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Da Napoleone al web: “Noi, a lezione nel liceo più vecchio d’Italia”

7 ottobre 2015

Nei primi del 1800, quando iniziò ad essere usato come liceo, non aveva ancora un nome vero e proprio, era un ex convento domenicano destinato a essere riutilizzato come edificio scolastico.
Solo dopo l’unità d’Italia venne intitolato a Scipione Maffei, studioso veronese.
Durante la sua lunga storia la problematica più spesso ricorrente era la necessità di ristrutturarne l’edificio a causa della sua anzianità di costruzione.
Come racconta un professore ex-alunno, alla fine degli anni ‘50 alcune aule erano ancora riscaldate da stufe a legna, uno studente di turno doveva provvedere a mantenere alimentato il fuoco.
Durante il periodo napoleonico il liceo sembrava una caserma, con sentinelle all’ingresso e fucili a disposizione degli allievi.
Più tardi la dominazione asburgica, dalla ‘caserma’ alle ‘pratiche di pietà religiosa’ per cercare di aumentare la fedeltà e contenere le spinte sovversive di chi anelava alla costituzione di uno stato italiano.
Finalmente con l’arrivo dell’unità d’Italia il liceo riceve una vera intitolazione, e qualche decennio dopo anche la prima studentessa di sesso femminile.
Nonostante i cambi di regime l’edificio rimase sempre in uno stato cronico di fatiscenza, al punto che i presidi di fine ‘800 furono costretti a denunciare periodicamente lo stato ‘deplorevole’ dei locali.
Finalmente col nuovo secolo arriva anche la conferma ufficiale della necessità di un edificio completamente nuovo, ma la mancanza di fondi dell’apparato statale riuscirà solo a consentire una grossa ristrutturazione che ha potuto arginare i problemi più grossi solo per qualche anno.
Nonostante le vicissitudini edilizie la formazione è stata sempre all’avanguardia, per chi ci studia e lavora sarebbe un peccato dover lasciare definitivamente l’ex-convento, in quanto l’edificio è ormai legato indissolubilmente alla storia del liceo.

Fonte: repubblica.it

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