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Le aule scolastiche più inquinate delle strade.

12 marzo 2010

A rilevarlo è stato lo studio di “Qualità dell’aria nelle scuole, un dovere di tutti, un diritto dei bambini” promosso dal Ministero italiano dell’Ambiente, del Territorio e del Mare

PARMA – Le aule scolastiche molte volte hanno un maggior tasso di inquinamento rispetto alle strade cittadine.

In parecchie situazioni sostanze come le polveri sottili o la formaldeide, un gas emesso dagli arredi interni, sono presenti in quantità maggiore nelle classe rispetto all’aria aperta, mettendo quindi a rischio la salute dei bambini a volte provocando malattie delle vie respiratorie, asma e allergie.

Questo è quanto emerge dallo studio “Qualita’ dell’aria nelle scuole, un dovere di tutti, un diritto dei bambini”, presentato a Parma e promosso dal Ministero italiano dell’Ambiente, del Territorio e del Mare in collaborazione con il Rec, il Regional Environmental Center di Budapest.

Oltre all’Italia, lo studio ha riguardato le scuole di Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia e Slovacchia, tutto per promuovere il miglioramento dell’aria interna nella scuola e diminuire il rischio salute nei bambini.

Sono 13 le scuole italiane sotto osservazione ubicate in 6 Regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia e Sardegna) mentre 1.000 gli alunni coinvolti. La fotografia scattata è quella di edifici scolastici piuttosto datati, infatti il 50% e’ stato costruito prima del 1960.

Gli edifici più vecchi hanno subito ristrutturazioni nelle quali molto spesso sono stati usati materiali contenenti composti tossici come la formaldeide che, nelle scuole sicule monitorate è presente con concentrazioni 6 volte superiori a quelle esterne. Un altro nemico presente nelle aule è il PM10.

I valori di PM10 sono superiori all’interno degli istituti per via del cumularsi delle polveri sottili esterne, provenienti dal traffico, a quelle generate all’interno, come il gesso delle lavagne.

Le maggiori concentrazioni di PM10 in aula sono state registrate in Piemonte con 185 microgrammi per metro cubo, mentre le più basse nel Lazio con 35 microgrammi per metro cubo.

Lo studio ha inoltre analizzato la salute dei bambini, evidenziando la percentuale maggiore di casi di tosse frequente tra i bambini delle scuole dell’Emilia Romagna e del Lazio.

Riguardo i bambini i recenti dati mostrano un incremento delle allergie e dell’asma; la rilevazione compiuta nelle 13 scuole riflette tale tendenza: il 27,6% soffre di rinite, il 21,9% di tosse, il 19,9% di allergie ed il 10,4% di asma.

A questi rischi per la salute se ne aggiungono altri dipendenti dalle variazioni climatiche. L’interazione tra aumento della temperatura, ozono aumenterebbe la tossicità del particolato, mentre la variazioni di temperatura e umidità favorirebbero la colonizzazione di acari e muffe che scatenano allergie e i pollini e le spore dilatano la loro stagione grazie alle temperature più alte.

La ricerca da anche degli accorgimenti semplici e a buon mercato per sconfiggere i pericoli in classe. Primo fra tutti l’impiego di piante mangia-veleni, che rimuoverebbero lo sostanze tossiche dall’aria.

Fonte: adnkronos.com

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