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Meno bulli in classe con le lezioni d’altruismo

27 giugno 2012

La scuola media “Giuseppe Garibaldi” di Genzano, città dell’area dei Castelli Romani, è stata la prima ad aver iniziato un progetto educativo completamente inedito per ottimizzare la lotta contro il bullismo.
Di fatto, è stato pianificato ad hoc un programma scolastico costruito in modo che tutte le materie fossero studiate ed interiorizzate con i valori della “pro-socialità”.

Con questo termine, s’intende quell’insieme di comportamenti volontari diretti a portare beneficio agli altri, non solo come fattore protettivo, ma anche come “aiuto” per i soggetti ritenuti a rischio di comportamenti delinquenziali.

La facoltà di Psicologia dell’università, la Sapienza di Roma, ha svolto una ricerca analizzando gli studenti della scuola media per tutto l’anno scolastico scorso (2010/2011) rilevando che i comportamenti pro-sociali sono il risultato di tendenze pro-sociali spontanee, presenti in misura diversa in tutti, che sono identificate e poi rafforzate e incanalate.
“Prima ci sono queste tendenze, poi arriva concretamente il rispetto per le persone, ma anche per la natura, la generosità, la capacità di cooperare. Poiché anche le migliori intenzioni non si traducevano necessariamente in azioni” – spiega Gian Vittorio Caprara, docente ordinario responsabile del progetto – “l’intervento sugli studenti prevedeva anche strategie per garantire lo sviluppo delle abilità pro-sociali, della consapevolezza di esserne in possesso. I piccoli dovevano diventare capaci di regolare le proprie emozioni e di saper gestire rabbia, tristezza, paura, ma anche gioia, entusiasmo, curiosità.”.
Testato il modello su un gruppo normativo a Genzano, il progetto si è trasferito in Lombardia, dove si è aggiunto un nuovo filone.

Fonte: La Stampa.

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