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Ultimo mese di iscrizioni per le olimpiadi di italiano

7 gennaio 2015
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Il 31 gennaio 2015 chiuderanno le iscrizioni per le olimpiadi di italiano. Questa iniziativa, promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si prefigge come obiettivo principale quello di incentivare ed approfondire la lingua italiana in tutte le scuole secondarie del paese e quelle fuori sede.

Ogni istituto può iscrivere un massimo di 25 studenti per ogni gara, junior e senior. Le semifinali regionali si terranno il 12 marzo 2015 e, come le gare di istituto, si svolgeranno in modalità online.
Per le scuole italiane non presenti sul territorio nazionale verrà adattato il calendario delle gare in base alla posizione geografica ed al fuso orario rispettivo.

La finale si terrà a Firenze presso il Palazzo Vecchio durante le “Giornate della lingua italiana”, organizzate dal Ministero per festeggiare gli anniversari di lingua e letteratura italiana e approfondire temi culturali e di attualità.

I numeri della precedente edizione vantano 15mila studenti distribuiti in oltre 600 scuole, di cui 32 all’estero, e 66 alunni arrivati alla finalissima. Inoltre si son contante più di 100.000 visite al portale informativo della gara e 180.000 download dell’app “Conosci l’italiano?”.

Fonte: La Stampa

Le 10 lezioni di vita che si imparano quando si studia all’estero

25 giugno 2012
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Svolgere un’esperienza di studio in uno Stato estero si tratta di un’importante occasione per maturare e soprattutto ampliare i propri orizzonti. Oltre a questo, è stato anche statisticamente provato che studiare all’estero porta la persona ad aver meno problemi nel trovare un lavoro una volta finiti gli studi.
Ma cosa consiste il “bagaglio d’esperienza” che si impara svolgendo un Erasmus? Ecco un piccolo elenco:

1 – Si impara ad essere pronti ad affrontare gli imprevisti, come l’organizzazione dei trasporti e la ricerca dell’alloggio. Imparare ad avere sempre “un piano B” aiuta ad affrontare le difficoltà.

2 – Si impara ad avere maggiore fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, soprattutto nel primo periodo, dove magari a causa di lacune nella lingua straniera nella nazione dove vi trovate non vi permette di chiedere aiuto.

3 – Si impara a capire l’umiltà: iniziando a superare i propri problemi, si possono comprendere anche le difficoltà degli altri.

4 – Si impara ad avere più socialità con chi ci sta intorno rendendoci più maturi nel rapporto con gli altri.

5 – Si impara ad aver anche maggior rispetto delle culture altrui, non solo di quella della nazione dove si andrà a fare l’erasmus, ma anche di quelle dei nostri colleghi stranieri che come voi stanno facendo un’esperienza di studio all’estero.

6 – Si impara a costruire un maggiore senso di responsabilità tra il fatto che non viviamo più in famiglia e che spesso e volentieri si convive con altri studenti per risparmio.

7 – Si impara “l’arte di farsi nuovi amici”, in un contesto completamente nuovo bisogna ricostruirsi una nuova vita sociale da zero. E’ anche un’ottima occasione per cercare di capire i propri difetti e provar a smussarli.

8 – Si impara a diventare un bravo viaggiatore: le esperienze nei viaggi ti insegneranno ad avere più scaltrezza nello scegliere il miglior rapporto qualità prezzo per gli spostamenti.

9 – Si impara a vedere gli stranieri in difficoltà con gli occhi di colui che è stato straniero e che capisce quando ti ritrovi catapultato da solo in un contesto completamente diverso dal proprio.

10 – Simpara a capire che i tuoi limiti possono essere superati, anche con l’aiuto degli altri.

