Diploma Università
Home > Generale, Scuola, Scuole Superiori > Con la riforma delle superiori si avranno 6 licei.

Con la riforma delle superiori si avranno 6 licei.

20 gennaio 2010

Il sì definitivo delle commissioni atteso per metà gennaio, ma riguarderà solo il primo anno.

ROMA – Mancano ormai solo gli ultimi dettagli, tra cui il parere delle commissioni parlamentari, ma ormai è certo che nel 2010 partirà la nuova scuola secondaria superiore.

Dopo le parziali, anche se non vincolanti, bocciature ad opera dei sindacati, CNPI, conferenza delle Regioni e Consiglio di Stato, i regolamenti di attuazione sono attesi dal giudizio decisivo. Nel caso in cui le commissioni di camera e senato daranno una risposta entro metà gennaio, la riforma sarà praticamente cosa fatta. A quel punto dovrà solo ritornare in aula per l’approvazione finale e poi seguire gli ultimi atti formali: passare al Quirinale per la firma del Capo dello Stato ed infine in gazzetta ufficiale.

Il ministero dell’Istruzione ha già fatto i calcoli sui tempi prevedendo lo slittamento delle iscrizioni a fine marzo.
La decisione di far scivolare di 60 giorni il termine per decidere il corso superiore cui iscriversi appare essere una risposta alle richieste di FLC-CGIL e Gilda, di posticipare la riforma al 2011: il Miur ha comunicato che nonappena i nuovi programmi saranno leggi dello Stato verranno ampiamente divulgati e i diretti interessati avranno almeno un mese di tempo per comprenderne portata ed effetti.

Per preparare l’applicazione dei nuovi regolamenti, il ministero ha previsto delle misure di accompagnamento con attività di informazione e formazione del personale scolastico relativamente ai contenuti della riforma; ed una campagna di informazione relazionata alle scelte per gli studenti e le famiglie per l’anno scolastico 2010/2011.

L’attuazione dal prossimo settembre permetterebbe al governo in carica di verificare eventuali “errori” dei nuovi regolamenti delle superiori e correggerli in corsa durante il proprio mandato.

Dal 1 settembre 2010 dunque, i licei italiani si costituiranno attraverso nuovi percorsi formativi: due bienni e un quinto anno.

Le tipologie dei corsi diventeranno così 6 ovvero: artistico, classico, linguistico, musicale e coreutico, scientifico e delle scienze umane. Salvo difficili modifiche dell’ultimo momento, le novità riguardano più aspetti: la prima riguarderà un monte orario settimanale ridotto.

Al nuovo liceo classico sono previste 27 ore nel biennio e 31 nel triennio. Per i licei linguistico, musicale e coreutico, scientifico e delle scienze umane, sono previste 27 ore nel biennio e 30 nel triennio. Più articolato l’orario del liceo artistico in base ai diversi indirizzi previsti.

Molti saranno anche i cambiamenti sul fronte dei contenuti dell’offerta formativa: infatti al liceo scientifico viene previsto anche un indirizzo tecnologico, mentre al liceo delle scienze umane si introdurrà un indirizzo economico sociale. Sono previsti 40 licei musicali sparsi per tutto il territorio nazionale; mentre altri potranno essere attivati attraverso convenzioni con i conservatori.

Il nuovo regolamento fissa che nell’ultimo anno di liceo una delle materie di ordinamento venga insegnata in lingua straniera. Previste anche delle ore opzionali-facoltative, attivabili sulla base del piano dell’offerta formativa, che saranno parte dell’organico di diritto. In tutti i licei al fine di definire il quadro delle lezioni bisognerà attendere la decisione del collegio dei docenti: il Miur riserva una flessibilità oraria pari al 20% del monte settimanale nel biennio, che passerà al 30% nelle terze e quarte e ritornerà al 20% nelle quinte classi.

I nuovi licei saranno caratterizzati da questi nuovi insegnamenti: approfondimenti nelle discipline obbligatorie, diritto e economia, musica, seconda lingua straniera, latino, greco, discipline audiovisive, tecnologia e disegno, storia dell’arte, pedagogia, psicologia, sociologia, legislazione sociale, statistica, informatica, scienze sociali e metodologia della ricerca.

L’organizzazione del collegio dei docenti si formerà sulla base di dipartimenti e di un comitato scientifico con esperti esterni. Gli obiettivi di apprendimento saranno oggetto di uno specifico decreto. È previsto un monitoraggio dei cambiamenti previsti dalla riforma. Dopo tre anni il governo riferirà in parlamento.

Fonte:lastampa.it

Segnala questo post:
  • Print
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Facebook
  • LinkedIn
  • PDF
  • Twitter
  • Wikio IT