Diploma Università

Diminuisce il tasso di occupazione per i neolaureati

19 marzo 2010
Commenti disabilitati

Il Rapporto Almalaurea registra anche un calo degli stipendi fino al 5%. Il calo riguarda quasi tutti gli indirizzi e non dipende dalla sede degli studi.

La crisi colpisce il mondo dei laureati. Il lavoro viene meno e generalmente le buste paga si fanno più leggere.

Questi sono i risultati dell’ultimo Rapporto Almalaurea riguardanti la condizione occupazionale dei laureati italiani presentato dalla Crui, la Conferenza dei Rettori, che evidenzia come la situazione sia peggiorata per i neolaureati del 2008, intervistati a un anno dalla tesi.

Aumenta dunque la disoccupazione rispetto all’anno precedente sia per chi ha ottenuto la laurea breve, dal 16,5% al 22% ma anche per i laureati magistrali, dal 14% al 21% e anche gli specialistici quali medici, architetti, veterinari che passano dal 9% al 15%.

Una tendenza negativa che rimane costante senza tener conto del corso di studio e della sede della laurea. Tra i laureati di primo livello il tasso di occupazione è diminuito di quasi 7 punti percentuali (passando da 69 a 62), tra i colleghi specialistici la contrazione registrata va oltre i 7 punti (da 53 a 45,5), mentre tra gli specialistici a ciclo unico è di oltre 5 punti (da 43 a 37).

Ma quanto può guadagnare mediamente un neolaureato? Lo stipendio a distanza di un anno dalla laurea supera in maniera complessiva i 1.050 euro netti mensili. In particolare 1.057 per gli specialistici, 1.109 per il primo livello, 1.110 per gli specialistici a ciclo unico.

Rispetto alle precedenti rilevazioni, le retribuzioni nominali risultano in diminuzione per tutte le tipologie di lauree considerate. La contrazione oscilla dal 2% dei laureati di primo livello al 3% dei colleghi a ciclo unico fino a lievitare al 5% di quelli specialistici.

Le difficoltà sono confermate dalle richieste di laureati arrivate dal mondo produttivo alla banca dati AlmaLaurea. Nel primo bimestre 2010 si è registrato un calo nelle richieste di laureati del 31%.

Anche le esperienze di stage presso le aziende servono relativamente meno. Rispetto alla rilevazione dello scorso anno si attenua il vantaggio occupazionale di coloro che realizzano un’esperienza di stage o tirocinio formativo dopo l’ottenimento del titolo: il tasso di occupazione è pari al 49%, rispetto al 46% di chi non ha fatto questo tipo di esperienza.

Fonte: ilgiornale.it