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La proposta di riduzione del liceo a 4 anni fa discutere

7 maggio 2010

Studenti e sindacati: c’è chi si schiera a favore della proposta del rettore della Bocconi, e chi contro

ROMA – Reazioni a favore e contro riguardo la proposta di diminuire la durata dei corsi liceali per anticipare di un anno l’accesso alle università come succede in molti paesi europei. La proposta è stata avanzata dal rettore dell’università Bocconi di Milano ed ha avuto responsi pro e contro sia sul fronte sindacale che su quello studentesco.

L’associazione studentesca Azione Studentesca ha bocciato la proposta in quanto lascerebbe irrisolti diversi nodi cruciali. La riduzione del percorso scolastico di un anno diventerebbe utile se riuscisse a garantire una preparazione adeguata nei 4 anni considerando che negli attuali 5 anni non è sufficiente. E non ha rapporto con gli altri sistemi presenti in Europa dato che si differenziano dal nostro per il rapporto con il mondo del lavoro e per l’ingresso all’università.

Contrario anche il sindacato Gilda che la ritiene un’idea bizzarra perché non tiene conto dell’organizzazione del sistema scolastico italiano. L’università italiana è molto lontana dai modelli esistenti nel resto d’Europa: non solo non ci sono i tutor, ma molte volte mancano le aule dove svolgere le lezioni.

Un’apertura invece da parte di Cgil e Uil. Il segretario generale della Flc-Cgil ricorda che il tema è aperto da anni e sottolinea che nella maggior parte dei Paesi Europei a 18 anni si consegue il diploma e non è giusto che i ragazzi italiani vengano penalizzati, entrando nel mercato del lavoro o andando all’università con un anno di ritardo. Ma bisognerebbe da una parte rafforzare ed elevare a 18 anni l’obbligo scolastico e dall’altro riformare profondamente i cicli scolastici, evitando vere e proprie acrobazie per i ragazzi nel passaggio tra primaria, secondaria inferiore e secondaria superiore. Senza tali condizioni, per il segretario si rischierebbe di rispondere ad un problema giusto in modo errato.

Per il segretario della Uil scuola si tratta di una proposta che si può condividere. Ipotizzarla oggi, mentre si sta avviando una nuova riforma, significa creare ulteriori incertezze nel sistema scolastico, ma l’esigenza di diminuire e rendere essenziale il percorso di formazione dei giovani rimane.

La proposta del rettore è quindi utile per intervenire sulle dinamiche scuola-università, scuola-mondo del lavoro “colpendo” l’ultimo anno di scuola superiore che può diventare una parte del percorso universitario, post diploma, di esperienza lavorativa, riducendo il percorso di studi e formazione.

Fonte: La Stampa

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