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In Italia piacciono le università a numero chiuso

12 febbraio 2014

Dai dati del ministero dell’istruzione risulta che il 55% dei corsi universitari prevedono il superamento di un test d’ammissione, gli studenti italiani non accettano il numero chiuso e calano la protesta.

Risale a metà Gennaio la manifestazione tenuta da studenti a Roma, Bari e Torino; il motivo è solo uno,il test d’ammissione.
Gli studenti hanno occupato diversi dipartimenti, ma non è finita la possibile introduzione del numero chiuso alla facoltà di Ingegneria preoccupa e allora gli studenti organizzano altre proteste a Padova e Pisa.

I dati diffusi dal ministero mette in risalto che tra corsi a numero programmato nazionale e corsi a programmazione locale il 55 per cento dei corsi totali sono a numero chiuso, questo è un campanello d’allarme che obbliga gli atenei a ridurre il numero di matricole per effetto del decreto Ava.

Inoltre il continuo aumento delle tasse universitarie preclude la possibilità di procedere con gli studi universitari per il 39% degli studenti italiani.

Rispetto ad altri paesi europei l’Italia non facilità il proseguimento del percorso di studi per i nostri giovani, speriamo che il governo intervenga per migliorare le condizioni di accesso sia in termini economici che in termini di numeri programmati.

FONTE: Repubblica.it

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