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Scuola, caro-libri inevitabile, i consigli per difendersi

20 agosto 2010
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Dai mercatini ai siti web dedicati, dal baratto agli e-book
Probabilmente è la spesa più importante che grava sulle famiglie degli studenti al rientro delle vacanze, non si tratta di tasse ma dei costi da sostenere per l’acquisto dei libri di testo.
La riforma prevede che un libro di testo possa essere cambiato solo dopo alcuni anni di esercizio, ma i prezzi dipendono comunque dalle regole di mercato.
In particolare, secondo alcuni editori, in caso di testi da ristampare, i prezzi dovranno essere adeguati al costo aggiornato delle materie prime.
Ecco alcuni suggerimenti che possono essere messi in pratica per sfuggire al caro-libri:
Prima di procedere all’acquisto, confrontate le nuove edizioni dei testi con quelle precedenti, spesso le differenze non sono tali da giustificare un acquisto della nuova edizione.
Largo ai libri usati, di solito il prezzo è scontato anche del 50% rispetto al prezzo di copertina. Per trovare i libri usati che vi servono ci sono molti siti web che mettono in comunicazione facilmente chi cerca libri usati e chi li vende.
Informatevi presso la vostra scuola o istituto se vengono promosse iniziative atte a favorire lo scambio o la compravendita dei libri tra gli studenti.
Controllate i tetti di spesa fissati dal ministero, non sempre vengono rispettati, in tal caso rivolgetevi subito al ministero o al provveditorato stesso per denunciare l’abuso.
Verificate se esiste la versione elettronica (e-book) dei libri che vi servono, spesso le versioni elettroniche sono più economiche perché non si pagano i costi di stampa. Potrete poi studiare usando il pc o stampare i soli capitoli che vi servono.
Se siete soliti studiare in gruppo potreste anche organizzarvi per acquistare solo una copia dei libri e dividere le spese. Potrete poi studiare in compagnia oppure singolarmente preparando gli esami a rotazione.
Acquistate i libri all’ingrosso. Spesso molti grandi magazzini offrono la possibilità di prenotare in anticipo i libri e usufruire di sconti del 15% o anche del 20%.

Fonte: La Repubblica.it

Il risparmio sui libri scolastici?

18 maggio 2010
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Semplice con Book in progress.

MILANO – Negli ultimi anni la spesa dei libri di testo è stata oggetto di un tetto di spesa per le scuole secondarie di I e di II grado. Nell’anno 2010 Adiconsum ha spinto più volte il Ministro a confermare i tetti precedenti, ma non è ancora stata presa nessuna decisione a riguardo.

I tetti precedenti prevedevano una spesa per i libri di testo di 287 euro per la I media; 111 euro per la II, e 127 euro per la III. In più per le secondarie di II grado, i tetti potevano toccare dai 240 ai 320 euro per il 1° anno a seconda dell’indirizzo prescelto.
Tetti che erano ampiamente elusi dalle scuole. Una ricerca Adiconsum svolta nel corso dello scorso anno ha evidenziato che il 50% delle scuole secondarie di I grado aveva oltrepassato il tetto di spesa sforando dal 10 al 30%.

Il prezzo dei libri di testo va ad incidere sui bilanci delle famiglie: per le secondarie di II grado dai 300 euro per il 1° anno ai quasi 200 euro per il 5° anno. Oltre ai libri vanno inseriti nei tetti di spesa anche i costi per i libri c.d. “consigliati”, che in realtà sono indispensabili come per esempio gli eserciziari. Alla spesa dei libri di testo le famiglie devono aggiungere oltre alla tassa d’iscrizione obbligatoria di 15 euro, altri 13 euro per le classi IV e V secondaria di II grado, ma anche il c.d. contributo volontario, volontario per le norme di legge, obbligatorio nella richiesta da parte delle scuole.

Un salasso che si va rinnovando anche quest’anno in un momento di gravi difficoltà per le famiglie. Un salasso che rischia di essere maggiormente pesante anche per le nuove materie introdotte dal Ministro.

Un modo per combattere proprio questo salasso si chiama Book in progress.
Obiettivo di Book in progress è la valorizzazione della professionalità dei docenti, i quali diventano autori dei libri di testo diminuendo così la spesa per i libri di testo fino a 5 volte, poiché i testi sono reperibili dalla Rete “Book in progress” e negli istituti vengono stampati solo gli argomenti oggetto del programma di studio.

Il “Book in progress” rende quindi compatibile il diritto allo studio con i bilanci delle famiglie. Un’esperienza di low cost e di high quality che va perseguita e fatta conoscere a professori e genitori.

