Diploma Università

Aumentano i promossi +3% in due anni

3 agosto 2012
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Anche se mancano ancora i dati riguardanti la maturità e gli esami di terza media, è stato riscontrato dalle statistiche che nell’ultimo biennio c’è stato un progressivo aumento delle promozioni nella scuola superiore che cresciuto la percentuale di circa il 3%. La notizia porta svariati svantaggi, non solo il fatto che abbiamo un miglioramento del grado d’istruzione degli studenti italiani, ma un risparmio economico, considerando che per ogni anno scolastico nelle scuole superiore, ogni singolo studente ha un costo di circa 6000 €. I 50 mila promossi in più fanno “risparmiare”, quindi, 325 milioni in due anni. Il calo dei bocciati si realizza anche nelle prime classi, vero e proprio scoglio da superare per migliaia di ragazzini: più 2,7 per cento. Discorso che non cambia alla scuola media: dove l’incremento dei promossi è più contenuto, ma sempre significativo. Dal 5 per cento di non promossi nelle prime due classi della scuola media dell’estate 2010 si procede spediti verso il 4 per cento: 4,3 per cento per l’esattezza. I dati forniti da viale Trastevere sono da considerarsi ancora provvisori – si riferiscono all’85 per cento delle scuole medie e al 91 per cento delle scuole superiori funzionanti sul territorio nazionale – ma sufficienti a delineare una tendenza chiara.

Fonte repubblica.it

Il punto della situazione sull’abbandono scolastico

9 maggio 2012
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Il nuovo Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescienza Vincenzo Spadafora ha rivelato, durante la presentazione della relazione annuale alla Camera dei Debutati, la situazione su gli abbandoni ascolastici dando un particolare monito d’allarme alla questione meridionale affermando che:
“Un elemento di preoccupazione è rappresentato dalle cifre che riguardano l’abbandono scolastico. E purtroppo gli effetti della dispersione formativa saranno ancora più visibili solo quando bambini e adolescenti diventeranno adulti attivi nel tessuto sociale e culturale del Paese. La scuola però non è il solo foro educativo in crisi. La famiglia riveste evidentemente il ruolo fondamentale di sempre con le maggiori difficoltà che derivano però dal mutato contesto sociale.
Secondo una ricerca del Censis sul rapporto genitori-figli nella famiglia italiana, i genitori si sentono lasciati soli nel fronteggiare le difficoltà legate all’educazione e alla crescita dei figli, soprattutto per la necessità di dover “competere” con la moltiplicazione dei fori educativi, primi tra tutti internet e televisione.
Il sostegno alle famiglie ed in particolare modo alle madri deve essere una priorità. Sostenere l’infanzia significa anche aiutare le madri a non dover rinunciare al lavoro per crescere i propri bambini.
La realtà del lavoro femminile è imprescindibile dalla valutazione delle politiche sull’infanzia. I dati ufficiali attestano che il 25% delle donne occupate esce dal mercato del lavoro alla nascita del primo figlio”.

Fonte: TecnicaDellaScuola.it

Alle superiori studenti stranieri bocciati sono il doppio degli italiani

9 aprile 2012
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Secondo l’ultimo rapporto “Alunni con cittadinanza non italiana.A.s. 2010/2011”, redatto da Vinicio Ongini e Mariagrazia Santagati (Fondazione Ismu), indicano che la percentuale degli studenti stranieri bocciati è del 30%, percentuale doppia se si svolge la stessa proporzione per gli studenti di cittadinanza italiana.
Osservando l’andamento generale su l’intera carriera scolastica, notiamo lo stesso comportamento simile a tutti gli alunni, con un’elevata percentuale di promozione nella scuola primaria, in calo nella secondaria di primo grado ed un successivo calo più rilevante nella scuola secondaria di secondo grado.
Considerando le scuole singolarmente, notiamo le seguenti differenze percentuali tra gli studenti italiani e non:

- Nella scuola primaria il divario si attesta tra il 3.3% al 4.8% a sfavore degli studenti stranieri.
- Nella scuola secondaria di primo grado la differenza sale dall’8.2% al 10.1%.
- Nella scuola secondaria di secondo grado la variazione è molto ridotta, ma si aggira sul 15.3%.

Fonte: La Stampa.

Meno abbandoni a scuola nel 2010

6 dicembre 2011
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Il 2 dicembre scorso, il Censis ha pubblicato il rapporto annuale alla situazione sociale del paese.
Per quanto riguarda il mondo della scuola, il rapporto ha rilevato che nell’anno 2010 la quota di giovani dai 18 ai 34 anni in possesso della sola licenza media e non più inseriti in percorsi formativi è scesa dal 19,2% al 18,8%, con varia intensità in tutte le aree del Paese, ad eccezione del Centro che rimane però l’area dove tale indicatore è più contenuto (14,8%).
Restano però numerosi i punti critici e le discontinuità d’intervento che rendono non lineari i risultati degli interventi di prevenzione e contrasto al fenomeno della dispersione scolastica. Sono soprattutto gli studenti delle isole maggiori a distinguersi per una profonda disaffezione ai percorsi scolastici e formativi. Ad esempio in Sicilia, sono piu’ di un quarto dei 18-24 enni residenti.

Inoltre, rileva il Rapporto, non sembra essere stato ancora adeguatamente affrontato il fenomeno dove ha maggiore intensità, ovvero nel primo e, in misura minore, nel secondo anno delle superiori. Tra il 2006-2007 e il 2009-2010 la quota di abbandoni del percorso scolastico entro il biennio si è ampliata, passando dal 15,6% al 16,7%, in misura maggiore negli istituti professionali.

Fonte: Ilsole24ore.it

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