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Cambio di sede scolastica per 1 docente su 4.

19 ottobre 2009

25% la percentuale di mobilità, vanificato il flusso di ritorno al meridione.

Su 852.000 docenti che hanno svolto la propria professione nell’anno scolastico 2008-2009, 209.000 hanno cambiato la sede scolastica rispetto all’anno precedente.
Sostanzialmente dunque quando prende il via ogni anno scolastico, un professore su 4(il 25%) non insegna più nella scuola dove è stato sino l’anno precedente.

Il dato è stato fornito da una ricerca svolta dalla Fondazione Giovanni Agnelli che farà parte del Rapporto sulla scuola in Italia 2010, che verrà pubblicato il prossimo anno.

Tutto parte dai dati del Miur relativi all’anno attuale ed ai 2 anni precedenti e riguarda sia i docenti a tempo determinato che quelli di ruolo, che possono chiedere il trasferimento ad un’altra scuola, ma a volte sono forzati a chiederlo per via dei meccanismi del sistema scolastico.

La mobilità dei docenti riguarda per oltre il 95% movimenti all’interno della stessa regione, mentre, nell’anno scolastico appena iniziato meno dell’1% del totale sono stati coloro che si sono mossi da una regione del Nord per andare in una del Sud.

Il lavoro della Fondazione Agnelli rileva come nella scuola gli squilibri fra Nord e Sud riguardano, anche il mercato del lavoro dei docenti.

Le variazioni territoriali nella domanda dei docenti sono influenzate dalla variazione della popolazione studentesca.
Mentre l’anno passato al Nord, Nord Est e Centro è cresciuta leggermente, nel Sud gli studenti sono stati circa 52.000 in meno. Di conseguenza cresce la domanda dei docenti al Nord e al Centro, mentre diminuisce al Sud.

Nel 2008-09 i docenti di ruolo meridionali che lavoravano in una scuola del settentrione erano il 19,8% del totale, mentre maggiormente elevata era la percentuale di docenti precari nati nel Sud e presenti nelle graduatorie provinciali del Nord.

I contingenti maggiori sono Lombardia ed Emilia-Romagna, poi Piemonte e Veneto.

Nelle 120.000 domande per il 2009-10 la prima preferenza (94%) è stata espressa per muoversi in un comune o in una provincia all’interno della regione. Solamente 3.000 domande riguardavano una preferenza di trasferimento da una regione del Nord a una del Sud.

Fonte:lastampa.it

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