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Il mezzo flop del blocco per l’adozione dei libri di testo

28 aprile 2010

Negli istituti superiori i testi rimangono gli stessi ma aumentano i prezzi

ROMA – La legge 169/2008 sul blocco riguardante le adozioni dei libri di testo si sta rivelando un mezzo flop soprattutto negli istituti secondari. Questo è il risultato dell’analisi fatta dal settimanale Tuttoscuola.

La prima scoperta non del tutto gradita, la stanno facendo molti insegnanti, soprattutto della scuola primaria, che vedono bloccata dalle adozioni dell’anno precedente la loro intenzione di scegliere testi a loro graditi.

Il blocco è stato voluto al fine di tutelare la famiglie da un frequente cambio dei contenuti dei libri ed il conseguente esborso di nuovo denaro, favorendo il riutilizzo dei volumi e lo stesso mercato dell’usato. Tutto appunto per favorire a livello economico le famiglie. E questo non tanto nella scuola primaria, dove il costo dei libri è a carico dei Comuni e dello Stato, ma nella secondaria.

Ma è proprio dalla scuola secondaria che il blocco dei testi in adozione non stoppa il tetto di spesa. Infatti, i testi adottati lo scorso anno rimangono confermati per un sessennio anche se nel frattempo i loro prezzi, fissati dagli editori, vanno crescendo. I testi quindi sono bloccati, ma i loro prezzi no.

Ma questo come è possibile? Consultando la legge n. 133 del 2008, all’art. 15, intitolato “Costo dei libri scolastici”, si legge che laddove si parla di versioni on line scaricabili da internet dei libri di testo va assicurato il prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell’intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore.

Gli editori si avvalgono di questo diritto. E così, la legge, che voleva consentire un risparmio per le famiglie, potrebbe alla fine bloccare i testi ma non quello dei loro prezzi, che devono tener conto dell’aumento dei costi. E nel frattempo i genitori pagano.

Fonte: La Stampa

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