Diploma Università

Bocciata la riforma universitaria dalla Corte dei Conti.

25 aprile 2010

Nessun miglioramento dalla laurea breve

La Corte dei Conti ha bocciato la riforma degli atenei, la quale introduceva il sistema a doppio ciclo, ovvero laurea e laurea specialistica, in quanto non ha prodotto i risultati che si attendevano nè in termini di incremento dei laureati nè in termini di miglioramento della qualità dell’offerta formativa.

La magistratura contabile sostiene tramite un Referto sul sistema universitario pubblicato recentemente che è stato generato un sistema incrementale di offerta con un’eccessiva frammentazione ed una moltiplicazione spesso immotivata dei corsi di studio.

La Corte stima che solo dall’anno accademico 2008-2009 si è assistito ad un’inversione di tendenza.
Da segnalare il rilevante fenomeno dell’aumento delle sedi decentrate ed il peso via via in aumento assunto dai professori a contratto esterni ai ruoli universitari. Inoltre il sistema non è andato a migliorare la qualità dell’offerta formativa in termini di efficacia e spendibilità del titolo nell’ambito dello spazio comune europeo.

La magistratura contabile ritiene che gli effettivi sbocchi occupazionali che offrono i diversi corsi di laurea devono guidare l’andamento delle immatricolazioni e l’orientamento degli studenti verso le diverse tipologie di crisi.

Fonte: La Stampa

Laurearsi? Un aiuto arriva da Facebook

7 marzo 2010

Chi di voi ha già dato l´esame di storia medievale?
Le domande poste sono sulle fonti o si concentrano solo sul manuale?
E chi ha già sostenuto cinema? Cosa viene chiesto?

Queste sono alcune delle domande che gli studenti si pongono a vicenda su Facebook.

Poi c’è chi cerca degli appunti ed i libri di un esame, c’è chi va in ansia da tesi domandando come calcolare la media di laurea, c’è chi vuole semplicemente condividere un luogo, seppur virtuale, con i compagni di studio.

Ed è così che i social network, i forum di Facoltà e i blog, raccolgono le voci fuori di corridoio dell’ateneo, e tutte quelle informazioni che non si trovavano nelle guide ufficiali.

I nativi digitali aumentano all´Alma Mater, e si fanno sentire.

Magari esagerano nel dire che alcuni docenti non sanno cosa sia una email, ma loro non sono abituati a fare sconti e pretendono di avere tutto per via telematica, anche le date degli appelli (normalmente affisse in bacheca).

Il problema però è culturale. In un´aula del terzo anno di Semiotica dei nuovi media fai prima a chiedere chi non è iscritto a Facebook.

Su Facebook si possono trovare pagine che vivono il tempo di una stagione di laurea, gruppi di tutte le Facoltà, aggregazioni come Ingegneria chimica, Storie e culture delle civiltà orientali, Filosofia, Scienze geografiche.

Il gruppo di Lettere conta mille membri, ed anche il Collegio superiore dell´Alma Mater ha un profilo Facebook abbastanza attivo. Gli studenti di Ingegneria indicano le regole da subito: no insulti e «zero politica». Il gruppo di studenti del Marketing mette le mani avanti con «Non riguarda la didattica».

Scienze della formazione sdrammatizza in questo modo «Per chi avrà, o ha già avuto, una corona d´alloro con un nastro rosa, molto molto fashion!».

Quelli di Formazione primaria, futuri docenti, sono pessimisti: trattano soprattutto del lavoro precario.

A Veterinaria è sorto un gruppo che raccoglie le perle di saggezza della Facoltà, ovvero le gaffe di studenti e docenti a lezione o durante gli esami.

Per i nostalgici di Scienze della comunicazione esiste il gruppo «I survived Dsc», ma anche quello dei «secchioni di Eco»: le cavie del nuovo corso di laurea, i primi a cominciare e che ora si vogliono ritrovare.

