Diploma Università

Rende di più l’università o un immobile?

12 novembre 2014
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Secondo una ricerca di Career Paths, azienda specializzata nella costruzione di percorsi di carriera e professionali dalla scuola secondaria all’università, un investimento nell’educazione può valere fino a 16 volte un investimento immobiliare per il proprio figlio.

La differenze tra i due rendimenti è stata quantificata confrontando due differenti ipotesi:

- costi e redditi generati da quattro differenti esperienze universitarie;

  • laurea triennale;
  • laurea magistrale;
  • laurea in Bocconi;
  • laurea presso un college americano appartenente alla Ivy League.

- affitto di un appartamento a Milano da 200mila euro.

I dati son ricavati dal rapporto per quanto riguarda le università fra stipendio medio a un anno dalla laurea e investimento totale per conseguirla, per l’immobile fra affitto incassato nello stesso lasso di tempo e costo dell’abitazione.

In dettaglio, l’investimento medio per una triennale è di 19.050 € che rapportato ad uno stipendio medio da 13.200 € annui indica un tasso di rendimento del 69%.
Per quanto riguarda una laurea magistrale l’investimento quinquennale è di 31.750 euro e rapportandolo allo stipendio medio annuo di questa classe di laureati pari a 16.800 € indica un rendimento del 53%.
Una laurea quinquennale in bocconi costa circa 85 mila € e rapportandola ad un rendimento annuo di 44.346 € riscontriamo un rapporto del 52%.
Per le super università i numeri cambiano, un percorso completo ricalca un investimento totale di circa 200mila dollari, in media il reddito annuo è intorno ai 60mila dollari, con un rendimento relativo del 30%.

Ora veniamo agli immobili: un appartamento da 200mila euro può fruttare in media 8.400€ annui ovvero circa il 4,2%.

Il valore di un investimento è da interpretare come qualcosa che generi un reddito futuro valido e tra immobili e università vince sicuramente la seconda, sia in Italia che all’estero!

Fonte: ilSole24Ore

Tutti in Gita! Sconto del 50% sugli Ostelli per la Gioventù!

23 aprile 2014
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L’AIG, ovvero l’Associazione Ostelli della Gioventù, è attiva dal 1945 ed il suo scopo istituzionale consiste nella promozione del turismo giovanile per mezzo della realizzazione e della gestione degli Ostelli per la Gioventù.

Per favorire l’organizzazione dei viaggi d’istruzione, l’AIG ha previsto una riduzione del 50% sul costo del pernottamento e della prima colazione per tutti i gruppi scolastici che, previa prenotazione entro il 30 giugno, effettueranno un soggiorno presso gli ostelli di Alghero, Ancona, Bergamo, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Perugia e Roma.

Questa riduzione dei costi ha lo scopo di favorire la mobilità dei giovani e la loro partecipazione ad eventi multiculturali e alla promozione/valorizzazione dei percorsi turistici presenti nelle diverse realtà territoriali.

FONTE: La Stampa

In Italia piacciono le università a numero chiuso

12 febbraio 2014
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Dai dati del ministero dell’istruzione risulta che il 55% dei corsi universitari prevedono il superamento di un test d’ammissione, gli studenti italiani non accettano il numero chiuso e calano la protesta.

Risale a metà Gennaio la manifestazione tenuta da studenti a Roma, Bari e Torino; il motivo è solo uno,il test d’ammissione.
Gli studenti hanno occupato diversi dipartimenti, ma non è finita la possibile introduzione del numero chiuso alla facoltà di Ingegneria preoccupa e allora gli studenti organizzano altre proteste a Padova e Pisa.

I dati diffusi dal ministero mette in risalto che tra corsi a numero programmato nazionale e corsi a programmazione locale il 55 per cento dei corsi totali sono a numero chiuso, questo è un campanello d’allarme che obbliga gli atenei a ridurre il numero di matricole per effetto del decreto Ava.

Inoltre il continuo aumento delle tasse universitarie preclude la possibilità di procedere con gli studi universitari per il 39% degli studenti italiani.

Rispetto ad altri paesi europei l’Italia non facilità il proseguimento del percorso di studi per i nostri giovani, speriamo che il governo intervenga per migliorare le condizioni di accesso sia in termini economici che in termini di numeri programmati.

FONTE: Repubblica.it

In Veneto la Protezione Civile entra a Scuola

5 settembre 2012
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La giunta della regione Veneto ha approvato una delibera per aprire un nuovo progetto didattico dove saranno protagonisti le scuole superiori Venete e la Protezione Civile.
Il progetto si chiamerà “La protezione Civile a Scuola” e si propone lo scopo di diffondere tra i giovani la conoscenza e la cultura necessaria per la salvaguardia del territorio e dell’incolumità delle persone. In un’intervista a Daniele Stival, assessore alla Protezione Civile in Regione Veneto, ha dichiarato che: “I giovani sono il nostro futuro ed è molto importante che in questo futuro ci sia una conoscenza quanto più diffusa di queste tematiche e del loro impatto sulla vita di ogni cittadino. Ringrazio l’Ufficio Scolastico per aver accettato questa sfida insieme a noi. Si tratterà infatti di diffondere la cultura della sicurezza, della solidarietà, del rispetto e del senso civico tra le giovani generazioni, innescando una sensibilità collettiva anche sui temi dell’auto-protezione e della tutela del territorio”.

Il progetto partirà con una “prova pilota” durante l’anno scolastico 2012/2013, pronto a diventare un appuntamento fisso nelle scuole Venete nel caso il progetto abbia raggiunto il successo sperato dagli organizzatori.

Fonte: TecnicaDellaScuola.it