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Gli insegnanti refrattari alle nuove tecnologie

19 settembre 2012

Antonio Lombardi, presidente di Alleanza Lavoro, l’Associazione nazionale di rappresentanza delle agenzie per il lavoro, ha svolto con l’associazione che rappresenta una sondaggio di ricerca per studiare il grado di conoscenza delle nuove tecnologie da parte del corpo docente e di quello studentesco. All’interno di una lunga intervista rilasciata, dichiara i risultati della ricerca e le conseguenze che ritiene possibili sul sistema scolastico una volta analizzata la situazione sull’argomento:
“In Italia gli insegnanti si mostrano spesso riluttanti nei confronti di nuove tecnologie e libri digitali, soprattutto i più anziani che fisiologicamente hanno meno confidenza con questi nuovi sistemi. Questo inevitabilmente provoca una frattura, da una parte dirigenti e studenti, dall’altra gli insegnanti. Le esigenze del mondo del lavoro vanno di pari passo con l’acquisizione di professionalità legate alle nuove tecnologie. Uno studente che sfrutta appieno le nuove tecnologie durante il suo percorso scolastico, sarà in futuro un uomo adulto sempre in grado di stare al passo con i costanti cambianti e le prospettive tipiche del mondo del lavoro nella società moderna. Un ragazzo che nel 2012 va a scuola tutte le mattine è abituato a un mondo multimediale e interattivo: accede a internet, scarica le app sul proprio smartphone, ha in casa una consolle per i videogiochi, chatta ed è aggiornato in tempo reale su ciò che avviene nel mondo. Quando entra in aula, passa da un ambiente dinamico a un ambiente assolutamente statico. La scuola rischia di diventare quanto di più lontano esista non solo dalla sua immaginazione, e quindi dal suo piacere, ma anche dalle sue esperienze quotidiane. Ed è uno dei motivi per cui sempre più insegnanti faticano a catturare l’attenzione, la concentrazione e la dedizione allo studio delle loro classi. I docenti dovrebbero perciò accogliere questo cambiamento non come una rivoluzione tecnologica, ma come un’innovazione che consentirà loro di essere più vicini alle esigenze dei ragazzi, aiutarli nell’insegnamento delle materie più ostiche, seguirli passo dopo passo nello sviluppo di nuove tecniche didattiche e di apprendimento.”

Fonte: TecnicaDellaScuola.it

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