Diploma Università

Lanciato nel fiorentino il progetto contro il bullismo a scuola.

13 maggio 2010

Saranno coinvolti per più di due anni 150 studenti nell’iniziativa educativa

FIRENZE – “Non sentirti solo, la soluzione esiste sempre. Parliamone”. Questo è il messaggio che lanciano ai propri coetanei, i ragazzi delle scuole che hanno deciso di prendere parte al progetto “Sbulloniamoci”, promosso da Prefettura e Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti, Questura e Arma dei Carabinieri, per sensibilizzare i giovani sul problema riguardante il bullismo.

Il progetto, che è stato avviato nel 2007, ha coinvolto in via sperimentale 8 scuole superiori della provincia, 150 ragazzi e una ventina di docenti. Il lavoro è stato articolato in una serie di passi successivi: inizialmente c’è una fase di discussione in classe, dove si è voluto stimolare la riflessione sul fenomeno e sul modo in cui viene vissuto e affrontato dai ragazzi nel loro ambiente di vita e di scuola. Ad essa ha seguito una serie di incontri con professori, esperti e forze dell’ordine che hanno fornito anche informazioni giuridiche e spiegato l’illegalità di certi comportamenti.

Infine gli studenti si sono messi al lavoro e hanno elaborato dei filmati, uno spettacolo teatrale e lo slogan di una campagna pubblicitaria con l’obiettivo di trasmettere ai loro coetanei, soprattutto ai più giovani, un messaggio forte e chiaro relativamente al bullismo, per aiutarli ad avere maggior consapevolezza del problema dimostrandogli che una soluzione esiste sempre. Durante la fase della discussione e del confronto era emersa una mancanza di comunicazione con la famiglia, con i docenti ed il mondo degli adulti in generale.

Confidati, questo è l’invito degli studenti, se ti succede qualcosa non tenerti tutto dentro, parlane in casa, denuncia senza alcun timore i comportamenti ingiusti di cui sei vittima.
La vita a scuola di ogni giorno è la protagonista dei video, nei quali sono state ricostruite varie situazioni di prevaricazione, esclusione, scherzi pesanti, violenze morali, piccole vessazioni. Tutto è stato girato nelle classi, tra i banchi utilizzando un linguaggio semplice e immediato, il tutto accompagnato da una colonna sonora di musiche originali o brani famosi.

Il progetto, che vede la partecipazione di tanti ragazzi tutti entusiasti, è il frutto di una sinergia positiva tra i soggetti promotori, che hanno consentito di dar vita ad un programma educativo partendo dal presupposto che i messaggi creati dai giovani per i giovani sono più efficaci e credibili. Non è un caso infatti l’utilizzo di gran parte di strumenti multimediali che rappresentano i mezzi di comunicazione preferiti dagli adolescenti.
Per acquistare le necessarie apparecchiature, sia hardware che software, l’Ufficio Scolastico Regionale ha fornito agli istituti un contributo finanziario e le apparecchiature rimarranno agli stessi istituti scolastici accrescendo il patrimonio tecnologico.

Il progetto “Sbulloniamoci” potrà essere ripetuto in futuro, arricchendolo di nuovi elementi ed estendendolo a una platea più vasta di studenti. La manifestazione si è conclusa con la consegna a tutti gli istituti di un attestato per i lavori realizzati.

Fonte: La Stampa

Genitori a Scuola

8 dicembre 2009

Il progetto contro il bullismo nelle scuole romane.

ROMA – Il bullismo giovanile testimonia un fenomeno di disagio ed è sempre più in aumento.
Sono infatti sempre più frequenti gli episodi di violenza e soprusi tra coetanei e compagni di classe.

Le vittime sono i ragazzi che non sono riusciti ad integrarsi ed i soggetti maggiormente deboli. Complice di questi episodi è anche la violenza rilanciata dal web. Secondo alcuni dati, circa l’80% dei ragazzi romani tra i 14 e i 17 anni ha dichiarato di aver assistito a fenomeni di prepotenza, mentre il 23% dichiara di averne subita almeno una.

Secondo Franco Pastore, stimato avvocato e psicoterapeuta, gli episodi di bullismo sono da ricondurre alla difficile relazione tra i genitori.
Infatti i comportamenti degli stessi genitori possono influenzare negativamente la crescita a livello psicologico dei propri figli.

