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Napolitano: Per la scuola priorità a ricerca ed istruzione

25 settembre 2010
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Giorgio Napolitano
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Roma

Ricerca ed istruzione. Sono questi i concetti principali del discorso che il presidente  della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha tenuto al quirinale per l’inagurazione dell’anno scolastico, davanti al ministro dell’istruzione Gelmini e a 1600 tra insegnanti e studenti.

“Nella nostra scuola, nel nostro modello formativo c’era e c’e’ bisogno di cambiamento”, ha dichiarato il presidente, “Certo negli ultimi decenni sono stati conseguiti ”notevoli passi avanti anche in termini di percentuali di diplomati e laureati” ma questo, ”pur avvicinandoci alla media dei paesi sviluppati” non ci ha ancora consentito di raggiungere i paesi piu’ avanzati.” ”Riformare con giudizio si deve, e non solo allo scopo di raggiungere buoni risultati complessivi, occorre sanare squilibri, disparita’, disuguaglianze che si presentano anche nell’istruzione che, al contrario, dovrebbe proprio servire a colmare le disuguaglianze”.
“Se vogliamo che la scuola funzioni come un efficace motore d’uguaglianza e come un fattore di crescita – conclude Napolitano – bisogna che si irrobustisca. E per farlo occorre partire da diagnosi adeguate”.
Parlando poi dei tagli al bilancio il capo dello Stato afferma con convinzione :”che nel portare avanti l’impegno comune e categorico per la riduzione del debito pubblico bisogna riconoscere la priorita’ della ricerca e dell’istruzione nella ripartizione delle risorse pubbliche disponibili”. “Nel passato, infatti, non si e’ investito abbastanza nella scuola e per questo si sono prodotte situazioni pesanti.”

Fonte:asca.it

Napolitano: “PIU’ INVESTIMENTI E INCORAGGIARE IL MERITO”

16 settembre 2010
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Giorgio Napolitano
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Giffoni Salerno

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rispondendo alle domande dei ragazzi al Giffoni Film Festival, lancia un monito sulla scuola:

“Alla scuola bisogna assicurare più investimenti. Nella scuola bisogna incoraggiare il merito se non si fa questo, se non si investe nella cultura spesso è per miopia, perché si guarda alle urgenze e non al futuro. Bisogna investire di più nella cultura. L’ho detto più volte, non posso prescrivere al governo come e quanto deve investire”.

Fonte: Ansa.it