Diploma Università

Almalaurea, l’identikit dei laureati del 2011

7 settembre 2012
Commenti disabilitati

Almalaurea, come ogni anno ha redatto e diffuso l’indagine scolastica intitolata “Profilo dei laureati italiani”, arrivata alla sua quattordicesima edizione. Questo studio serve per ottenere delle statistiche che ci permettano di conoscere il numero di iscritti, la loro età media, l’andamento dello studio in base alle votazioni e su come si desidera proseguire il proprio futuro una volta laureati.
Nell’anno accademico 2010-2011, sono stati riscontrati i seguenti risultati:

- Gli studenti di 19 anni che si sono iscritti subito all’università dopo il diploma sono il 29% del totale dei maturati;
- Negli ultimi 8 anni le immatricolazioni sono diminuite del 15%;
- Il 49% delle matricole è “stanziale”, ovvero sceglie una facoltà nella stessa provincia in cui ha ottenuto il diploma;
- Sono Aumentitati i cosìdetti “laureati poco motivati” passando dal 10% al 14%;
- Cresce la percentuale degli studenti che finiscono gli studi in tempo; ora siamo al 39%;
- Gli studenti hanno dedicato maggior tempo a frequentare le lezioni, ed è aumentato anche il numero di coloro che decide di svolgere tirocini, stage ed esperienze di studio all’estero, per migliorare il proprio curriculum scolastico;
- Le persone che si iscrivono alla laurea di primo livello provengono da condizioni sociali meno favorite. In media raggiungono il titolo di primo livello a 24 anni e solo il 77% di loro intende proseguire con gli studi. Tra questi, solo il 61% con la specialistica;
- I laureati specialistici, biennali e a ciclo unico, risultano provenire da condizioni sociali e culturali più favorevoli, sono più disponibili alla mobilità tra sedi e mediamente hanno avuto più esperienze di studio all’estero.

Fonte: LaStampa.it

Allarme laureati: Disoccupati o Sottopagati

9 marzo 2012
Commenti disabilitati

Secondo i dati raccolti dal consorzio AlmaLaurea, nell’ultimo anno i disoccupati laureati sono aumentati:

  • dal 16% al 19%  per i laureati triennali;
  • dal 18% al 20% per i laureati specialistici;
  • dal 16,5% al 19% per i laureati in un corso a ciclo unico.

Da questa statistica emerge dunque un tasso preoccupante di disoccupazione che tocca anche i neo laureati, statistica che sorprende in quanto essendo una minoranza rispetto ai giovani che cercano lavoro, dovrebbero essere più ricercati.

La bassa offerta è da ricercare nell’espansione a macchia d’olio di contratti a tempo determinato che impediscono l’inserimento pieno nel mondo del lavoro che assicurerebbe un posto fisso e duraturo.

Problemi in vista anche per chi un posto di lavoro lo ha trovato, la retribuzione ad un anno dalla laurea è diminuita:

  • € 1.105,00 mensili netti per i laureati di primo livello;
  • € 1.050,00 mensili netti per i laureati a ciclo unico;
  • € 1.080,00 mensili netti per gli specialistici, (nel 2007 lo stipendio era di € 1.238,00).

FONTE:  Tuttoscuola

Per la specialistica occorre la media del 23.

27 ottobre 2009
Commenti disabilitati

Un modo per invogliare a non sottovalutare il triennio.

TORINO – A partire dal prossimo anno universitario, al Politecnico si potrà accedere alla laurea specialistica solamente se si avrà ottenuto, durante la triennale, almeno la media del 23 negli esami.

La norma ha già creato un polverone, oltre a seminare timore tra gli studenti.
Per capire il timore degli studenti basta prendere visione dell’ultimo rapporto di Almalaurea, dove nella sezione Poli, i parametri in vigore dal prossimo anno costringerebbero parecchi laureati di primo livello nel 2008 (circa 2339) a fermarsi o a cambiare ateneo.
La media è 23,4 molto vicina alla soglia critica, forse troppo al punto da creare negli studenti il pensiero che ottenere la laurea specialistica diventerà un privilegio per pochi.

Di diverso parere il rettore Francesco Profumo che spiega come i ragazzi debbano capire che anche per l’ingresso nel mondo del lavoro, conta la valutazione complessiva, non solo quella riguardante l’ultimo tratto di strada; è l’intera carriera a dimostrare la serietà, l’affidabilità e la costanza di una persona. Della stessa opinione anche uno dei rappresentanti degli studenti in Senato accademico.

A sostenere la scelta del Poli è un’indicazione di qualche anno fa del ministero dell’Università che lasciava le università libere di fissare modalità e criteri.

Fonte:lastampa.it