Il 2 dicembre scorso, il Censis ha pubblicato il rapporto annuale alla situazione sociale del paese.
Per quanto riguarda il mondo della scuola, il rapporto ha rilevato che nell’anno 2010 la quota di giovani dai 18 ai 34 anni in possesso della sola licenza media e non più inseriti in percorsi formativi è scesa dal 19,2% al 18,8%, con varia intensità in tutte le aree del Paese, ad eccezione del Centro che rimane però l’area dove tale indicatore è più contenuto (14,8%).
Restano però numerosi i punti critici e le discontinuità d’intervento che rendono non lineari i risultati degli interventi di prevenzione e contrasto al fenomeno della dispersione scolastica. Sono soprattutto gli studenti delle isole maggiori a distinguersi per una profonda disaffezione ai percorsi scolastici e formativi. Ad esempio in Sicilia, sono piu’ di un quarto dei 18-24 enni residenti.
Inoltre, rileva il Rapporto, non sembra essere stato ancora adeguatamente affrontato il fenomeno dove ha maggiore intensità, ovvero nel primo e, in misura minore, nel secondo anno delle superiori. Tra il 2006-2007 e il 2009-2010 la quota di abbandoni del percorso scolastico entro il biennio si è ampliata, passando dal 15,6% al 16,7%, in misura maggiore negli istituti professionali.
Fonte: Ilsole24ore.it
Dopo la circolare ministeriale diramata il 4 marzo, precisa e severa, sul monte ore massimo di 250/300 ore, ossia 50 giorni scolastici, di assenza, oltre 20 mila studenti a livello italiano sono a rischio bocciatura.
In alcune scuole, soprattutto di Napoli e Palermo, ci sono state delle occupazioni durate anche 25 giorni e considerate dai presidi come giorni di assenza dalle lezioni di tutti gli studenti. Questo ha provocato tra molti ragazzi la penalizzazione in quanto hanno partecipato attivamente alle attività svolte durante il periodo di occupazione, presentandosi regolarmente a scuola.
Molti studenti, riconoscendo di aver superato il limite delle ore di assenza permesse, hanno smesso di andare a scuola essendo certi della propria bocciatura per l’anno. I collegi dei docenti valuteranno caso per caso il da farsi con gli alunni coinvolti in base, ovviamente, anche ai loro esiti scolastici. Chi ha sempre studiato non verrà penalizzato insomma.
Fonte: La Repubblica
Le nuove norme del ministero lasciano aperti alcuni dubbi
Con troppe assenze, oltre un quarto del monte ore di lezioni, scatterà automaticamente la bocciatura, anche per gli studenti delle scuole superiori.
Il problema è che le circolari ministeriali non mettono bene in chiaro quali assenze possono essere escluse dal conteggio, e quali sono i criteri esatti da applicare.
Per esempio, la circolare sancisce che gli studenti praticanti di sport invernali possono ricevere delle deroghe, ma lascia ai singoli organi collegiali delle istituzioni scolastiche la decisione di applicarle e in che misura: in altre parole tali studenti, se supportati dal collegio scolastico, potranno fare tutte le assenze che vorranno, in barba ad ogni regolamento.
Un altro caso sono eventuali studenti costretti a casa per lungo tempo per ragioni di salute: una circolare esplicativa ha chiarito che se tali studenti parteciperanno a momenti formativi sulla base di appositi programmi di apprendimento personalizzati, predisposti dalla scuola di appartenenza, o che seguono per periodi temporalmente rilevanti attività didattiche funzionanti in ospedale o in luoghi di cura, in questo caso non saranno conteggiate le loro assenze. Ma cosa succederà a coloro che devono obbligatoriamente passare la convalescenza a casa?
Infine resta il dubbio riguardo ad eventuali studenti ‘furbi’ che faranno gli ‘assenteisti’ solo per un piccolo numero di materie. Tecnicamente resteranno al di sotto del limite tracciato per incorrere nella bocciatura automatica, ma in pratica avranno probabilmente completamente compromesso la loro preparazione in tali materie, facendola franca.
Tirando le somme sembra comunque che queste nuove norme, all’atto pratico, non saranno un vero ‘pugno di ferro’ contro gli assenteisti, considerato che comunque lasciano abbastanza margine ai collegi dei docenti per imporre deroghe e altri aggiustamenti basati caso per caso.
Fonte: La repubblica
Con più di 50 giorni di assenze la bocciatura sarà inevitabile.
Il ministro Gelmini presenta le linee guida del nuovo anno scolastico 2010-2011, e annuncia i primi effetti delle riforme.
Sarà obbligatorio lo studio di almeno una lingua straniera in tutti i licei, e al quinto anno una delle materie sarà insegnata in inglese.
Secondo la Gelmini, con la riforma gli istituti professionali e tecnici non saranno più da considerare come scuole di second’ordine, dovranno invece essere in grado di formare figure professionali con le caratteristiche richieste dalle imprese e dal mondo del lavoro.
Infine, con la nuova riforma, gli avanzamenti di carriera nella scuola saranno finalmente basati sul merito.
Fonte: La Stampa