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O tutti promossi o tutti bocciati. Ritorna il 6 politico?

6 maggio 2010

La “denuncia” arriva da un liceo romano.

ROMA – La qualità ha un costo. Lo sa chiunque, dai produttori di automobili a quelli di vino, passando per i centri di ricerca sul cancro arrivando fino alle scuole. Il preside del liceo Keplero di Roma ha scritto al ministro Gelmini per esprimere una verità molto semplice: per avere risultati piacevoli bisogna investire tempo e denaro. La scuola non è un’azienda, ma qualcosa di più complesso; se le vengono tolti gli investimenti, i risultati non arrivano. Qualche tempo fa il liceo riceveva dallo Stato 600 mila euro l’anno, mentre ora gliene arrivano 130 mila. Non ci sono euro per organizzare corsi di recupero di cui necessiteranno la metà degli studenti. Dunque cosa fare? O tutti vengono bocciati o tutti vengono promossi.

La riforma Gelmini assomiglia ad una controriforma: a diminuire, ed in prospettiva a perdere, là dove invece in tutti i Paesi del mondo industrializzato oggi s’investe sulla scuola.

Oppure il ministro punta a spostare il problema sulle famiglie? Al posto di corsi di recupero, lezioni private, magari pagate in nero. Per chi può; gli altri si arrangiano.

La scuola italiana rischia sempre di più il collasso e la riforma fa tornare alla caricatura del ‘68, a quel 6 politico che tutti non vogliono come livellamento verso il basso di ogni possibile eccellenza. Il preside del Keplero lo preannuncia come unica e provocatoria soluzione per i suoi ragazzi.

Fonte: La Stampa

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