Diploma Università

Sul web i ragazzi bocciano la scuola

12 settembre 2010
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Secondo uno studio promosso da “Comunicazione Perbené” condotta su 1600 studenti (medie e superiori) realizzato monitorando blog, forum, social networks (facebook o twitter), i ragazzi non si sentono a proprio agio tra i banchi (73%), addirittura il 21% la considera un luogo di tortura.

Il 63% vorrebbe insegnanti più capaci nei rapporti umani (stile Attimo fuggente), il 56% considera i programmi troppo antichi o noiosi.

Quali sono quindi le proposte degli studenti per migliorare la scuola?

Le proposte sono di vario genere :

murales fatti per colorare le pareti (31%)

professori più giovani (35%)

utilizzare Smartphone, iPad e videogiochi in classe (67%).

Un esperimento che guarda caso l’Università di medicina di Stanford metterà in atto il prossimo anno, fornendo alle matricole ben 90 iPad per studiare.
I ragazzi si lamentano anche dello stato della scuola
Classi fatiscenti (61%),

pareti sporche e con colori deprimente (43%),

sedie scomode e banchi in stato pietoso (71%)
Gli alunni, inoltre, puntano il dito verso i programmi delle materie, che a loro dire sono noiosi e poco interessanti (69%). Non capiscono infatti perchè devono essere costretti a studiare il pensiero di uno che è morto 500 anni fà (65%) o delle formule matematiche incomprensibili e che non servono a nulla (52%). Per altri è assurdo utilizzare programmi che sono rimasti uguali a quelli di 50 anni fa (41%).

Fonte:  laStampa

Laurearsi? Un aiuto arriva da Facebook

7 marzo 2010
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Chi di voi ha già dato l´esame di storia medievale?
Le domande poste sono sulle fonti o si concentrano solo sul manuale?
E chi ha già sostenuto cinema? Cosa viene chiesto?

Queste sono alcune delle domande che gli studenti si pongono a vicenda su Facebook.

Poi c’è chi cerca degli appunti ed i libri di un esame, c’è chi va in ansia da tesi domandando come calcolare la media di laurea, c’è chi vuole semplicemente condividere un luogo, seppur virtuale, con i compagni di studio.

Ed è così che i social network, i forum di Facoltà e i blog, raccolgono le voci fuori di corridoio dell’ateneo, e tutte quelle informazioni che non si trovavano nelle guide ufficiali.

I nativi digitali aumentano all´Alma Mater, e si fanno sentire.

Magari esagerano nel dire che alcuni docenti non sanno cosa sia una email, ma loro non sono abituati a fare sconti e pretendono di avere tutto per via telematica, anche le date degli appelli (normalmente affisse in bacheca).

Il problema però è culturale. In un´aula del terzo anno di Semiotica dei nuovi media fai prima a chiedere chi non è iscritto a Facebook.

Su Facebook si possono trovare pagine che vivono il tempo di una stagione di laurea, gruppi di tutte le Facoltà, aggregazioni come Ingegneria chimica, Storie e culture delle civiltà orientali, Filosofia, Scienze geografiche.

Il gruppo di Lettere conta mille membri, ed anche il Collegio superiore dell´Alma Mater ha un profilo Facebook abbastanza attivo. Gli studenti di Ingegneria indicano le regole da subito: no insulti e «zero politica». Il gruppo di studenti del Marketing mette le mani avanti con «Non riguarda la didattica».

Scienze della formazione sdrammatizza in questo modo «Per chi avrà, o ha già avuto, una corona d´alloro con un nastro rosa, molto molto fashion!».

Quelli di Formazione primaria, futuri docenti, sono pessimisti: trattano soprattutto del lavoro precario.

A Veterinaria è sorto un gruppo che raccoglie le perle di saggezza della Facoltà, ovvero le gaffe di studenti e docenti a lezione o durante gli esami.

Per i nostalgici di Scienze della comunicazione esiste il gruppo «I survived Dsc», ma anche quello dei «secchioni di Eco»: le cavie del nuovo corso di laurea, i primi a cominciare e che ora si vogliono ritrovare.

Fonte: bologna.repubblica.it

Gli atenei italiani arrivano su Facebook

5 marzo 2010
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Milano e Roma hanno creato una propria pagina sul social network.

Il web 2.0 è considerato, a livello universale, la nuova frontiera della comunicazione digitale. I social network come Facebook o Twitter attirano giorno dopo giorno un maggior numero di utenti.

Di questo fattore se ne sono accorte anche alcune pubbliche amministrazioni, come le università.

Se si considera che gli studenti ritengono tali network un luogo privilegiato per scambiarsi qualsiasi tipo di informazioni, si è dunque reso necessario per gli atenei entrare nella discussione.

Infatti parecchie sono le università di ogni parte del mondo che stanno aprendo pagine ufficiali su Facebook, Twitter ed altre realtà analoghe.

Per quanto riguarda l’Italia, la Sapienza (Università di Roma) ha appena creato un gruppo di lavoro utile per la gestione dei social network ed ha fondato una propria pagina pubblica su Facebook.

La diffusione di pagine private che utilizzavano, senza alcun permesso, il nome e il logo del primo ateneo romano, deve aver convinto i suoi vertici a mettere un po’ di ordine in questo campo.

Anche Tor Vergata e Roma Tre hanno creato delle proprie pagine ufficiali, così come la Bocconi di Milano ed altre istituzioni universitarie d’Italia e d’Europa.

L’iscrizione ai social network da parte delle università gli consente di comunicare con rapidità ed efficacia non solo agli studenti, ma anche al personale tecnico-amministrativo ed ai docenti.

Questo comporta un risparmio i termini di tempo e denaro, e permette di dare agli utenti risposte veloci ed esaustive.

Fonte: infocity.go.it

Braindrive, la sicurezza stradale in rete.

27 gennaio 2010
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Il progetto riguarda gli studenti delle scuole superiori milanesi.

MILANO – Ha preso il via la prima parte del progetto per le scuole “Braindrive” nel quale i ragazzi delle superiori hanno caricato on line alcuni materiali riguardanti la sicurezza stradale.

La campagna comprende due sono gli spot televisivi, un sito con giochi, test, simulatori di ubriacatura e anche un counter con il numero di incidenti che viene aggiornato in tempo reale e una pagina su Facebook.

Tutti questi sono gli elementi principali della campagna che in futuro si dovrebbero allargare a prove di guida sicura, documentari ed a una mini-fiction, tutto fatto assieme ai ragazzi.

Braindrive è stato prodotto in collaborazione con l’istituto Artemisia Gentileschi, l’Ipsia di Monza e con l’Itsos Albe Steiner di Milano, che è specializzato in comunicazioni multimediali, oltre a Telelombardia, per un valore complessivo del progetto intorno ai duecentomila euro.

Gli spot invitano a mettere il casco e guidare con il cervello. Identico messaggio anche da una delle applicazioni previste sul web che permette di mandare dei “regali” ai propri amici come premio per azioni virtuose: un esempio l’evitare di bere una sera per fare da autisti agli altri.
E Facebook consentirà ai ragazzi di mandare direttamente i contributi come dei video girati con il telefonino, delle storie, e dei pensieri.

Fonte: lastampa.it