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E’ nata University of the People

24 marzo 2010

L’università online, gratuita, senza barriere e di tipo collaborativo.

Realizzata dall’imprenditore israeliano Shai Reshef , la UoPeople è un’istituzione accademica non-profit, online e libera dalle tasse. E’ situata a Pasadena, in California, ed accessibile a tutti a livello mondiale. L’obiettivo dichiarato di questa iniziativa è quello di diffondere un’alta istruzione anche nei posti dove questa è presente in forma carente o nelle fasce sociali deboli ed emarginate.

University of the People è articolata in due programmi: Business Administration e Computer Science.
Non sono previste tasse, anche se gli studenti spendono al massimo 100 dollari per il costo dei corsi. Gli studenti si trovano in 10 o 15 all’interno di chat rooms, nelle quali condividono il materiale e si confrontano sui contenuti. Possono anche rivolgersi a dei ricercatori o a dei docenti nel caso in cui un argomento non sia chiaro.

Non è la prima volta che Internet viene sfruttato all’interno del sistema universitario. Negli Stati Uniti vi sono numerosi esempi: la Johns Hopkins, la City University of New York e la Northwestern University hanno messo alcuni corsi online; Harvard, Columbia e Brown hanno messo a disposizione diverso materiale didattico, mentre il MIT ha realizzato un network di Università statunitensi che offrono i loro insegnamenti, distinti tra loro e legati all’indirizzo di studio o al territorio nel quale gli atenei sorgono.

Molte tra le università meno celebri sono riuscite ad ottenere maggiore visibilità grazie al web.

In Europa si trovano pochi esempi. La più frequentata è la Open University con 160 mila iscritti, ma al momento University of the People resta unica.

Finanziata in modo quasi integrale da Reshef e sostenuta dalla Global Alliance for Information and Communication Technology and Development (GAID) delle Nazioni Unite, UoPeople è composta da 400 studenti che provengono da 81 Paesi.

La sua globalità è la sua forza, così come il suo problema. Infatti, non può essere accreditata perché non è racchiusa in un unico Stato. Il mancato accreditamento comporta un ritorno esiguo di denaro, con il quale si potrebbe arricchire ed allargare l’offerta formativa.

Fonte: cultumedia.it

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