Il Ministero dell’Istruzione ha messo online la pubblicazione “la scuola e l’università in cifre“.
Questa raccolta è suddivisa in quattro sezioni:
- Risorse
- Studenti
- Istruzione e formazione
- Risultati scolastici
Avrà lo scopo di avere online tutti i risultati e le informazioni degli istituti statali suddiviso per le categorie e raccolte per anno scolastico.
La versione attuale è aggiornata all’anno scolastico 2009/2010.
In una intervista Rilasciata Dal segretario Generale di CISL Scuola, Francesco Scrima ha affermato:
“Ottimo segnale di trasparenza, dopo mesi di riluttanza a continuare la bella tradizione dei resoconti statistici che, annualmente, restituiscono in dettaglio la fotografia del nostro sistema scolastico.
Più volte avevamo sollecitato l’Amministrazione in tal senso. Oggi si fa un importante passo avanti, che tuttavia non soddisfa pienamente le attese.
La pubblicazione riguarda infatti un anno scolastico di cui già dal 2010 si può scaricare dal sito Miur un’ampia sintesi dei dati. Mancano ancora, invece, quelli del 2010-11, che le antiche buone abitudini avrebbero visto disponibili già nei mesi conclusivi dello stesso anno scolastico. Ci auguriamo che la loro attesa non duri troppo a lungo.”
Fonte: la Stampa.it
Nell’arco dell’anno scolastico 2010/2011 sono stati censiti più di 9 mila utenti “abusivi”, con una percentuale doppia nelle scuole paritarie rispetto alle statali. Chi sono?
Sono i bambini delle scuole dell’infanzia troppo piccoli perché siano inseriti in classe.
Il ministero dell’Istruzione n’è perfettamente a conoscenza, sarebbe sufficiente controllare gli elenchi degli iscritti, ma questa situazione d’irregolarità che potrebbe mettere in seri problemi la responsabilità del Capo d’Istituto e della scuola stessa, è tollerata per alcuni aspetti positivi: contribuisce ad allentare la pressione delle famiglie per ricerca di un posto all’asilo nido. La media nazionale è ampliamente sotto la richiesta, gli ultimi studi hanno confermato che gli asili nidi statali possono dare una copertura media del 6% del fabbisogno territoriale.
Questa è una pratica molto diffusa nel mezzogiorno, dove la mancanza dei posti per gli asili nido è cronica. In queste zone gli asili statali diventano una valvola di sfogo accogliendo anche i bambini che non hanno effettivamente compiuto i due anni e mezzo di età. La normativa in realtà è tassativa: “È necessario che il bambino debba compiere i tre anni entro il 30 d’aprile del primo anno in cui è iscritto.”.
Fonte: Repubblica.it
Il nuovo ministro dell’istruzione Francesco Profumo, rilasciando un’intervista al quotidiano “Il mattino”, ha riferito quali sono le sue proposte di cambiamento per la scuola italiana.
II punto principale è innalzare l’età obbligatoria fino ai 17 anni. Aspetto ritenuto fondamentale per diminuire la percentuale d’abbandono scolastico precoce e rilanciando importanza degli istituti professionali, capaci non solo di insegnare un mestiere allo studente, ma consentendogli anche di entrare nel mondo del lavoro con più sicurezza e maturità sulle proprie capacità.
Altri punti compresi nella sua proposta di riforma riguardano la messa in sicurezza delle strutture scolastiche attualmente a rischio e aumentare la diffusione delle nuove tecnologie come materiale scolastico.
Fonte: Studenti.it
Con il nuovo governo Monti insediato recentemente, passa il cambio di consegne del ruolo di ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricera (Miur) da Maria Stella Gelmini a Francesco Profumo.
E’ stata ben accolta la candidatura del “ministro ingegnere” da parte dei rettori di molte università.
Francesco Profumo, prima di ricevere l’incarico ministeriale, svolgeva il ruolo di professore ordinario di macchine ed azionamenti elettrici all’università di Bologna.
Nel suo passato è stato membro del consiglio di amministrazione di Unicredit Private Bank, Sole 24ore e di Fidia Spa. Da quest’anno è anche parte dei consigli di amministrazione di Telecom e Pirelli.
La sua carriera professionale non si ferma solo in Italia, difatti è stato anche visiting professor presso l’università del Wisconsin (USA), alla Nagasaki University (Giappone), alla Czhech Technical University di Praga (Rep. Ceca) e all’università di Cordoba (Spagna).
Fonte: Ilsole24ore.it