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Con l’inizio dell’anno scolastico inizia anche la protesta dei precari.

22 settembre 2009
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Ecco a Roma, Napoli, Palermo ed in Calabria cosa sta accadendo

NAPOLI – Inizia l’anno scolastico 2009-2010 e partono anche le proteste contro il ministro Gelmini.
In tutto il paese infatti si stanno susseguendo manifestazioni e volantinaggi riguardo i tagli decisi dall’esecutivo ed i contratti di disponibilità.

A Roma , in viale Trastevere, la protesta è iniziata a suon di musica utilizzando un camioncino con la musica ad alto volume.
Presenti anche parecchi striscioni come: la scuola pubblica non si tocca, organizza la tua rabbia, stop alla distruzione della scuola pubblica.
Sui palloncini colorati è presente la frase loro la crisi, noi la soluzione.

A Napoli, un gruppo di precari della scuola facenti parte dei Cobas scuola Napoli e del Collettivo precari scuola Napoli, sta protestando contro i tagli introdotti dalla riforma Gelmini.
I precari stanno facendo anche un attività di volantinaggio con la distribuzione di volantini informativi a passanti e turisti. Molti sono i genitori che hanno espresso la propria solidarietà.

A Palermo è presente un corteo di circa 600 docenti precari che sventolano le bandiere di Cisl, Uil e Cgil.
Dietro, una statua in legno rappresentante san precario che si scontra con i 4 angeli dell’Apocalisse: Gelmini, Tremonti, Brunetta e Berlusconi.

Infine in Calabria, son 300 le persone che stanno manifestando di fronte alla sede dell’Ufficio scolastico regionale con un piccolo palco sul quale si stanno susseguendo gli intereventi dei rappresentanti Cgil.

Fonte: repubblica.it

Il governo va incontro ai precari.

19 settembre 2009
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Contratti di indennità e supplenze, questo il provvedimento che passerà a breve in Cdm.

ROMA – A seguito delle continue proteste dei precari della scuola, il Consiglio dei ministri, infatti, ha condiviso i contenuti di una norma che punta a tutelare parzialmente le richieste dei precari.

A beneficiare di tale norma saranno tra i 12 e i 16 mila docenti, oltre 7.000 unità per il personale ausiliario, tecnico e amministrativo. Questi beneficiari verranno inseriti in un database incrociata con l’Inps ed il loro numero sarà determinato una volta concluse le nomine.

Ovviamente i contratti (a tempo determinato) che verranno stipulati per il conferimento delle supplenze non possono mutare in rapporti di lavoro a tempo indeterminato e di conseguenza consentire la maturazione di anzianità.

Il Governo conferirà supplenze temporanee e limitate all’anno scolastico 2009-2010 “ricalcando” le stesse assegnate al personale docente e Ata nello scorso anno scolastico.

Il mezzo che consentirà di realizzare tutto ciò sarà il contratto di disponibilità ancora in fase di lavorazione.

Fonte: lastampa.it

La Regione Lombardia va incontro ai precari:

18 settembre 2009
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Ai circa 2000 docenti disoccupati garantito stipendio pieno.

MILANO – La Regione Lombardia ha deciso di garantire ai 2000 precari senza lavoro, il totale del loro stipendio.
Nel dettaglio: oltre al 60% della busta paga, garantito dal sostegno di disoccupazione per 6 mesi, verrà integrato il contributo mancante per arrivare alla giusta cifra dello stipendio.
Lo stesso discorso sarà fatto anche nei mesi successivi, quando il sussidio statale scenderà al 50%.

Tutto questo è garantito dall’accordo firmato dal presidente della Regione Lombardia Formigoni e dal ministro dell’Istruzione Gelmini.

La realizzazione di questo “progetto” porterà la Regione a stanziare 15 milioni di euro, mentre il ministero aggiungerà le risorse mancanti perché il progetto sia completo.

L’iniziativa riguarda non solo gli insegnanti annuali ma anche il personale amministrativo e tecnico titolare di sostegno di disoccupazione che nel corso dell’anno scolastico 2008-2009 hanno lavorato nelle scuole lombarde con un contratto a tempo determinato e che per l’anno scolastico 2009-2010 non hanno avuto conferma dell’incarico.

I precari in cambio aiuteranno nella realizzazione di progetti interni alla scuola quali attività di orientamento e iniziative contro la dispersione scolastica.

Inoltre potranno ottenere facilmente supplenze per brevi periodi oltre che maturare punti in graduatoria come se avessero un contratto annuale.

Fonte: ilgiornale.it

Professori in esubero e senza cattedra.

7 agosto 2009
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Confermati quasi 17mila tagli sui tre cicli.

ROMA – Salirebbero a 6.570 gli insegnanti precari della scuola media che a partire dal prossimo anno scolastico rischiano di rimanere senza lavoro. Il dato è riportato dalla Flc-Cgil come conseguenza dei tagli in organico previsti dal governo e degli spostamenti dei docenti di ruolo pubblicati il 17 luglio.

Dopo la revisione dell’offerta formativa e dell’applicazione delle novità legate alla scuola media, dal mese di settembre saranno oltre 2.400 i docenti di ruolo che non avranno più posto nelle scuole della loro provincia e di conseguenza verranno dichiarati soprannumerari.

Le regioni con più docenti di scuola media in esubero sono quelle del Meridione con al primo posto la Campania(638 prof in più), la Sicilia (523) e la Calabria (342). Meglio il centro dove l’Umbria arriva a 7 docenti in più; seguono le Marche(16), l’Emilia-Romagna(17) ed il Friuli Venezia Giulia (18).

Per gli insegnanti rimasti privi di cattedra, secondo la normativa scolastica, si prospetta una collocazione su posti occupati sinora dai a personale precario,ma di fatto liberi. Nella migliore delle ipotesi dunque il docente potrà accontentarsi solamente di supplenze brevi.

Ecco da un calcolo del sindacato la quantità di posti in meno negli altri livelli scolastici: 2.000 esuberi alla primaria quindi oltre 4.000 posti annuali in meno rispetto a quelli assegnati quest’anno;3.600 insegnanti in esubero dall’anno 2010-2011 per le superiori; mentre i precari non confermati sono aumentati fino a 6.000 unità.

Complessivamente saranno circa 16.500 gli insegnanti precari in meno che hanno lavorato l’anno scolastico appena terminato, ma che ora rischiano seriamente di vedersi riconfermati.

Per questi docenti, il governo sta perfezionando un contratto ad hoc che garantirebbe metà dello stipendio e l’anzianità lavorativa anche qualora l’insegnante non dovessero trovare sistemazione.

Fonte: lastampa.it