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I videogiochi,parti integranti del programma dei docenti?

22 agosto 2009

Da un rapporto di European Schoolnet, l’80% degli insegnanti si è dichiarato favorevole.

ROMA – Cresce sempre più la percentuale dei docenti che sono interessati a introdurre all’interno dei loro programmi didattici i videogiochi come parte integrativa.

Questo è quanto emerge dal rapporto Games in Schools realizzato da European Schoolnet su richiesta dell’ ISFE( associazione europea degli editori di videogiochi).

Il progetto, sorto con lo scopo di tracciare lo stato dell’arte riguardo l’uso dei videogiochi nelle scuole europee per fornire raccomandazioni sul tema, è stato provato in otto paesi europei tra cui anche l’Italia.
I docenti hanno scelto sia videogiochi commerciali e non, utilizzandoli nelle classi per le loro qualità didattiche seguendo quadro pedagogico strutturato.

L’indagine ha reso noto che il 70% dei docenti europei intervistati ha utilizzato i videogiochi in classe a prescindere da età,esperienza professionale e familiarità con i giochi oltre alla materia insegnata e al livello della scuola nel sistema educativo.

Le esperienze maggiormente rilevanti si hanno avuto con l’apprendimento delle lingue straniere,della letteratura, della matematica, della storia e della geografia.

Sta di fatto che i docenti sono rimasti soddisfatti ritenendo che l’utilizzo dei videogiochi aiutano a:
- incrementare la motivazione degli studenti nell’apprendimento;
-contribuire a raggiungere gli obiettivi educativi;
-promuovere i valori positivi ;
- migliorare il lavoro di squadra e la capacità di problem solving.

Mentre , i maggiori ostacoli per la loro introduzione sono stati così identificati:
-difficoltà d’integrazione nei curricula scolastici;
-disponibilità di strumentazione informatica;
-attitudine negativa verso il mezzo.

C’è chi ha utilizzato i videogiochi in classe per supportare gli studenti con difficoltà cognitive o sociali come in Francia; c’è chi li ritiene uno strumento per modernizzare la scuola è il caso di Gran Bretagna, Danimarca e Italia; c’è chi li ha adoperati per sviluppare le competenze avanzate in termini di innovazione e creatività,come la Gran Bretagna; e c’è chi infine, li considera uno strumento utile per diminuire la distanza tecnologica tra le generazioni giovani e quelle adulte, è questo il caso di Danimarca e Olanda.

Il progetto Games in Schools ha voluto dimostrare come i videogiochi siano un potenziale utile per l’educazione anche se solo in gran parte riconosciuto e sfruttato dalle famiglie e dalle scuole.

Fonte: adnkronos.com

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