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Prevenire l’insuccesso scolastico alla luce della Legge sulla Buona Scuola

16 dicembre 2015
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Recentemente si è iniziato ad affrontare, in ambito europeo, il problema dei fallimenti nella formazione scolastica degli studenti.
Per esempio si cerca di studiare un modo per risolvere le situazioni di elevato abbandono dell’istruzione scolastica, o anche di ripetizione frequente degli anni scolastici da parte degli studenti meno capaci.
Queste problematiche costituiscono un ostacolo all’efficacia della formazione dei futuri cittadini europei, e quindi si cercano di studiare delle strategie per ridurre il più possibile queste tendenze.
Le leggi garantiscono il diritto allo studio, alle pari opportunità formative e di istruzione permanente per i cittadini, con piena attuazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche nel far fronte a queste difficoltà, anche con metodi e percorsi di formazione personalizzati.
In pratica si cerca di trovare soluzioni ai disagi sociali degli studenti caso per caso, in modo da dare una risposta efficace ai loro problemi.
Secondo alcuni studi è dimostrato che un insegnante con buoni metodi di insegnamento può supplire ai problemi sociali che uno studente potrebbe avere in famiglia.
La scuola spesso esige che gli studenti si adeguino senza alcuna difficoltà alle norme sociali e alle esigenze di gruppo, e classificano automaticamente come ‘disadattati’ coloro che non ci riescono immediatamente; i docenti dovrebbero invece interrogarsi sui motivi di tale comportamento e attivarsi per trovare una soluzione che possa mettere gli studenti a loro agio, o per lo meno aiutarli ad adeguarsi.
Alcuni studi sostengono che quando gli insegnanti acquisiscono la comprensione delle situazioni alla base dell’insuccesso di certi studenti, le loro azioni educative possono cambiare e provocare un’evoluzione nei loro metodi di docenza, basata sulla loro esperienza.
In definitiva la vera capacità di un docente è nel saper cogliere le esigenze particolari di formazione richieste da ogni studente, e di saper modulare il suo metodo di insegnamento in base alle singole necessità, e non solo di conoscere bene la materia da insegnare in quanto tale.

Fonte: orizzontescuola.it

Francia, un dettato al giorno per salvare la lingua scritta

9 dicembre 2015
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Sta facendo scalpore il nuovo programma scolastico varato dal ministero dell’istruzione francese per l’anno 2016: per gli alunni delle scuole elementari francesi diventerà obbligatorio sottoporsi ad una prova di dettato giornaliera.
Sembra che nell’ultimo decennio la padronanza della lingua da parte dei francesi continui a scendere, per cui il ministro francese dell’istruzione ha pensato di porvi rimedio con questa iniziativa.

Fonte: repubblica.it

Test invalsi 2015, studenti italiani sempre a due velocità. Immigrati accelerano

2 dicembre 2015
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Stanno arrivando i primi dati sui testi invalsi di quest’anno, e in generale sembrano dello stesso tenore degli anni scorsi, per esempio confermano le differenze ‘croniche’ tra la preparazione degli alunni delle scuole del sud Italia e quelli del nord.
Ma emergono anche delle differenze: ad esempio, sebbene gli studenti stranieri siano comunque indietro rispetto agli autoctoni, questo divario sembra ridursi, specialmente se il confronto si fa tra gli italiani e i cosiddetti stranieri di seconda generazione, cioè quelli nati in Italia e che quindi hanno frequentato da sempre le scuole in Italia.
Secondo i dati del rapporto le differenze tra le varie regioni italiane sono molto piccole all’inizio delle elementari ma il divario si allarga in modo allarmante man mano che si sale con le classi, fino ad arrivare a differenze notevoli, sia in italiano che in matematica, tra le regioni del nord Italia e quelle del sud.
Nonostante certe polemiche che hanno circondato i test, l’istituto INVALSI ha già pianificato come evolverà nei prossimi anni, si prevede di rendere i test completamente informatizzati, in modo che sia possibile erogarli totalmente in automatico grazie ai computer. In questo modo si pensa che sarà anche possibile ridurre almeno in parte certi costi organizzativi.

Fonte: repubblica.it

Coding per 1 milione di studenti

18 novembre 2015
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Viene chiamata ‘coding’ in lingua anglosassone l’attività di scrivere ‘codice’, ovvero di dare istruzioni ad un computer (o in generale ad una macchina ‘automatica’) tramite una descrizione preventiva ‘codificata’ (programma) delle operazioni da eseguire in base ad eventuali ’situazioni’ (input).
Secondo il ministero dell’istruzione (miur) questa capacità è da considerare strategica per la formazione di alunni e studenti, utile a qualsiasi tipo di percorso formativo, e non semplicemente riservata a chi si specializzerà in ambiti legati a ingegneria o informatica.
Per questi motivi il ministero ha deciso di promuovere varie iniziative, aperte a tutte le scuole interessate, tramite il progetto “programma il futuro”.
L’obbiettivo sperato è di coinvolgere 1 milione di studenti nel prossimo anno scolatico e possibilmente arrivare a 3 milioni nel giro di 5 anni.

Fonte: lastampa.it

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