Diploma Università

Maturità, ecco le seconde prove. Greco al classico

13 aprile 2016
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Sono state annunciate dal ministero le materie per le seconde prove di maturità per il corrente anno scolastico 2016.

Per il liceo classico la seconda materia sarà greco.
Per lo scientifico sarà matematica, gli studenti che temevano di dover portare fisica come seconda materia possono tirare un sospiro di sollievo.
Lingua straniera sarà la seconda materia per il linguistico.
La materia di scienze umane per il liceo delle scienze umane.
Per i licei delle scienze umane ad indirizzo economico-sociale la seconda materia sarà invece diritto ed economia politica.
Per il liceo artistico ci saranno varie discipline artistico e progettuali.
Per il liceo musicale la seconda materia d’esame sarà teoria, analisi e composizione.
Infine gli studenti dei licei coreutici dovranno cimentarsi in tecniche della danza.

Per quanto riguarda gli istituti tecnici: le materie da portare per la seconda prova saranno economia aziendale per amministrazione, finanza e marketing; per gli istituti del turismo saranno varie discipline turistiche e aziendali; la materia di macchine ed energie per l’indirizzo di meccanica, meccatronica ed energie; e infine struttura della costruzione sarà la seconda materia per trasporti e logistica.

Completano la lista gli istituti professionali: scienze dell’alimentazione per l’istituto professionale alberghiero; tecnica dei servizi commerciali per gli istituti commerciali; tecnica di produzione e organizzazione per gli istituti professionali industriale e artigianale.

In totale si tratta di 164 indirizzi, la data della seconda prova è già stata fissata per il 23 giugno prossimo, come si suol dire: in bocca al lupo a tutti i futuri maturandi.

Fonte: repubblica.it

Isee Università 2016/2017: alzato il limite massimo

6 aprile 2016
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Finalmente sembra che il governo abbia compreso le rimostranze dei molti studenti che l’anno scorso si erano lamentati del fatto che, a causa delle nuove modalità introdotte per l’accesso alle agevolazioni economiche e alle borse di studio, pur non avendo in pratica cambiato la loro situazione economica, si erano ritrovati esclusi da tali agevolazioni.
Riportammo la notizia anche qui sul nostro sito: Università, la beffa delle borse di studio: solo nel Lazio raddoppiati gli esclusi.
In pratica l’anno scorso, con l’introduzione delle nuove modalità di calcolo, circa il 20% degli studenti che con le vecchie norme sarebbero rientrati nei ‘bonus’, si sono ritrovati esclusi da ogni agevolazione.
Questo fece scattare varie lamentele da parte degli studenti, e delle loro famiglie, ma la situazione ormai era già stata definita.
Quest’anno invece sembra che il governo abbia compreso la situazione che si era venuta a creare, per cui per il nuovo anno accademico in arrivo i ‘numeri’ delle norme sono stati rivisti, e a conti fatti sembra proprio che con i nuovi indicatori quel 20% di studenti che l’anno scorso furono lasciati senza supporto, sia ‘rientrato’ in possesso dei requisiti necessari per accedere alle agevolazioni.
Ma come funziona il nuovo meccanismo di accesso alle borse di studio introdotto l’anno scorso?
Il sistema è basato su un indice numerico che dovrebbe sintetizzare la situazione economica dello studente, il cosidetto ISEE appunto (Indicatore della Situazione Economia Equivalente).
La rivisitazione di questo sistema introdotta appunto l’anno scorso consisteva principalmente in una differenziazione delle modalità di calcolo di questo indice in base a diverse situazioni, mentre in precedenza il sistema di calcolo era unico per chiunque. In sostanza dall’anno scorso si parla in specifico del cosidetto ISEE Università a cui devono far riferimento gli studenti universitari in particolare.
In pratica con le norme riviste è diventato più difficile considerare gli studenti come nucleo familiare distinto dal nucleo familiare dei genitori, anche se dovessero ritrovarsi in pratica a vivere in modo indipendente perché magari sono costretti a trasferirsi lontano da casa per poter frequentare i corsi universitari.
Le nuove norme per il calcolo dell’indicatore accettano lo status dello studente con nucleo familiare indipendente solo se può dimostrare un certo reddito autonomo (quindi si richiede che lo studente in pratica esegua una qualche attività lavorativa), e che viva in una casa che non sia in qualche modo messa a disposizione dalla sua famiglia.
Queste norme restano chiaramente in vigore anche per il nuovo anno accademico, ma il governo sembra abbia fatto comunque uno ’sforzo’ per far sì che almeno il totale degli aventi diritto alle agevolazioni si riassesti su valori simili agli anni precedenti alla recente rivisitazione delle norme.
Ricordiamo che per ottenere la certificazione che attesta il valore del proprio ISEE occorre rivolgersi ad un CAF abilitato (centro di assistenza fiscale), tale certificazione dovrà poi essere presentata presso il proprio ateneo secondo modalità e scadenze decise dall’ateneo stesso.

Fonte: studenti.it

Prevenire l’insuccesso scolastico alla luce della Legge sulla Buona Scuola

16 dicembre 2015
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Recentemente si è iniziato ad affrontare, in ambito europeo, il problema dei fallimenti nella formazione scolastica degli studenti.
Per esempio si cerca di studiare un modo per risolvere le situazioni di elevato abbandono dell’istruzione scolastica, o anche di ripetizione frequente degli anni scolastici da parte degli studenti meno capaci.
Queste problematiche costituiscono un ostacolo all’efficacia della formazione dei futuri cittadini europei, e quindi si cercano di studiare delle strategie per ridurre il più possibile queste tendenze.
Le leggi garantiscono il diritto allo studio, alle pari opportunità formative e di istruzione permanente per i cittadini, con piena attuazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche nel far fronte a queste difficoltà, anche con metodi e percorsi di formazione personalizzati.
In pratica si cerca di trovare soluzioni ai disagi sociali degli studenti caso per caso, in modo da dare una risposta efficace ai loro problemi.
Secondo alcuni studi è dimostrato che un insegnante con buoni metodi di insegnamento può supplire ai problemi sociali che uno studente potrebbe avere in famiglia.
La scuola spesso esige che gli studenti si adeguino senza alcuna difficoltà alle norme sociali e alle esigenze di gruppo, e classificano automaticamente come ‘disadattati’ coloro che non ci riescono immediatamente; i docenti dovrebbero invece interrogarsi sui motivi di tale comportamento e attivarsi per trovare una soluzione che possa mettere gli studenti a loro agio, o per lo meno aiutarli ad adeguarsi.
Alcuni studi sostengono che quando gli insegnanti acquisiscono la comprensione delle situazioni alla base dell’insuccesso di certi studenti, le loro azioni educative possono cambiare e provocare un’evoluzione nei loro metodi di docenza, basata sulla loro esperienza.
In definitiva la vera capacità di un docente è nel saper cogliere le esigenze particolari di formazione richieste da ogni studente, e di saper modulare il suo metodo di insegnamento in base alle singole necessità, e non solo di conoscere bene la materia da insegnare in quanto tale.

Fonte: orizzontescuola.it

Francia, un dettato al giorno per salvare la lingua scritta

9 dicembre 2015
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Sta facendo scalpore il nuovo programma scolastico varato dal ministero dell’istruzione francese per l’anno 2016: per gli alunni delle scuole elementari francesi diventerà obbligatorio sottoporsi ad una prova di dettato giornaliera.
Sembra che nell’ultimo decennio la padronanza della lingua da parte dei francesi continui a scendere, per cui il ministro francese dell’istruzione ha pensato di porvi rimedio con questa iniziativa.

Fonte: repubblica.it

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