Diploma Università

Oms: troppa pressione scolastica, gli studenti italiani sono tra i più stressati d’Europa

27 aprile 2016
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Secondo uno studio che viene svolto a livello europeo ogni 4 anni, gli studenti italiani risultano tra i più stressati d’Europa.
I dati sono stati raccolti intervistando ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 15 anni.
In pratica secondo i dati del rapporto la percentuale di studenti italiani che apprezza la scuola è tra le più basse d’Europa, inferiori sono solo estoni, greci e belgi.
Inoltre la percentuale scende man mano che l’età degli studenti cresce.
Anche la frazione di studenti che ottiene buoni voti è più bassa della media europea.
Un altro dato rilevato dal rapporto è il livello di stress percepito dagli studenti, anche questo risulta particolarmente elevato.
Infine viene rilevato quanto gli studenti sentano il supporto dei compagni di classe, anche questo dato peggiora con il crescere dell’età degli scolari.
Coloro che hanno curato l’indagine si mostrano molto preoccupati dai risultati emersi, che tra l’altro seguono la stessa tendenza del rapporto redatto nella precedente edizione dello studio.
Le conclusioni degli esperti sono che probabilmente i programmi attuali sarebbero da regolare perché siano meglio adattati alla situazione corrente, anche se ammettono che la pressione sugli studenti è influenzata anche dai loro rapporti sia con i genitori, che con gli insegnanti, che con l’istituzione scolastica stessa.

Fonte: repubblica.it

Scuola, le scienze insegnate a bambini dai 3 ai 5 anni e mezzo

20 aprile 2016
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In Italia ci sono alcune maestre di scuola materna che hanno deciso di proporre ‘lezioni’ un po’ fuori dall’ordinario, sono casi molto sporadici ma che sembrano avere avuto un buon successo verso i piccoli alunni e dato molta soddisfazione alle insegnanti coinvolte.
Per esempio in una scuola materna le insegnanti hanno deciso di far provare a far osservare ai bambini il risultato della masticazione di un biscotto, accompagnando le osservazioni dei bambini con spiegazioni scientifiche molto semplici.
Questi nuovi approcci educativi per bambini così piccoli potrebbero diventare sempre meno rari a causa delle nuove materie introdotte di recente nei corsi di laurea in scienze della formazione.
In pratica le nuove maestre si laureano anche sostenendo esami di matematica, fisica e chimica, secondo le disposizioni più recenti emanate dal ministero dell’istruzione.
In realtà le disposizioni sono state introdotte ormai cinque anni or sono, ma solo ora si stanno laureando le prime maestre tramite tale iter.
Le maestre intervistate parlano di come devono prepararsi per organizzare questo tipo di lezioni, non si tratta di un’improvvisazione, occorre mettere insieme il materiale per gli esperimenti pratici, pensare a come veicolare le nozioni con spiegazioni particolarmente semplici.
Spesso l’aspetto nozionistico viene quasi del tutto tralasciato, in realtà si tratta più di fare in modo che i bambini possano sperimentare in autonomia, seguendo sì le indicazioni di massima delle maestre, ma restando comunque molto liberi di seguire le loro innate capacità di ragionamento deduttivo, lo stesso meccanismo che sta alla base del modo di pensare degli scienziati veri e propri.
Un altro esempio è l’insegnante che ha portato i bambini nell’orto di uno dei nonni, a raccogliere i bruchi dai cavoli, li hanno poi messi in una teca a scuola, accudendoli e restando poi sorpresi allo spuntare delle prime farfalle.
A volte i bambini non riescono nemmeno a esprimere correttamente a parole le loro scoperte, ma a questo livello le insegnanti non lo considerano assolutamente un problema.
Ci si può domandare se non sia prematuro affrontare argomenti così ‘impegnativi’ in età così precoci, ma secondo gli esperti in psichiatria infantile non è affatto un problema, purché siano utilizzati gli approcci corretti; in età così basse è difficile fare ragionamenti astratti, ma quando invece si tratta di toccare, manipolare, assaggiare, usare i sensi o fare verifiche delle idee che ogni bambino ha spontaneamente, allora è molto utile.

Fonte: repubblica.it

Maturità, ecco le seconde prove. Greco al classico

13 aprile 2016
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Sono state annunciate dal ministero le materie per le seconde prove di maturità per il corrente anno scolastico 2016.

