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Nella scuola pubblica pagano le famiglie all’80% delle spese

2 marzo 2012

L’iniziativa “scuola in chiaro” lanciata lo scorso 12 Gennaio dal ministro dell’istruzione ha permesso di avere un quadro più completo sulla spesa che i genitori devono sostenere all’inizio dell’anno scolastico.
Nella maggior parte dei licei scientifici e classici questi contributi provenienti dalle famiglie servono per pagare: corsi pomeridiani, assicurazione, attività sportive, gite e viaggi d’istruzione, giornalini d’istituto, recite teatrali, corsi di vario genere come lingua straniera, patentino della moto e patente informatica. Non solo, devono essere coperte anche le spese riguardanti: materiale di cancelleria, toner, carta per le fotocopie, carta igienica e detersivi. Il medesimo panorama si osserva anche negli altri licei sparsi sul territorio nazionale.
Un’inchiesta di Repubblica stila la classifica dei licei più cari presenti nelle grandi città italiane esaminando 223 licei che hanno pubblicato i dati relativi ai loro finanziamenti.
In testa si trova lo scientifico Cannizzaro di Roma con 82,3% di ricavi versati dai genitori, segue il classico Beccarla e il Manzoni di Milano con rispettivamente 80,3% e 80,1%.
Scendendo la penisola, il sostegno chiesto alle famiglie diminuisce, in quanto la quota dei finanziamenti pubblici aumenta. Si riscontra così un minore introito proveniente da privati che varia dal 28% nei licei napoletani fino ad arrivare al 19% nei licei pubblici di Palermo.
Suddividendo in base agli indirizzi, la classifica mostra che in testa alle scuole più care si piazzano i licei classici.
Questa situazione si è probabilmente creata a seguito dei tagli ai finanziamenti per l’autonomia scolastica apportati dal governo che ha quindi costretto le scuole a cercare altrove i fondi necessari mancanti.

Fonte: Larepubblica.it

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