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L’Europa chiede “consiglio” agli studenti sul tema della disabilità

30 marzo 2012
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E’ stata convocata una rappresentanza di studenti (88 in totale tra ragazzi e ragazze diversamente abili e non) per ogni nazione dell’Unione Europea a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, per discutere sull’integrazione dei ragazzi con disabilità.
L’Italia ha partecipato all’incontro con una delegazione composta di tre studentesse dell’istituto professionale Genovesi di Roma, dalla docente di sostegno Maria Rosaria Gilardi e da delegati del Ministero dell’Istruzione.
Il primo raduno è avvenuto nel 2003, questa è la terza volta che il Parlamento Europeo chiama delle rappresentanze di studenti proprio su questo tema.
Gli 88 partecipanti sono stati suddivisi in sei gruppi di lavoro che hanno a loro volta espresso idee sui modelli da applicare per la gestione del caso. La principale posizione comune è stata che i ragazzi considerano necessario fermare l’isolamento dei diversamente abili con l’utilizzo di classi differenziate, ma al contrario passare a modelli d’inclusione nelle scuole e nelle classi comuni, ad esempio con attività di laboratorio specificamente pensate per le diverse disabilità.
In un’intervista rilasciata per raccontare l’esperienza, i nostri rappresentanti spiegano che “In Italia l’integrazione degli alunni con diverse abilità nelle classi comuni si realizza grazie alla legge 517 del 1977. Oggi siamo avanti rispetto ad altre realtà. Un dato che ci è riconosciuto. Partecipare a questi eventi è importante. E’ un’occasione per essere presenti in Europa e testimoniare il nostro impegno. Ma anche per dare un contributo al miglioramento dei modelli educativi di tutta l’Unione”.

Fonte: LaStampa

Italia, la dislessia è troppo diffusa per essere vera

26 marzo 2012
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L’allarme è stato lanciato dall’Istituto di Ortofonologia (Ido) di Roma in una indagine intitolata “La scuola dell’obbligo ed i disturbi specifici dell’apprendimento”.
Dai dati rilevati pare che nelle scuole elementari viene diagnosticato come difficoltà nell’apprendimento la dislessia a circa il 18-20% dei bambini. Questo dato dagli esperti dell’Ido è ritenuto gonfiato e non può rispecchiare la realtà. Si ipotizza che tra tutti i bambini ritenuti dislessici, solamente un 3% lo sarebbe veramente.

La dislessia è una sindrome che si manifesta con la difficoltà di imparare la lettura, la scrittura o il calcolo in tempi normali e con i normali metodi d’insegnamento adottati.
Il vero problema, più che il disturbo d’apprendimento, sembrano essere invece i nuovi ritmi che i bambini subiscono non solo nella scuola ma anche nella vita. In un’intervista, il direttore della Ido Federico Bianchi di Castelbianco ci spiega che: “Se prima i bambini avevano due anni di tempo per imparare a scrivere e a leggere, ora ci si aspetta che facciano tutto in tre mesi. I tempi di apprendimento si sono abbreviati e questo li può portare a sentirsi inadeguati di fronte alle pretese degli adulti. L’errore è quello di considerare i bambini più intelligenti di quelli di 20 anni fa solo perché gli stimoli della modernità hanno fatto in modo che abbiano intuizioni intellettive più alte”.

Fonte: LaStampa.it