ha detto si alla norma di tutela degli insegnanti precari.
La norma verrà aggiunta nel decreto legge Ronchi riguarderà 12-13mila insegnanti che fino lo scorso anno hanno avuto supplenze annuali.

Il ministro Gelmini ha spiegato come la Finanziaria andava a tagliare 43.000 posti.
30.000 di questi posti si sono liberati grazie ai pensionamenti, mentre i 12-13.000 restanti hanno il diritto all’indennità di disoccupazione.

Grazie alla norma, questi docenti avranno una via preferenziale per restare all’interno della scuola, tramite le supplenze brevi, e potranno vedersi coinvolgere in progetti educativi come la dispersione scolastica, il sostegno ai soggetti più deboli, o l’orientamento.

Il passo seguente annunciato dal ministro sarà il raggiungimento di un accordo con le singole Regioni, poiché il sostegno ai precari avverrà grazie anche a questi accordi che potranno finanziare progetti di rafforzamento dell’offerta formativa in cui porre i docenti disoccupati.

L’inps gestirà l’attivazione e la cessazione dell’indennità di disoccupazione.

Inoltre la norma varrà solo per l’anno scolastico 2009/2010.

Fonte: repubblica.it

Precari: trovata un intesa con l’Inps.

9 ottobre 2009

Dal prossimo anno almeno 16.000 insegnanti percepiranno una cifra pari a metà dello stipendio.

ROMA – Il ministero dell’Istruzione ha trovato un “accordo” con l’Inps che consentirà dal prossimo anno ai circa 16.000 docenti precari, che dal 1 settembre saranno disoccupati per via dei tagli agli organici voluti dal governo, di ottenere mensilmente una quota pari a metà dello stipendio.
L’annuncio è stato dato dai sindacati nazionali, i quali reputano fondamentale l’approvazione del testo in quanto consentirebbe ai precari storici di espropriare il punteggio nelle graduatorie ed anche l’intera anzianità pensionistica come se avessero stipulato un contratto reale.

Rimane però il problema della partecipazione delle regioni con il finanziamento di progetti di sostegno alla didattica , i quali vedrebbero impegnati i lavoratori precari rimasti senza supplenza con contratti di ’disponibilità’ economicamente diverse per via di contributi non omogenei forniti dai governatori
Di fatto solo un terzo delle regioni si è resa disponibile.

A complicare è anche la pausa estiva, infatti i sindacati allestiranno una serie di tavoli tecnici al Miur, solo dopo il 25 agosto.
Verranno affrontati anche una serie di altri punti quali: la forte riduzione degli organici, il numero di assunzioni concesse dal Mef ed autorizzate dal ministero dell’Istruzione e la mancata continuità didattica

Fonte: lastampa.it