Per il liceo classico la seconda materia sarà greco.
Per lo scientifico sarà matematica, gli studenti che temevano di dover portare fisica come seconda materia possono tirare un sospiro di sollievo.
Lingua straniera sarà la seconda materia per il linguistico.
La materia di scienze umane per il liceo delle scienze umane.
Per i licei delle scienze umane ad indirizzo economico-sociale la seconda materia sarà invece diritto ed economia politica.
Per il liceo artistico ci saranno varie discipline artistico e progettuali.
Per il liceo musicale la seconda materia d’esame sarà teoria, analisi e composizione.
Infine gli studenti dei licei coreutici dovranno cimentarsi in tecniche della danza.

Per quanto riguarda gli istituti tecnici: le materie da portare per la seconda prova saranno economia aziendale per amministrazione, finanza e marketing; per gli istituti del turismo saranno varie discipline turistiche e aziendali; la materia di macchine ed energie per l’indirizzo di meccanica, meccatronica ed energie; e infine struttura della costruzione sarà la seconda materia per trasporti e logistica.

Completano la lista gli istituti professionali: scienze dell’alimentazione per l’istituto professionale alberghiero; tecnica dei servizi commerciali per gli istituti commerciali; tecnica di produzione e organizzazione per gli istituti professionali industriale e artigianale.

In totale si tratta di 164 indirizzi, la data della seconda prova è già stata fissata per il 23 giugno prossimo, come si suol dire: in bocca al lupo a tutti i futuri maturandi.

Fonte: repubblica.it

Isee Università 2016/2017: alzato il limite massimo

6 aprile 2016
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Finalmente sembra che il governo abbia compreso le rimostranze dei molti studenti che l’anno scorso si erano lamentati del fatto che, a causa delle nuove modalità introdotte per l’accesso alle agevolazioni economiche e alle borse di studio, pur non avendo in pratica cambiato la loro situazione economica, si erano ritrovati esclusi da tali agevolazioni.
Riportammo la notizia anche qui sul nostro sito: Università, la beffa delle borse di studio: solo nel Lazio raddoppiati gli esclusi.
In pratica l’anno scorso, con l’introduzione delle nuove modalità di calcolo, circa il 20% degli studenti che con le vecchie norme sarebbero rientrati nei ‘bonus’, si sono ritrovati esclusi da ogni agevolazione.
Questo fece scattare varie lamentele da parte degli studenti, e delle loro famiglie, ma la situazione ormai era già stata definita.
Quest’anno invece sembra che il governo abbia compreso la situazione che si era venuta a creare, per cui per il nuovo anno accademico in arrivo i ‘numeri’ delle norme sono stati rivisti, e a conti fatti sembra proprio che con i nuovi indicatori quel 20% di studenti che l’anno scorso furono lasciati senza supporto, sia ‘rientrato’ in possesso dei requisiti necessari per accedere alle agevolazioni.
Ma come funziona il nuovo meccanismo di accesso alle borse di studio introdotto l’anno scorso?
Il sistema è basato su un indice numerico che dovrebbe sintetizzare la situazione economica dello studente, il cosidetto ISEE appunto (Indicatore della Situazione Economia Equivalente).
La rivisitazione di questo sistema introdotta appunto l’anno scorso consisteva principalmente in una differenziazione delle modalità di calcolo di questo indice in base a diverse situazioni, mentre in precedenza il sistema di calcolo era unico per chiunque. In sostanza dall’anno scorso si parla in specifico del cosidetto ISEE Università a cui devono far riferimento gli studenti universitari in particolare.
In pratica con le norme riviste è diventato più difficile considerare gli studenti come nucleo familiare distinto dal nucleo familiare dei genitori, anche se dovessero ritrovarsi in pratica a vivere in modo indipendente perché magari sono costretti a trasferirsi lontano da casa per poter frequentare i corsi universitari.
Le nuove norme per il calcolo dell’indicatore accettano lo status dello studente con nucleo familiare indipendente solo se può dimostrare un certo reddito autonomo (quindi si richiede che lo studente in pratica esegua una qualche attività lavorativa), e che viva in una casa che non sia in qualche modo messa a disposizione dalla sua famiglia.
Queste norme restano chiaramente in vigore anche per il nuovo anno accademico, ma il governo sembra abbia fatto comunque uno ’sforzo’ per far sì che almeno il totale degli aventi diritto alle agevolazioni si riassesti su valori simili agli anni precedenti alla recente rivisitazione delle norme.
Ricordiamo che per ottenere la certificazione che attesta il valore del proprio ISEE occorre rivolgersi ad un CAF abilitato (centro di assistenza fiscale), tale certificazione dovrà poi essere presentata presso il proprio ateneo secondo modalità e scadenze decise dall’ateneo stesso.

Fonte: studenti.it

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