Diploma Università

Esami di riparazione: ritornare sui banchi di scuola

30 settembre 2011
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Con i primi giorni di settembre partono gli esami di riparazione negli istituti superiori, passaggio fondamentale per il recupero dei debiti formativi.

Secondo i dati raccolti, si è visto che gli studenti hanno maggiori difficoltà nelle materie di latino,greco, matematica, fisica ed inglese.

Inoltre, causa del difficile passaggio dalle scuole medie alle superiori, è più facile che gli alunni si ritrovino con dei debiti formativi nel primo biennio e non nei restanti tre anni del corso di studi.
Gli insegnanti spiegano questa situazione affermando che risulta meglio cercare di far recuperare le lacune degli studenti il prima possibile, evitando che vengano “trascinate” in futuro.

Fonte: Studenti.it

Iscrizioni alla scuola superiore, il punto della situazione

13 settembre 2011
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Come ogni anno, milioni di ragazzi si iscrivono agli istituti superiori per proseguire il loro iter di studio; ma quanti sono gli iscritti e soprattutto, come hanno scelto?

2.548.189 è il totale degli studenti che hanno deciso di iscriversi alla scuola superiore quest’anno.
La redistribuzione, a livello nazionale è suddivisa come segue:

il 49,2% degli studenti hanno deciso di iscriversi nei nuovi indirizzi liceali previsti dalla riforma universitaria, entrati in vigore solo l’anno scorso.
Il 18% hanno scelto il liceo scientifico, circa il 7% il liceo classico.

Invece sono in ascesa gli istituti tecnici con il 32% in totale, considerati i suoi due macrogruppi (economico e tecnologico) che a loro volta permettono di scegliere tra altri 11 percorsi formativi.

Significativo è anche l’incremento sugli istituti professionali con il 3%, ora anche loro suddivisi in due macro aree, industriale e artigianato.

Scarso, inferiore all’1%, sono i neonati percorsi di studi come il liceo musicale, quello coreutico e quello europeo internazionale.

Dando un piccolo sguardo anche alla scuola dell’obbligo, troviamo un totale di 1.689.020 iscritti alla scuole superiori di 1^ grado e di 2.571.949 alla scuola primaria.

Fonte: La Stampa.it

Con la riforma Gelmini si studia di meno

5 luglio 2010
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Un documento interno del ministero illustra i nuovi orari per licei e istituti tecnici e professionali.

Con la nuova riforma Gelmini,  nei prossimi anni, gli studenti passeranno complessivamente meno tempo tra le pareti scolastiche e, quindi, studieranno di meno. Meno matematica e lingua straniera, meno informatica e latino.

Il ministero ha ormai predisposto tutti i documenti per avviare la riforma. Una riforma “attesa da almeno 80 anni”. Sarà in grado di rilanciare un paese in crisi? Vediamo cosa studieranno le nuove generazioni.

Licei artistici: nei nuovi licei artistici confluiranno anche gli ex istituti d’arte, che passeranno a 34 o 35 ore settimanali invece delle normali 40. Verranno ridotte le ore di matematica, chimica e scienze naturali, ma ci saranno anche meno discipline geometriche e plastiche.

Licei classici: il nuovo monte ore settimanale sarà di 27 o 31 ore. Meno italiano, storia e geografia, ma anche matematica, scienze e storia dell’arte, inoltre verrà rimosso l’insegnamento di diritto.

Licei scientifici: passeranno a 27 o 30 ore settimanali, similmente ai licei classici. Le materie tagliate saranno italiano, latino, matematica e scienze, e ci saranno meno ore di laboratorio di chimica e fisica.

Licei linguistici: anche questi nuovi licei, rispetto alla versione “sperimentale” precedente, subiranno tagli alle ore di italiano, latino, storia, matematica e storia dell’arte.

Licei delle Scienze umane: istituiti al posto degli ex istituti magistrali e psico-pedagogici, subiranno tagli alle ore di italiano, latino, storia, geografia, matematica, scienze e storia dell’arte.

Licei musicali/coreutici: la novità della riforma, ma saranno pochissimi in tutta Italia.

Istituti tecnici: saranno i più colpiti dai tagli, passando a 35 o 36 ore settimanali, in alcuni casi a 32. In pratica, riducendo il numero di ore settimanali alle materie specifiche di indirizzo, diventeranno più simili ai licei.

Istituti professionali: anche questi istituti subiranno tagli rispetto alle versioni precedenti la riforma, soprattutto alle materie specifiche di indirizzo, similmente agli istituti tecnici.

Fonte: La Repubblica

Il cambio costante di professore rende lo studente più ignorante

17 maggio 2010
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Lo studio effettuato da Bankitalia conferma che il continuo cambio di docenti soprattutto di matematica non fa bene alla scuola. In evidenza che gli alunni del Mezzogiorno sono quelli che accusano di più gli effetti soprattutto nelle materie scientifiche.

Il continuo cambio dei docenti riduce il livello di preparazione degli alunni. Soprattutto in matematica. Questa è la ricerca fatta recentemente da Bankitalia per confermare come il costante viavai degli insegnanti incida in modo negativo sul risultato scolastico finale degli alunni.
Un dato che supporta le scelte del ministro dell’Istruzione, la quale nel suo progetto di riforma complessivo dello stato giuridico dei docenti punta a legare gli stessi all’incarico per almeno tre anni.

La ricerca non ha pretesa di verità assoluta, infatti nella premessa è stato precisato che la preparazione degli studenti risenta di una pluralità di fattori. Tra di questi anche quello legato all’istituto frequentato.

Tramite lo studio dei risultati dell’indagine Invalsi considerando i progressi, anziché i livelli di preparazione, lo studio effettuato da Bankitalia cerca di individuare quanto la scelta di una determinata scuola possa influire sulla preparazione degli alunni.

Emergono in questo modo elementi che incidono sul livello di apprendimento che la scuola offre agli alunni. Uno tra questi è sicuramente il continuo cambio dei professori.
Un alto turnover dei professore, indice maggiore di discontinuità nell’attività didattica quanto di scarsa motivazione all’insegnamento nella singola scuola, impatta in modo negativo sulla progressione degli apprendimenti.

Un altro fattore è quello geografico perché scuole del Sud d’Italia riportano le performance peggiori, in particolare nelle materie scientifiche.
E’ stato infatti mostrato come le scuole meridionali mostrino un ampio divario in tutte le materie, a differenza di quelle del nord, con picchi del 20 per cento di preparazione in meno. E nel passaggio dalla prima alla terza classe le scuole superiori del meridione perdono posizioni ulteriori soprattutto in matematica e scienze. Al nord invece è nelle materie scientifiche che si registrano i progressi maggiori nei primi tre anni di scuola.

L’immagine dei diversi tipi di istituti che viene restituita dal rapporto è leggermente diversa dal quadro abitualmente noto del sistema scolastico italiano. Per esempio se nei licei gli studenti presentano in media un livello più elevato di competenze, questo rimane negli anni successivi solo per quanto riguarda le loro performace in italiano mentre nelle altre materie perdono il vantaggio rispetto agli istituti tecnici e professionali.
In sostanza è stato rivelato che le discrete prestazioni degli studenti dei licei dipendono più dal fatto che queste scuole sono frequentate da studenti provenienti da famiglie con livelli di istruzione già alti in partenza.

Il Giornale