Fonte: Studenti.it

4.700 studenti in viaggio per un’esperienza all’estero

11 novembre 2011
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E’ uscito di recente il 3^ rapporto dell’Osservatorio Nazionale sull’Internazionalizzazione delle scuole e della mobilità studentesca, ovvero, l’organo di controllo che gestisce le esperienze di studio dei nostri studenti per studiare un anno all’estero.
Partendo subito da una panoramica generale su tutto il territorio nazionale, constatiamo che il 50% delle scuole sono state coinvolte in almeno un progetto internazionale.
Il Nord d’Italia è il più coinvolto con un incremento di iscritti di circa il 4% a questo tipo di esperienza, mentre se guardiamo il sud delle isole notiamo un calo del 10%.
In numeri assoluti sappiamo che sono 4700 i ragazzi e ragazze che sono tornati a casa da una esperienza internazionale, e le mete preferite sono stati i paesi anglosassoni con Stati Uniti, Australia e Gran Bretagna in testa.
Comunque, nonostante alti e bassi, per gli studenti e per i genitori italiani è vantaggioso svolgere un’avventura educativa di questo tipo.
L’unico vero freno a questo genere di iniziative, potrebbe essere il periodo di crisi economica che influirebbe sulle spese di mantenimento del ragazzo/a all’estero.
Considerando il lato di insegnati e presidi, pare che l’arrivo di studenti stranieri che vogliono seguire un anno scolastico in Italia sia frenato da alcune “barriere”: in primis gli scarsi finanziamenti (a detta del 36% dei dirigenti scolastici) e la modesta conoscenza delle lingue straniere, ritenuta carente dal 74% dei docenti.

La ricerca è stata effettuata dalla Ipsos, analizzando un campione di 402 scuole in tutta Italia, comprensivi di 892 docenti di 7 regioni in tutto il territorio nazionale:

Basilicata
Campania
Friuli Venezia Giulia
Lombardia
Marche
Molise
Toscana

E’ possibile consultare tutta la documentazione della ricerca su www.scuoleinternazionali .org

Fonte: LaStampa.it

Il politecnico di Torino in live streaming

22 marzo 2010
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Tutte le scuole, anche estere, possono collegarsi in diretta al politecnico di Torino tramite un pc.

TORINO – Sette docenti hanno insegnato mentre venivano ripresi da una telecamera. Le lezioni sono state messe in Internet, con la possibilità di essere scaricate dagli studenti e consultate su pc, iPod, iPhone e telefoni cellulari.

Nel solo mese di settembre sono stati ben diecimila gli iscritti che hanno consultato le lezioni on-line. Dal prossimo anno invece l’e-learning diventerà una parte essenziale dei corsi del primo anno al Politecnico, con l’obiettivo di riuscire a coprire tutti gli insegnamenti.

E sarà anche la cifra dell’evento di lunedì e martedì: le giornate in cui l’università si presenterà alle aspiranti matricole utilizzando al massimo le nuove tecnologie. “È stata modificata la tipologia dei nostri studenti, il rapporto spazio tempo” ha dichiarato il rettore. Per la generazione Internet, la lezione in aula non può più essere l’unico modo di fruizione. Ci si deve avvicinare alle esigenze degli studenti, e quindi erogare formazione in modalità diverse.

Al Politecnico sono fermamente convinti di impostare anche il percorso di orientamento in questo senso. Lunedì e martedì, oltre all’allestimento dello stand dentro la Cittadella, i corsi verranno presentati in streaming ai ragazzi di tutte le scuole italiane che vorranno collegarsi utilizzando un pc.

A presentare i corsi d’ingegneria e architettura saranno gli stessi studenti: una quindicina di iscritti oltre ad un’altra decina di ragazzi in Erasmus ad Aachen, in Germania, e a Pechino per il progetto PoliTong. Saranno loro a raccontare ai quasi coetanei che cos’è il «Poli», quali sono le possibilità formative, la vita nel campus, i progetti e le opportunità di studio all’estero.

Inoltre in omaggio all’idea di Computer Based University, i ragazzi in sala potranno intervenire, così come i loro compagni collegati in diretta dalle sedi di alcune scuole superiori, in streaming o inviando sms.

Fonte:lastampa.it

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