Fonte: bologna.repubblica.it

Sempre meno probabilità di lavoro, crescono i laureati in inglese ed informatica.

7 luglio 2009

L’analisi fatta da AlmaLaurea mostra possibilità di lavoro sempre più in discesa anche dopo il “3+2”

L’undicesimo rapporto di AlmaLaurea ha riguardato un campione di 190 mila neolaureati del 2008 proveniente da 49 università italiane diverse.
L’analisi ha trattato il contesto socio-formativo, le condizioni della scelta del percorso di studio e la qualità percepita nell’opinione dei laureati.
Qui di seguito sono riportati i risultati dell’analisi:

Voti alti e più giovani. Nel 2001 riuscivano a raggiungere il titolo, senza andare fuori corso, solo il 9,5 per cento dei neolaureati. Oggi arrivano alla stessa meta il quadruplo dei giovani con una media complessiva pari a 103 su 110 e una media ancora più elevata per gli studenti del “3+2″ che ottengono un voto di 108,7 su 110.
Mediamente l’età si aggira intorno ai 27 anni nonostante il crescente numero dei “fuori quota”, ovvero di coloro che si iscrivono all’università anche molti anni dopo avere conseguito la maturità.

Più conoscenza di informatica e lingue. Tra il 2001 e il 2008 la conoscenza della lingua inglese tra i giovani è cresciuta del 7%.
Risultati migliori invece si hanno avuto nel campo informatico, dove i neolaureati dell’ultimo anno sono aumentati del 10% rispetto al 2001.

Origini sociali e promozioni formative. Il 72% dei neolaureati ha conseguito la laurea di terzo livello per la prima volta.
Inoltre è aumentata anche la percentuale di laureati provenienti da famiglie meno favorite, passando da un 20,5% nel 2004 ad un 23% oggi.

I “fuori quota”. In questi ultimi c’è stato un aumento di coloro che si iscrivono all’università anche qualche anno dopo avere compiuto i diciannove anni. Nell’ultimo anno sono aumentati fino a 63 mila iscritti, rispetto ai 17mila del 2001. Il fenomeno è maggiormente evidenziato se si pensa che quelli che entrano, o rientrano, in facoltà con anni di ritardo passano dal 2,8% al 6,5%.

Vicinanza a casa. Nel tempo i laureati di primo livello, hanno mostrato una tendenza a seguire e completare gli studi nelle facoltà presenti dove hanno residenza. Oggi sono il 51,3%.
Invece i laureati del triennio vanno sempre meno all’estero a fare esperienze di studio, il perché è legato alla diminuzione degli anni di studio, all’intenso ritmo di lezioni e di prove ed alla crescente difficoltà a sostenere i costi per la permanenza all’estero.

Il dopo laurea. Molti sono i giovani che intendono proseguire gli studi. Infatti basta pensare che tra quelli che hanno terminato il triennio, il 77% si ripresenta. Come del resto fa anche il 43% degli studenti “3+2″.

Fonte: repubblica.it

Solo 19 studenti italiani su 100 sono laureati

16 giugno 2009

Questo è il dato che l’ Eurostat ha reso noto in questi giorni

Eurostat, l’ufficio statistico della Commissione europea, ha divulgato i risultati del rapporto sui giovani laureati in Europa mettendo in evidenza i problemi di formazione universitaria italiana.

Questo studio mostra come tra gli italiani di età compresa tra i 25 ed i 34 anni, solo 19 su 100 hanno conseguito la laurea.

Il dato fa riflettere considerando che nella maggior parte dei paesi questa percentuale si attesta intorno al 30%, mentre in Francia, Spagna, Danimarca, Svezia e Regno Unito arriva al 40%.

Tra gli uomini e le donne italiane c’è un netto divario infatti sono solo 15 maschi su 100 che hanno terminato gli studi universitari mentre per le donne questa percentuale sale sino al 23%.