Diploma Università

Riforma Superiori ormai ci siamo

10 febbraio 2010
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Inizia la settimana decisiva per l’approvazione finale della riforma.

ROMA – E’ iniziata la settimana che potrebbe essere decisiva per l’approvazione finale della riforma delle scuole superiori, anche se più fonti indicano che il via libera ai nuovi licei, tecnici e professionali arriverà solamente con la seduta n.81 del Consiglio dei ministri.

Prima però il governo deve verificare la possibilità di accogliere alcuni punti posti dagli organismi di competenza: primo su tutti l’introduzione della stessa solo dalle prime classi anziché dal biennio iniziale.

Sarà compito del ministero dell’Economia verificare la richiesta, che contava di tagliare intorno al 7% della spesa scolastica: la somma, pari a 7,6 miliardi di euro in tre anni avrebbe dovuto comportare l’eliminazione di 135.000 posti, di cui 87mila cattedre.
Ora l’avvio dimezzato della riforma della secondaria, solo per le classi prime, potrebbe creare dei problemi ai programmi di risparmio.
Come potrebbero creare non pochi problemi, soprattutto di carattere politico, l’accoglimento di altri punti, indicati da Cnpi, Conferenza unificata, Consiglio di Stato e commissioni parlamentari: su tutti, la riduzione della presenza negli organi collegiali di enti ed esperti esterni, oltre che di dipartimenti e comitati scientifici che andrebbero in conflitto con l’autonomia di ogni singolo istituto.

Forti resistenze sono arrivate negli ultimi giorni da diverse associazioni di insegnanti, preoccupati che i tagli produrranno ad alcuni raggruppamenti di insegnanti alte probabilità di creare delle situazioni di soprannumero.

Questo comporterebbe un numero indefinito di insegnanti di ruolo costretti ad abbandonare le rispettive scuole di titolarità per essere utilizzati in altri istituti: nel caso non vi fossero posti liberi a disposizione scatterebbe l’obbligo di riconversione professionale su altre classi di concorso o sul sostegno. Senza considerare che tutti quelli in lista di attesa si posso gia considerare disoccupati sicuri.

Tra le richieste esiste anche quella di rendere più semplice il trasferimento degli studenti da un corso all’altro soprattutto nel biennio iniziale, quando si è ancora in età di obbligo formativo, quindi fino a 16 anni.

Una volta approvata dal Cdm, la riforma verrà esaminata dal presidente della Repubblica e dalla Corte dei Conti per il visto finale. Contemporaneamente agli esami finali, il Miur avvierà la campagna informativa sulle novità che caratterizzeranno le nuove materie, i quadri orari e l’organizzazione didattica.

Fonte: lastampa.it