Fonte: La Stampa

Il mezzo flop del blocco per l’adozione dei libri di testo

28 aprile 2010
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Negli istituti superiori i testi rimangono gli stessi ma aumentano i prezzi

ROMA – La legge 169/2008 sul blocco riguardante le adozioni dei libri di testo si sta rivelando un mezzo flop soprattutto negli istituti secondari. Questo è il risultato dell’analisi fatta dal settimanale Tuttoscuola.

La prima scoperta non del tutto gradita, la stanno facendo molti insegnanti, soprattutto della scuola primaria, che vedono bloccata dalle adozioni dell’anno precedente la loro intenzione di scegliere testi a loro graditi.

Il blocco è stato voluto al fine di tutelare la famiglie da un frequente cambio dei contenuti dei libri ed il conseguente esborso di nuovo denaro, favorendo il riutilizzo dei volumi e lo stesso mercato dell’usato. Tutto appunto per favorire a livello economico le famiglie. E questo non tanto nella scuola primaria, dove il costo dei libri è a carico dei Comuni e dello Stato, ma nella secondaria.

Ma è proprio dalla scuola secondaria che il blocco dei testi in adozione non stoppa il tetto di spesa. Infatti, i testi adottati lo scorso anno rimangono confermati per un sessennio anche se nel frattempo i loro prezzi, fissati dagli editori, vanno crescendo. I testi quindi sono bloccati, ma i loro prezzi no.

Ma questo come è possibile? Consultando la legge n. 133 del 2008, all’art. 15, intitolato “Costo dei libri scolastici”, si legge che laddove si parla di versioni on line scaricabili da internet dei libri di testo va assicurato il prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell’intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore.

Gli editori si avvalgono di questo diritto. E così, la legge, che voleva consentire un risparmio per le famiglie, potrebbe alla fine bloccare i testi ma non quello dei loro prezzi, che devono tener conto dell’aumento dei costi. E nel frattempo i genitori pagano.

Fonte: La Stampa

I genitori ignorati nella scelta dei libri di testo

15 aprile 2010
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Secondo le vari associazioni, il ministero passa oltre i genitori e li relega ad acquirenti dei libri su cui studieranno i figli.

ROMA – Secondo il parere delle associazioni dei genitori per il secondo anno consecutivo, il ministero dell’Istruzione sulla circolare relativa ai libri di testo per il prossimo anno scolastico, oltrepassa i genitori e li relega a semplici acquirenti dei libri.

Il risultato è che molti istituti non avvisano nemmeno i rappresentanti dei genitori che è loro diritto prendere visione dei libri di testo proposti dalle case editrici e nei consigli di classe viene chiesta l’adesione degli stessi senza neppure invitarli ad esprimere la loro opinione.

Il comportamento utilizzato dagli istituti, indotto dal Miur, è irrispettoso non solo nei riguardi delle famiglie, ma anche delle norme in vigore. Infatti per le famiglie è un impegno di spesa non indifferente, che giustifica pienamente la previsione normativa secondo la quale sono i consigli di classe, con la partecipazione dei genitori e degli studenti, e non i soli insegnanti a proporre i libri di testo da adottare per l’anno seguente.

In effetti, il testo unico sulla scuola ed i decreti delegati del 1974, affermano chiaramente che i rappresentanti dei genitori sono membri a pieno titolo del consiglio di classe e lo stesso i rappresentanti degli studenti nella scuola superiore.

L’associazione dei genitori sollecita i rappresentanti di classe a prendere parte attivamente alla scelta dei libri di testo per il prossimo anno scolastico e viene richiede alle scuole di pubblicare le modalità di consultazione dei testi: una buona prassi attuata solo in alcune realtà locali.

Inoltre la stessa invita i genitori di scuola secondaria a vigilare sul rispetto dei tetti di spesa e sul contenimento del peso dei libri dato che l’adozione generalizzata di testi su cd, prevista per legge a partire dal settembre 2011, è troppo avveniristica per costituire una soluzione immediata al problema del peso: infatti studiare sullo schermo del computer stanca la vista e oltre tutto una parte delle famiglie non può permettersi di acquistarne uno.

Sempre secondo la normativa vigente, le adozioni dei testi scolastici dovranno essere deliberate dal collegio dei docenti, su proposta dei consigli di classe, nella seconda decade del mese di aprile 2010 per le classi di scuola media e nella seconda decade di maggio per tutte le classi di scuola elementare e di scuola superiore.

È quindi possibile adottare testi a stampa per i quali l’editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto per un quinquennio, testi on line e testi misti.

Fonte: La Stampa