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Nuovamente a rischio le nomine dei docenti precari.

31 ottobre 2009

La Gelmini ancora bocciata.

ROMA- Il Consiglio di Stato ha dato ragione ai migliaia di supplenti che si sono rivolti alla giustizia amministrativa, dichiarando illegittimo la norma che ha portato alla formazione delle “code” nelle graduatorie ad esaurimento.
L’inserimento in graduatoria deve essere fatto secondo il punteggio, il che comporta dunque il rifacimento di tutte le graduatorie in tempi record.

Lo scorso Aprile, il ministro Gelmini firmò un decreto riguardante l’aggiornamento delle graduatorie dei precari. Tale norma presentava una novità rispetto al passato ovvero graduatorie bloccate per due anni e possibilità di inserimento solamente in coda su tre province oltre quella di appartenenza.
Il provvedimento tendeva dunque a tutelare i precari delle regioni del nord, che molto spesso vengono scalzati nelle immissioni in ruolo e nell’attribuzione delle supplenze più lunghe dai colleghi del sud. Non potendosi spostare in un’altra provincia, i docenti precari del sud possono esser nominati dopo i colleghi autoctoni.

L’Anief rilevò subito l’incongruenza della norma e si rivolse al Tar, il quale in più occasioni si è pronunciato a favore di questa tesi.
Ma la Gelmini ha emanato nel mese di Luglio una nota che invitava gli Uffici scolastici provinciali e regionali a non sottomettersi alle ordinanze della magistratura amministrativa, procedendo invece alle assegnazioni delle immissioni in ruolo e delle supplenza annuali dalle graduatorie di coda in attesa dell’esito del Consiglio di Stato.

Se la sentenza del Consiglio di Stato verrà applicata, gli 8.000 docenti immessi in ruolo nel mese di Agosto potrebbero perdere la nomina.
Lo stesso discorso vale per i supplenti nominati prima dell’avvio dell’anno scolastico.

Fonte:repubblica.it

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