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Gli atenei del meridione in rivolta.

11 ottobre 2009

Il motivo è legato ai tagli voluti dalla Gelmini che favorirebbero le università del Nord.

ROMA – Nella classifica delle università pubblicata dal ministero relativamente ai criteri di merito, gli atenei meridionali occupano le ultime posizioni. Ciò ha scatenato l’ira dei vari rettori che accusano la volontarietà di penalizzare il Sud a scapito del Nord.

La cosa strana è che colui che innescato il tutto è il rettore dell’Università di Parma, il quale pubblicò nei giorni scorsi una contro-classifica rispetto quella pubblicata dal ministero che assegnava i primi 3 posti a Trento ed ai Politecnici di Torino e Milano.

Secondo la classifica elaborata a Parma risulta che:
Bologna, da 16esima diventa 1a;
Trento retrocede al 19°posto;
La Sapienza di Roma passa da 42esima a 2a;
la Federico II di Napoli passa da 48esima a 5°;
Bari da 39esima a 12°;
Catania da 38esima a 13°;
Palermo da 52esima a 16a.

Di fatto però il meridione ne esce penalizzato se si considera che Messina e Palermo ci rimettono 6 milioni a testa, la Federico II e la seconda Università di Napoli 3, Catania 2, Cagliari 1,8. Mentre il nord si “arricchisce”

L’accusa è rivolta dal meridione ai tecnici del ministero riguarderebbe:
l’utilizzo dati del 2001 e del 2003;
l’uguaglianza tra le università con 60 mila studenti e altre con 6 mila,
i politecnici con 2 sole facoltà e gli atenei con 13 o più;
le istituzioni nate 300 anni fa con edifici storici e altre aperte da poco.

Anche la Cgil e l’Unione degli studenti accusano il governo e tenendo conto della classifica, distribuiranno il 7% del fondo di finanziamento ordinario.

Fonte: lastampa.it

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