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In aumento il fenomeno del Cyberbullismo.

5 luglio 2009

Circa un terzo degli studenti ormai ne è vittima.

ROMA – Mentre vent’anni regnavano le scritte sui muri o le voci malevole relative alla vittima di turno, oggi tra i ragazzi è sempre più di moda caricare su YouTube i video di amici da ridicolizzare oppure fare continui scherzi telefonici ed inviare sms offensivi e minacciosi. È il cosiddetto cyberbullismo, fenomeno sempre più in crescita considerando che uno studente su tre ne è vittima soprattutto a scuola e durante l’anno della maturità.

La ricerca è stata condotta su 700 studenti delle scuole medie superiori di Chieti. Gli psichiatri hanno evidenziato come in un caso su dieci la vittima del bullismo digitale soffre di depressione, il 35% dichi ha subito molestie digitali è poi soggetto ad approcci sessuali indesiderati anche nella vita reale, mentre nell’8% dei casi i cyberbulli sviluppano nel tempo disturbi antisociali.

La metà degli episodi di cyberbullismo si manifesta durante l’anno dell’esame di maturità. 4 casi su 10 prendono di mira la vittima per il modo di vestire o per un difetto fisico, 3 casi su 10 sono quelli legati al colore della pelle o al buon rendimento scolastico; 1 caso su 2 riguardano episodi che si ripetono più volte e il 70% degli atti di bullismo digitale avvengono in classe o in altri luoghi della scuola.

Ciò che spinge i ragazzi ad assumere uno stile di prepotenza «digitale» nei confronti di altri ragazzi risale a: ottenere più popolarità nel gruppo, voler cercare di riscattarsi o vendicarsi o come semplice divertimento, per far passare tempo e noia.
Chi rischia di diventare un cyberbullo è colui che passa molto tempo in internet, magari frequentando gruppi online che parlano di argomenti legati a comportamenti sessuali a rischio o violenti, oppure trattano dei videogiochi con contenuto inadeguato o aggressivo.
Tutto questo spinge la persona a pensare che le interazioni virtuali e la violenza siano un gioco.

I bulli manifestano nella società i comportamenti acquisiti in famiglia: se in casa non c’è interesse verso i figli, non esiste il dialogo e prevalgono sopraffazione e violenza, si avrà con molte probabilità un figlio “bullo”.
Al contrario, se in famiglia prevale la menzogna e l’allontanarsi il più possibile da ogni responsabilità e problema, si creano le basi per ragazzi oggetto di sopraffazioni.
Il modo migliore per proteggere i figli dal bullismo è educarli ponendogli degli impedimenti,facendoli rispettare delle regole e fornendogli sicurezza in se stessi.

Cresce,però, il bullismo classico, infatti 26% sono i casi che si manifestano con prepotenze fisiche quali calci, spintoni o danni alle cose; mentre 40% quelli riguardanti l’aggressione verbale ed il racconto di falsità sulla vittima.
Purtroppo la vittima non ne parla mai con nessuno, nemmeno con gli insegnanti, che hanno comunque dichiarato di aver assistito o hanno sospettato di fenomeni di bullismo nella loro classe.

Fonte : lastampa.it

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