Diploma Università

Facebook può essere utilizzato per assegnare i compiti?

22 febbraio 2013
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È legale che una professoressa abbia fatto un gruppo su Facebook sul quale dà dei compiti in più al di fuori dell’edificio scolastico?

A Reggio Emilia, Alberto Vellani, un insegnante di lettere della terza
media “Leonardo da Vinci”, usa Fecebook in classe per fare lezione e assegnare compiti. Molto spesso sono gli stessi genitori che postano proposte per attività didattiche.
Un problema che subito si presenta riguarda gli studenti che non hanno un profilo sul social network e quindi non è possibile obbligare qualcuno ad iscriversi. Inoltre per tutti gli iscritti non è detto che sia possibile connettersi a qualunque ora del giorno per tutti i giorni, per di più se si pretende che lo si faccia al di fuori dell’orario scolastico.

La professoressa in questione può assegnare compiti extra ma senza creare un canale di comunicazione preferenziale solo con alcuni studenti. Sarebbe ingiusto invece se i compiti assegnati via Facebook fossero parte integrante della didattica e sottoposti a valutazione, in quanto assegnati dopo l’orario scolastico. Questo tipo di problema può essere evitato se gli studenti e i loro genitori sono informati e concordi a tale procedimento.

Inoltre, c’è da considerare che insegnanti e dirigenti scolastici non vedono di buon occhio l’amicizia virtuale tra professori e studenti. In alcune scuole americane e anche in una scuola ligure, si sono adottati provvedimenti per impedire l’amicizia virtuale.

FONTE: skuola.net

I compiti a casa si fanno con Skype

14 maggio 2012
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In caso di assenza da scuola gli studenti chiedono ancora ai compagni di classe l’aiuto per il recupero dei compiti ma non si usa più il telefono, ora si avvia una video chat con Skype o la classica chat in facebook.

La tecnologia sta cambiando il mondo che ci circonda anche quello scolastico, addirittura alla North Miami Beach High School non sono più i professori a tenere le lezioni al loro posto c’è  un computer.

Questo modo di comunicare per i ragazzi di oggi è assolutamente normale, spiega Alberto Marinelli docente alla Sapienza di Teorie e tecniche dei nuovi media, per loro essere presenti fisicamente o essere collegati è la stessa cosa.

FONTE: Studenti