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La protesta precaria “influenza” tutta Italia.

25 ottobre 2009

Da nord a sud aumenta sempre più il malumore dovuto ai tagli voluti dalla Gelmini.

ROMA – La manifestazione di protesta dei precari di fronte ai tagli voluti dal ministro Gelmini continua.

A Roma 5 supplenti, in attesa che gli venga assegnata una cattedra, si sono spogliati rimanendo in mutande davanti ad un liceo scientifico. Il motivo di tale protesta è legato al loro stato di precarietà perché da anni aspettano di essere messi in ruolo. I supplenti hanno addirittura esposto uno striscione nel quale c’era scritto dopo anni di precariato ancora in mutande.

A Milano alcuni docenti precari si sono incatenati di fronte all’Ufficio scolastico provinciale per manifestare il proprio malumore.
Il presidio è stato organizzato dal Coordinamento lavoratori della scuola 3 ottobre, i quali dichiarano che nel milanese ci sono circa mille precari disoccupati.

Manifestazioni anche in Campania, dove i precari hanno tentato di nuovo di occupare l’ufficio scolastico regionale.
Ci sono stati attimi di tensione quando un gruppo di “protestanti” ha tentato di forzare il cordone della polizia per entrare nell’edificio.

In Piemonte invece a seguito di un taglio di 1800 posti nelle graduatorie per l’insegnamento e di 600 addetti tecnico-amministrativi in meno è quanto invece paventano, sono bastati per innescare i sindacati della scuola Cgil, Cisl e Uil, che presidiano la sede dell’Ufficio Scolastico Regionale. Quello che vogliono i sindacati è di poter recuperare almeno 250 posti e monitorare tutti quelli che restano senza lavoro.
Il problema è che oltre ai 1800 posti tagliati dalle graduatorie permanenti, sono stati tagliati anche i fondi d’istituto. Di conseguenza ogni scuola, a partire dal 2004, ha un credito con il Miur di circa 60.000 euro: soldi recuperabili accorpando classi, tagliando il sostegno, indebitandosi, oppure chiedendo contributi alle singole famiglie.

A Benevento, 6 insegnati della scuola primaria e secondaria si sono stanziati da 4 giorni all’ultimo piano del Provveditorato agli studi. Motivo del gesto è legato al fatto che con i tagli voluti dal ministro Gelmini, 500 persone non hanno rinnovato il proprio contratto.
Le insegnanti,attraverso la creazione del blog noprecariday.wordpress.com e di un profilo su facebook, hanno lanciato un appello a tutti i precari organizzando il ’No-Precari-Day’, una mobilitazione nazionale diffusa in tutte le città italiane.

Fonte: lastampa.it

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