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Ikaros, la prima scuola che ha abolito i libri

20 dicembre 2011

L’istituo tecnico “Ikaros” di Bergamo ha deciso di compiere una grande sfida d’innovazione per i suoi studenti e l’intero sistema scolastico italiano.
E’ la prima scuola in Italia che ha deciso di non utilizzare più libri di testo in formato cartaceo, ma bensì in formato digitale.

Infatti, per l’inizio dell’anno scolastico, la scuola ha deciso di comprare e distribuire 1.370 Ipad, il numero esatto di studenti iscritti. Questo istituto bergamasco è il primo in tutta Italia che ha deciso di affrontare la svolta informatica nella maniera più radicale: in verità non è l’unico istituto che ha introdotto l’Ipad a scuola, me gli altri istituti hanno preferito per il momento fermarsi su singole classi con progetti sperimentali.

Le famiglie degli alunni dovranno pagare un canone di 200€ l’anno, comunque inferiore alla spesa media che viene svolta per l’acquisto dei libri tradizionali. Inoltre, tutti gli Ipad sono già provvisti di dizionari, atlanti ed altri strumenti scolastici, come ad esempio tutte le dispense redatte direttamente dai professori. Per quanto riguarda i costi, l’istituto scolastico è riuscito a sostenere la prima spesa iniziale coadiuvato da un partner tecnologico che ha fatto da sponsor, prevedendo anche che l’investimento si ammortizzi nell’arco di 3 anni.

Il direttore dell’istituto, Diego Sempio, in una intervista ha rilasciato queste dichiarazioni:
“Abbiamo voluto appositamente essere drastici e verificare fin da subito la capacità di apprendere grazie al nuovo strumento. Ma è una novità che nasce anche da una constatazione: oggi i ragazzi imparano in un modo diverso, conoscono già i linguaggi dei computer; è un metodo diverso da chi ha studiato sui libri, progredendo passo passo dalla prima all’ultima pagina e noi ne prendiamo atto. Da noi approdano i ragazzi che finiscono la terza media con i voti più bassi, quelli che si sentono dire “E’ meglio se impari un mestiere…”. Ebbene, mettere nelle loro mani un iPad è una maniera per far recuperare ai giovani stima in se stessi, nelle loro capacità. Da noi s’impara facendo, attraverso azioni che hanno un valore pratico e quella tavoletta può rappresentare un vero riscatto per tanti di loro!”

Fonte: Corriere.it

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