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Il cambio costante di professore rende lo studente più ignorante

17 maggio 2010

Lo studio effettuato da Bankitalia conferma che il continuo cambio di docenti soprattutto di matematica non fa bene alla scuola. In evidenza che gli alunni del Mezzogiorno sono quelli che accusano di più gli effetti soprattutto nelle materie scientifiche.

Il continuo cambio dei docenti riduce il livello di preparazione degli alunni. Soprattutto in matematica. Questa è la ricerca fatta recentemente da Bankitalia per confermare come il costante viavai degli insegnanti incida in modo negativo sul risultato scolastico finale degli alunni.
Un dato che supporta le scelte del ministro dell’Istruzione, la quale nel suo progetto di riforma complessivo dello stato giuridico dei docenti punta a legare gli stessi all’incarico per almeno tre anni.

La ricerca non ha pretesa di verità assoluta, infatti nella premessa è stato precisato che la preparazione degli studenti risenta di una pluralità di fattori. Tra di questi anche quello legato all’istituto frequentato.

Tramite lo studio dei risultati dell’indagine Invalsi considerando i progressi, anziché i livelli di preparazione, lo studio effettuato da Bankitalia cerca di individuare quanto la scelta di una determinata scuola possa influire sulla preparazione degli alunni.

Emergono in questo modo elementi che incidono sul livello di apprendimento che la scuola offre agli alunni. Uno tra questi è sicuramente il continuo cambio dei professori.
Un alto turnover dei professore, indice maggiore di discontinuità nell’attività didattica quanto di scarsa motivazione all’insegnamento nella singola scuola, impatta in modo negativo sulla progressione degli apprendimenti.

Un altro fattore è quello geografico perché scuole del Sud d’Italia riportano le performance peggiori, in particolare nelle materie scientifiche.
E’ stato infatti mostrato come le scuole meridionali mostrino un ampio divario in tutte le materie, a differenza di quelle del nord, con picchi del 20 per cento di preparazione in meno. E nel passaggio dalla prima alla terza classe le scuole superiori del meridione perdono posizioni ulteriori soprattutto in matematica e scienze. Al nord invece è nelle materie scientifiche che si registrano i progressi maggiori nei primi tre anni di scuola.

L’immagine dei diversi tipi di istituti che viene restituita dal rapporto è leggermente diversa dal quadro abitualmente noto del sistema scolastico italiano. Per esempio se nei licei gli studenti presentano in media un livello più elevato di competenze, questo rimane negli anni successivi solo per quanto riguarda le loro performace in italiano mentre nelle altre materie perdono il vantaggio rispetto agli istituti tecnici e professionali.
In sostanza è stato rivelato che le discrete prestazioni degli studenti dei licei dipendono più dal fatto che queste scuole sono frequentate da studenti provenienti da famiglie con livelli di istruzione già alti in partenza.

Il Giornale

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