Per prevenire ed evitare fenomeni di bullismo, depressione e devianze giovanili, ecco che scende in campo ”Bambino oggi…Uomo domani”, una onlus nata con l’obiettivo di diffondere e promuovere valori come la tolleranza, la solidarietà, la cooperazione, il rispetto degli altri e della natura.

Da tempo l’Associazione collabora con il Centro MediAre e numerosi esperti del settore promuovendo convegni, seminari e corsi di formazione gratuiti per migliorare i rapporti sociali e familiari.

Fonte:libero-news.it

Ennesimo episodio di bullismo nelle scuole italiane.

7 novembre 2009

Succede in scuola nel parmense. Denunciati 2 ragazzi.

PARMA – 2 ragazzi parmigiani, di origine straniera, dopo aver ritrovato il portafogli del compagno si sono presentati all’uscita della scuola pretendendo da lui 50 euro per riavere i propri documenti.

Il padre della “vittima” si è avvicinato per una ramanzina ai 2 compagni, ma anche una volta restituiti i documenti i 2 ragazzi continuavano a pretendere una ricompensa.

A quel punto, il padre ha chiamato la polizia e uno dei due ragazzi è salito in fretta su un autobus di passaggio. L’altro è rimasto di fronte all’istituto attendendo l’arrivo degli agenti.

Entrambi i ragazzi sono stati denunciati al tribunale dei minori di Bologna.

Fonte:parma.repubblica.it

In aumento il fenomeno del Cyberbullismo.

5 luglio 2009

Circa un terzo degli studenti ormai ne è vittima.

ROMA – Mentre vent’anni regnavano le scritte sui muri o le voci malevole relative alla vittima di turno, oggi tra i ragazzi è sempre più di moda caricare su YouTube i video di amici da ridicolizzare oppure fare continui scherzi telefonici ed inviare sms offensivi e minacciosi. È il cosiddetto cyberbullismo, fenomeno sempre più in crescita considerando che uno studente su tre ne è vittima soprattutto a scuola e durante l’anno della maturità.

La ricerca è stata condotta su 700 studenti delle scuole medie superiori di Chieti. Gli psichiatri hanno evidenziato come in un caso su dieci la vittima del bullismo digitale soffre di depressione, il 35% dichi ha subito molestie digitali è poi soggetto ad approcci sessuali indesiderati anche nella vita reale, mentre nell’8% dei casi i cyberbulli sviluppano nel tempo disturbi antisociali.

La metà degli episodi di cyberbullismo si manifesta durante l’anno dell’esame di maturità. 4 casi su 10 prendono di mira la vittima per il modo di vestire o per un difetto fisico, 3 casi su 10 sono quelli legati al colore della pelle o al buon rendimento scolastico; 1 caso su 2 riguardano episodi che si ripetono più volte e il 70% degli atti di bullismo digitale avvengono in classe o in altri luoghi della scuola.

Ciò che spinge i ragazzi ad assumere uno stile di prepotenza «digitale» nei confronti di altri ragazzi risale a: ottenere più popolarità nel gruppo, voler cercare di riscattarsi o vendicarsi o come semplice divertimento, per far passare tempo e noia.
Chi rischia di diventare un cyberbullo è colui che passa molto tempo in internet, magari frequentando gruppi online che parlano di argomenti legati a comportamenti sessuali a rischio o violenti, oppure trattano dei videogiochi con contenuto inadeguato o aggressivo.
Tutto questo spinge la persona a pensare che le interazioni virtuali e la violenza siano un gioco.

I bulli manifestano nella società i comportamenti acquisiti in famiglia: se in casa non c’è interesse verso i figli, non esiste il dialogo e prevalgono sopraffazione e violenza, si avrà con molte probabilità un figlio “bullo”.
Al contrario, se in famiglia prevale la menzogna e l’allontanarsi il più possibile da ogni responsabilità e problema, si creano le basi per ragazzi oggetto di sopraffazioni.
Il modo migliore per proteggere i figli dal bullismo è educarli ponendogli degli impedimenti,facendoli rispettare delle regole e fornendogli sicurezza in se stessi.

Cresce,però, il bullismo classico, infatti 26% sono i casi che si manifestano con prepotenze fisiche quali calci, spintoni o danni alle cose; mentre 40% quelli riguardanti l’aggressione verbale ed il racconto di falsità sulla vittima.
Purtroppo la vittima non ne parla mai con nessuno, nemmeno con gli insegnanti, che hanno comunque dichiarato di aver assistito o hanno sospettato di fenomeni di bullismo nella loro classe.

Fonte : lastampa.it