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Il tetto del 30% di stranieri nelle aule italiane è stato rispettato.

5 maggio 2010

Solo in alcune piccole realtà specifiche sono state concesse delle deroghe

ROMA – Rispettata in modo ampio l’indicazione pervenuta dal Ministero dell’Istruzione che prevede un tetto del 30% relativamente alla presenza di studenti stranieri nelle classi.
Il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ha pubblicato i primi dati sul provvedimento che diverrà operativo dal prossimo anno scolastico.

In tutte le scuole italiane, l’indicazione del Miur che ha come obiettivo una più completa integrazione tra alunni stranieri e italiani nelle scuole, è stata rispettata in maniera rigida consentendo deroghe specifiche solo in poche realtà.

Deroghe consentite dal Ministero solo nei casi in cui gli istituti, tramite l’aiuto della Direzione regionale, abbiano attivato forme di sostegno come l’insegnamento della lingua italiana nel pomeriggio e altre iniziative utili alla conoscenza della nostra cultura e nelle scuole dove la maggioranza degli stranieri frequentanti sono nati in Italia e quindi già perfettamente a conoscenza della lingua.

Nel Lazio il tetto del 30% di presenza di alunni stranieri nelle classi è stato rispettato in modo ampio ad eccezione di sei scuole.

In Toscana solo a due istituti nella provincia di Prato sarà permesso di oltrepassare la soglia indicata dal Miur.

In Lombardia ben l’84% delle scuole ha rispettato il provvedimento consentendo un maggiore equilibrio nella distribuzione di alunni stranieri.

In Friuli il tetto verrà rispettato in tutte le scuole tranne due.

Nel Piemonte 1.990 istituti hanno adottato il provvedimento e 20 otterranno una deroga come previsto dalla normativa.

La decisione di fissare un tetto del 30% di alunni stranieri per classe si conferma come uno dei primi passi per una vera integrazione a partire dai più piccoli tesa di fatto all’accoglienza.

Il provvedimento vuole migliorare i rapporti tra cittadini stranieri e italiani, ma anche di favorire la didattica scolastica e la formazione di classi ghetto con soli alunni stranieri.

Fonte: La Stampa

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