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Approvata una revisione degli istituti professionali valida a partire dall’anno scolastico 2018-2019

Il modello utilizzato a riferimento per la modifica degli istituti professionali italiani  è la Germania.

Qui gli stipendi d’ingresso pesanti o l’ingresso in istituti superiori professionali e tecnici con valenza universitaria sono obiettivi importanti e che realizzabili per molti studenti che apprendono in scuole che si impegnano nell’avvicinamento al mondo del lavoro.

Il primo aspetto a subire una modifica è stata la razionalizzazione degli anni di studio che attualmente prevede due distinti bienni con l’aggiunta di un quinto anno separato, con la riforma diventeranno un biennio più un triennio.

Il biennio iniziale avrà materie e aspetti culturali necessari come la matematica, la lingua italiana e straniera, l’apprendimento storico-sociale, le scienze motorie e si focalizzerà dando maggiore spazio all’alternanza scuola-lavoro e all’apprendistato.

Nonostante il progetto rappresenti e miri a costruire una scuola professionale orientata e costruita sulle esigenze del mondo di lavoro, in tutti gli anni scolastici si avrà comunque lo studio di diverse materie considerate di base come la matematica (3-4 ore alla settimana), l’italiano (4 ore alla settimana), la storia (2 ore a settimana) e l’inglese (3 ore a settimana).

Anche per quanto riguarda gli indirizzi ci sarà una modifica strutturale.

Attualmente fanno capo a due macro settori con sei branchie diverse, con la riforma diventeranno undici indirizzi costruiti e agganciati sulle attività economiche considerate di rilevanza nazionale.

Nel dettaglio:

  • agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane;
  • pesca commerciale e produzioni ittiche;
  • industria e artigianato per il Made in Italy;
  • manutenzioni e assistenza tecnica;
  • gestione delle acque e risanamento ambientale;
  • servizi commerciali;
  • enagastronomia e ospitalità alberghiera;
  • servizi culturali e dello spettacolo;
  • servizi per la sanità e l’assistenza sociale;
  • arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico;
  • arti ausiliare delle professioni sanitarie: ottico;

Non solo, ma ogni singolo istituto avrà modo di declinare gli indirizzi base con le richieste del territorio e del mondo del lavoro con una flessibilità che potrà raggiungere il 40% dell’orario.

Inoltre la personalizzazione degli apprendimenti si realizza anche con un progetto formativo individuale (264 ore l’anno) che viene mirato per l’accesso nel mondo del lavoro.

Non solo, le scuole avranno maggiore autonomia che si manifesta attraverso la possibilità di rafforzare i laboratori e chiedere consulenze ad esperti e attivare rapporti in partnership: aspetti fondamentali visto che il fronte delle ore di tali attività nel biennio arriva quasi alla metà delle totali.

È stato anche preventivato e reso accessibile nel 2018 un passaggio dai corsi di formazione regionali Iefp al professionale Statale, con questa passerella lo studente potrà accedere già al quarto o al quinto anno. Questo per consentire a tutti i diplomati di poter valutare l’accesso agli Istituti Tecnici Superiori (its), alle Università e alle Istituzioni dell’Alta Formazione Artistica Musicale e Couretica (Afam).

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